Mercoledì 1 Dicembre 2021

SIN di Manfredonia, Tasso: le comunità siano unite in questa battaglia

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Certezze inconfutabili emergono dalle parole del Ministro per la Transizione Ecologica, Prof. Roberto Cingolani: il SIN di Manfredonia dove insiste l’area Ex Enichem di Macchia – Monte Sant’Angelo è uno dei siti industriali più inquinati d’Italia. “La contaminazione, riscontrata nei suoli e nelle acque sotterranee, si presenta molto variegata e legata alla tipologia di industrie presenti – ha affermato il Ministro Cingolani – Le principali criticità ambientali sono determinate dalle contaminazioni riscontrate sia in falda, nell’area del polo chimico ex Agricoltura SpA, che nella falda soggiacente le discariche. Sebbene l’incidente del 22 giugno scorso non ha provocato danni ambientali, è fuori discussione che la situazione va monitorata”. Un inquinamento ambientale che deriva dalle attività industriali che ivi erano ubicate: metalli pesanti, arsenico e composti organici hanno contaminato suoli e falde acquifere. Un’ulteriore prova, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di quanto emerso anche dall’indagine epidemiologica effettuata fra il 2015 e il 2018.

La situazione di quell’area va risolta immediatamente e senza ulteriori indugi da parte di tutte le autorità e organi competenti, visto che si tratta di un campo minato composto da decine di bombe ecologiche che minacciano la salute e il benessere degli abitanti del territorio, primi fra tutti i cittadini di Manfredonia che risiedono così vicino al sito.

Siamo di fronte a diverse problematiche e quelle di tipo ambientale sono solo la punta dell’iceberg – ha sottolineato l’On. Antonio Tasso, Vice Presidente del Gruppo Misto alla Camera –. C’è un problema sanitario – poiché l’utilizzo di quella zona ha già avuto in passato e potrebbe continuare ad avere in futuro un forte impatto sulla salute della popolazione – e una minaccia sociale dovuta alla contrapposizione tra le comunità delle due città unite, in realtà, da interessi coincidenti”.

Le comunità di Manfredonia e Monte Sant’Angelo, infatti, hanno il medesimo interesse per la salvaguardia eco-ambientale del territorio che, al pari della salute, è un bene comune e non divisivo.

Ho chiesto e continuo a chiedere con insistenza – ha concluso il deputato di Capitanata – l’unica azione che può portare a risultati concreti: l’indizione di un tavolo tecnico-istituzionale al quale siedano delegazioni qualificate delle città interessate oltre ai rappresentanti dei ministeri titolati e cioè Transizione Ecologica, Salute e Interno. I cittadini devono avere un ruolo decisionale attivo per il futuro del proprio territorio”.

Ci sono, poi, le problematiche connesse alla legalità in quanto in quella zona gli interessi della eco-criminalità sono forti, in tema di abbandono di rifiuti pericolosi. Ciò che è accaduto il 22 giugno scorso non è stato il primo, e non sarà l’ultimo, episodio del genere, ma l’elemento raccapricciante è che non vi è un censimento delle strutture abbandonate in questa zona che, con i rifiuti contenuti al loro interno, costituiscono delle vere e proprie bombe ecologiche in attesa di innesco.

Il Ministro Cingolani ha poi chiarito nel suo intervento anche l’ammontare delle risorse destinate a questo SIN, che per ora è pari a circa 81 milioni di euro, in parte stanziati proprio dal Ministero della Transizione Ecologica. È stato sottoscritto un unico accordo di programma, in data 20 dicembre 2020, con un importo complessivo di 13.550.000, di cui 6.182.000 trasferiti alla Regione Puglia e 7.370.000 a valere sulle risorse del bilancio del Ministero.

Il Ministro ha reso noto, infine, che la Prefettura ha avviato un monitoraggio dei siti, sui quali sono stati depositati in modo illecito rifiuti ed un percorso condiviso con la Regione Puglia e le amministrazioni comunali interessate per consentire, nel più breve tempo possibile, la bonifica dei siti inquinati.

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