Sabato 25 Settembre 2021

Zona gialla per tutta Italia da lunedì 24, zona bianca per Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna dal 1 giugno. Rt ancora in calo: è a 0,78

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L’Italia torna gialla. Il monitoraggio inviato dalle Regioni e validato dall’Istituto superiore di sanità mostra una curva dell’epidemia decisamente in discesa. E così da lunedì 24 l’Italia entra nella fascia di rischio più bassa che permette di far ripartire le attività.

Zona gialla per tutta Italia da lunedì
«Oggi l’Italia sarà tutta in area gialla. È il risultato delle misure adottate finora, del comportamento corretto della stragrande maggioranza delle persone e della campagna di vaccinazione. Continuiamo su questa strada con fiducia, prudenza e gradualità», dice il ministro della Salute, Roberto Speranza. Un invito che guarda anche alle prossime settimane: già dal 1 giugno infatti, tre Regioni (Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Molise ) cominceranno ad andare in zona bianca, quell’«isola felice» dove tutte le attività sono aperte e non c’è il coprifuoco, mantenendo sempre mascherina e distanziamento.

Il monitoraggio
Alle 15 di venerdì si riunisce il Comitato tecnico scientifico (Cts) che dovrà validare i protocolli, in particolare quello per i banchetti dopo le funzioni (civili e religiose) di matrimoni, comunioni e cresime. E poi dare il via libera a tutte le altre regole per centri commerciali bar ristoranti e centri termali e piscine al chiuso palestre che seguendo il calendario del governo ripartono nei prossimi giorni.

La zona bianca
Il decreto in vigore dal 18 maggio stabilisce che dal primo giugno questa data sono in fascia bianca Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Soltanto per questa settimana è stato previsto che l’ingresso nella fascia di minor rischio avvenga di martedì, ma non è escluso che si decida di anticipare al giorno precedente. Il 7 giugno, poi toccherà ad Abruzzo, Veneto e Liguria e dal 14 giugno anche Lombardia, Lazio e Umbria potrebbero entrare in fascia gialla se nel monitoraggio del 28 maggio avranno un’incidenza di 50 casi per centomila (già adesso le tre Regioni oscillano tra i 90 e i 70 casi). Gli indicatori del ministero della Salute mostrano poi una diminuzione costante dell’incidenza dei nuovi casi su 100mila abitanti e le stime assicurano che – se non ci sarà un’impennata dovuta alle varianti – a metà giugno l’Italia potrebbe essere in prevalenza bianca.

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