Lunedì 21 Giugno 2021

La zona industriale di Manfredonia attende l’acqua da oltre 20 anni! Forse l’attesa è finita.

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Come può un paese civile permettere che un’area industriale, che dovrebbe accogliere imprenditori che producono occupazione e benessere, dopo 20 anni sia ancora in attesa di un servizio pubblico di prima necessità come l’acqua? Questo giornale nasceva nel 2009 per denunciare anche i pesanti ritardi nel completamento delle opere di urbanizzazione delle zone destinate all’industria e al commercio. Sono trascorsi altri 10 anni. Lo scorso 4 febbraio, l’Eni Rewind comunica al Consorzio di Bonifica di Capitanata, e per conoscenza ai Comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e all’ASI Foggia, che a far data dal 30 giugno 2021, essendo cessate le esigenze legate all’utilizzo di acqua per il trattamento di bonifica delle falde dell’area Ex-Enichem, l’impianto sarà restituito alla Regione Puglia o altro ente autarchico. “Il progetto di bonifica della falda area ex Enichem, già in corso di esecuzione, viene ottimizzato con il completamento degli interventi previsti dalla variante approvata con decreto del Ministero dell’Ambiente nel 2019 che consentono, tra l’altro, l’incremento dei volumi emunti dalla falda e parallelamente il potenziamento dell’impianto di trattamento delle acque di falda. L’incremento dei volumi di acqua emunti e trattati, fino a 240 m3/h, consentirà di accelerare il processo di bonifica e di rendere disponibile l’acqua necessaria per la re-iniezione in falda senza quindi necessità di approvvigionare l’acqua da fonti esterne al sito”. Questo è quanto ci riferisce Eni Rewind. La condotta per la fornitura di acqua alle zone industriali di Manfredonia-Monte Sant’Angelo venne realizzata negli anni ’70 da Eni su mandato e con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno (CASMEZ). Nel 1978, il DPR 218 trasferisce l’asset da CASMEZ alla Regione Puglia. Una condotta lunga circa 20 km che parte da Monte Aquilone (nei pressi della discesa di Santa Lucia, verso Foggia) fino ad arrivare nell’area industriale costiera di Monte Sant’Angelo. Struttura idraulica del diametro, a seconda dei tratti, di 800 o 600 mm, con una portata massima pari a circa 400 m3/h. Dal 1987 il Consorzio di Bonifica della Capitanata fornisce l’acqua al sito industriale di Manfredonia, sulla base di una convenzione rinnovata annualmente. Eni Rewind, già Syndial, a seguito di un’intesa con il consorzio industriale ASI e i comuni interessati, ha veicolato l’acqua industriale alle società che negli anni si sono insediate nei siti. Nell’area di Manfredonia sono riuscite ad allacciarsi a questa condotta la Somacis (a spese proprie e dopo una lunga trattativa out-out con il Comune) e l’Ase, per quanto noto. Da febbraio scorso, data della ricezione della disdetta da parte di Eni Rewind, gli enti territoriali competenti, stanno dialogando assiduamente in tavoli tecnici, per trovare una soluzione al problema che pare verrà risolto con l’affidamento del servizio ad Acquedotto Pugliese che, utilizzando la propria condotta idrica già esistente e dismettendo quella vecchia di Syndial, dovrebbe permettere alle aziende presenti nelle aree industriali di Manfredonia e Monte Sant’Angelo, di potersi allacciare. La questione è che inizialmente (fino al 30 giugno 2021), la Syndial somministrava acqua industriale, invece AQP somministrerà acqua potabile alle industrie che presenteranno apposita domanda di allaccio. Apparentemente un costo maggiore per le aziende ma, poiché la condotta Syndial subiva numerose perdite per via della poca manutenzione fatta e dei tantissimi allacci abusivi che lasciavano per strada oltre un terzo del flusso di acqua somministrata, la stessa Syndial vendeva, l’acqua alle aziende, pare,  per quattro volte il costo reale, dovendo appunto compensare i costi di dispersione. Il dirigente del Comune di Manfredonia, l’Ing. Giuseppe Di Tullo sta cercando di trovare la migliore soluzione con AQP per poter, in tempi rapidi, realizzare gli impianti e le pompe di allaccio nell’area industriale di Manfredonia. Impianto già presente e da potenziare nell’area Ex Enichem. Nella zona industriale di Manfredonia, da tempo, sono state realizzate, anche se non collaudate, le condotte di acqua potabile, industriale, di acque meteoriche e di fogna. E se ci sarà circolo di acqua ci dovrà essere uno scarico. Si è pensato al depuratore realizzato dalle Tintorie Meridionali, capannone poi acquistato dall’ASE, dove insiste un impianto di depurazione che potrebbe essere adeguato alle esigenze di tutta l’area industriale sipontina. Confermata la presenza presso il Ministero delle Infrastrutture delle risorse economiche che da anni erano state destinate per il completamento dei lavori per l’area industriale di Manfredonia. Occorrerà predisporre i progetti e farne richiesta. Un’odissea che speriamo troverà un epilogo positivo. Il Contratto d’Area Manfredonia-Monte Sant’Angelo-Mattinata, doveva rappresentare l’espressione del principio del partenariato sociale. Venne firmato il 4 marzo 1998, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza del Ministero del Lavoro e tante istituzioni sociali territoriali, tutte scomparse il giorno successivo. Dopo la questione acqua, si dovranno affrontare, una ad una, le ulteriori necessità per rendere accoglienti le nostre aree industriali: gas, viabilità, sicurezza, ecc. Manfredonia e Monte Sant’Angelo sono due territori interconnessi e funzionali l’uno all’altro, il dialogo comune deve superare le questioni di campanile per sviluppare il territorio ed il lavoro in modo compatibile con l’ambiente. Serve recuperare il tempo perduto: non è mai troppo tardi.

di Raffaele di Sabato

 

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