Giovedì 29 Luglio 2021

Com’è cambiato il nostro modo di guardare la TV

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“A letto dopo Carosello” ci raccontano i nostri genitori o i nostri nonni, testimoni di un’abitudine del passato: l’abitudine di guardare la televisione tutti insieme, radunandosi davanti al magico apparecchio per essere pronti ad attendere l’inizio della trasmissione. Un mondo che decisamente non c’è più, in cui era il palinsesto a dettare gli orari delle persone, e i contenuti erano unici e irripetibili, per cui bisognava assolutamente guardarli proprio quando andavano in onda.

Oggi con l’arrivo delle nuove tecnologie il nostro modo di guardare la televisione, sia individualmente che in famiglia, è decisamente cambiato. Dalla pay tv con servizio on demand alle piattaforme streaming fino alle smart tv, il nostro mondo è più ricco di contenuti e più libero nel decidere quando guardare cosa. Per non parlare del fatto che oggi guardiamo “la televisione” da diversi dispositivi.

Ma non solo. Eh già, perché sono le stesse televisioni ad essere cambiate. Meno ingombranti, e con un design che si armonizza alla perfezione tanto con gli arredi moderni quanto con quelli tradizionali, sono diventate un must have non più solo nel salotto, ma anche nelle camere da letto, negli studi, e a volte anche in cucina. Il tutto, offrendo un’esperienza di visione che non ha nulla da invidiare a quella del cinema. Difficile da credere? Provate a informarvi sul miglior TV da 50 pollici sul mercato e noterete come questo elettrodomestico, negli ultimi anni, si sia davvero evoluto in modo sorprendente.

Come abbiamo detto, tutto è cominciato quando abbiamo avuto accesso ai decoder che ci consentivano di registrare i programmi e rivederli quando avremmo voluto. Si tratta chiaramente di un’evoluzione del videoregistratore, solo decisamente più comoda e accurata, che proprio grazie a queste qualità ha avuto una diffusione davvero capillare, tanto da influire anche sull’indice di ascolto dei programmi. La possibilità di programmare registrazioni multiple, anche per le serie tv, e di fare binge watching guardando una serie tutta insieme anziché a puntate, è stata decisamente molto apprezzata dagli italiani.

Ed è proprio il binge watching che ha segnato la fortuna delle piattaforme streaming, veri e propri contenitori di spettacoli, film e serie tv a disposizione del telespettatore, che di volta in volta sceglie cosa guardare senza sottostare ad alcuna programmazione. Al contrario, queste piattaforme sono così orientate al fornire un servizio su misura per i clienti, che la maggior parte di esse è dotata di un algoritmo in grado di elaborare le nostre preferenze per consigliarci programmi che potrebbero piacerci. Un servizio che evidenzia la volontà di creare un modello di televisione su misura, anziché standardizzato.

Insieme alle piattaforme si è diffusa, in un primo momento, anche una certa tendenza alla multimedialità. Computer portatili, tablet e smartphone dagli schermi sempre più grandi sono diventati, soprattutto per i più giovani, un vero e proprio sostituto del televisore. Una tendenza tanto marcata che, tra le caratteristiche comuni alla generazione dei millennial, si evidenziava proprio il non avere la televisione in casa. La multimedialità, inoltre, ha aperto un nuovo mondo alle persone, consentendo loro di fruire dei contenuti televisivi anche in viaggio. Un cambiamento davvero radicale.

Infine, negli anni più recenti, abbiamo assistito a una nuova inversione di tendenza, sempre collegata alle piattaforme streaming. Parliamo della corsa ad accaparrarsi la miglior smart tv possibile, da installare in salotto, ma anche in camera da letto o nelle camere dei ragazzi. Già, ma cosa sono queste nuove televisioni, e perché le chiamiamo “smart”?

Le smart tv, l’ultima generazione di televisori, sono chiamate così perché hanno un comparto app e una connessione a internet che consente loro di accedere non solo ai canali satellitari e a quelli del digitale terrestre, ma anche di accedere alle piattaforme streaming direttamente dal telecomando. Un servizio estremamente gradito dal telespettatori, in particolar modo perché permette di godere di tutta la qualità offerta dalle nuove produzioni televisive, sempre più orientate verso l’alta definizione.

Inoltre, le smart tv permettono l’accesso anche ad applicazioni solitamente riservate al web, come i social, e consentono un’integrazione con i device mobili grazie al casting, o mirroring. Quest’ultima è una funzione che permette di trasmettere sullo schermo televisivo i contenuti presenti sullo schermo del cellulare, grazie ad appositi dispositivi – le chromecast e simili – oppure grazie alle smart tv, che hanno questa funzione già integrata al loro interno. Si realizza così una piena integrazione tra più dispositivi, all’insegna di una sempre crescente tendenza a una nuova forma di multimedialità e al servizio su misura.

 

Articolo presente in:
Dall'Italia

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