Domenica 13 Giugno 2021

Leggende metropolitane: La nave mercantile “John P” e i topi a tre gobbe

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Siamo nell’era della digitalizzazione e una delle sue caratteristiche è quella di manipolare le notizie, distorcerle o diffonderle in modo artefatto, cosa che ormai è divenuta un fatto di costume. Oggi le informazioni viaggiano in modo pandemico. Siamo bombardati dalle cosiddette fake news. Questa premessa per introdurre un episodio sconcertante che la nostra città ha vissuto, 42 anni fa, proprio grazie alla “disinformazione”, divenuto poi una “leggenda metropolitana”, e che vogliamo raccontare. Il 20 settembre del ’79, il mercantile “John P”, battente bandiera greca, di proprietà della Soc. Guarnica Shipping Inc con sede in Monrovia, non più in grado di viaggiare per vetustà, durante il viaggio da Rijeka a Jeddah (Arabia Saudita) con un carico di 2.500 t. di legname, a causa di una falla apertasi al cielo del doppio fondo fu costretta a riparare nel porto di Manfredonia perché inclinata da un lato, posizione che ne comprometteva la stabilità. Da quel momento per la John P, in particolare per i sedici uomini dell’equipaggio, ebbero inizio le disavventure. Trasbordato il carico, pareva che tutto fosse finito. Purtroppo così non è stato. La società armatrice divenne “uccel di bosco” e non si preoccupò di recuperare la nave. Le numerose ingiunzioni da parte della Capitaneria di Porto di Manfredonia di rimuoverla risultarono vane, i marittimi, dopo aver dato fondo ai pochi risparmi furono costretti ad abbandonarla. Nel frattempo il Tribunale di Foggia dispose il sequestro conservativo per crediti vantati dai fornitori e dal noleggiatore per un importo pari a 600 milioni di lire. Il 29 giugno dell’anno successivo, la John P, ormai in decadimento, subì danni ingenti a causa di un violento incendio sviluppatosi a bordo ad opera di ignoti. L’evento criminoso, però, oltre ad attirare la curiosità dei tanti turisti che si recavano sul porto per osservare la nave, ha suggerito a qualche buontempone di diffondere una colossale fake news: l’aver notato che nelle stive della nave albergavano pantegane grosse quanto conigli, addirittura a due o tre gobbe. Altri, invece asserivano di averle viste notte tempo attraversare le gomene e raggiungere la banchina in cerca di cibo. Addirittura, in pieno giorno, aggredire dei ragazzi. Ovviamente, la notizia non trovò riscontro, grazie al tempestivo intervento dell’Autorità marittima e sanitaria. La falsa notizia, ripresa da certa stampa, opportunamente ingigantita con lo scopo di fare uno scoop giornalistico, però, oltre a creare panico tra i cittadini, velocemente raggiunse i vari centri italiani e rimbalzò anche all’estero. Notevoli, quindi, furono le conseguenze che ne derivarono. Gli operatori turistici si trovarono in serie difficoltà in quanto cominciarono a piovere disdette di prenotazioni proprio durante il periodo di luglio ed agosto, stessa cosa dicasi per gli stabilimenti balneari dislocati a Manfredonia e lungo la Riviera Sud. I guai però non vengono mai da soli. Il relitto della John P, a seguito di forti mareggiate, sbattuta sui bordi della banchina di levante si adagiò sul fondo in posizione di relitto semi affondato. Dopo sei lunghi anni, finalmente, la rimozione. Oltre al danno provocato alla struttura portuale valutato intorno a 60 milioni di lire, rimase quello prodotto alla nostra economia, grazie alle false notizie diffuse da gente irresponsabile.

di Matteo di Sabato

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