Martedì 28 Settembre 2021

Il rebus della Ferrovia del Mare

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SUL DESTINO della tratta ferroviaria Foggia-Manfredonia è tornata l’assessora regionale ai trasporti Maurodinoia per dire che «decideremo solo alla luce di approfondite valutazioni che andremo a fare coralmente». Con il presupposto che quel “coralmente” non significhi i singoli esponenti di partito o assimilati che non hanno dato fin qui probo esempio di rappresentanza popolare con dichiarazioni osannanti ora dell’una ora dell’altra tesi basandosi solo e unicamente su umori e affascinazioni personali. Conforta pertanto, contrariamente a quanto scritto nel suo intervento del 28.07.2021 «il percorso del BRT è previsto sull’attuale sedime ferroviario», il chiarimento dell’assessora di «non aver neanche pensato di smantellare i binari della tratta in questione».

L’IMPEGNO dell’assessora anche a nome della giunta regionale, è quello «di arrivare ad una decisione definitiva solo e soltanto dopo aver valutato tutte le ipotesi possibili per riattivare la tratta alla luce anche di una rivisitazione dello stesso modello di servizio» e dunque «riascoltando i Comuni e la Provincia di Foggia che precedentemente si erano espressi per il BRT (autobus a trasporto rapido)». Ma «i Comuni e la Provincia di Foggia» su quali congetture e consultazioni si sono pronunciati in quel modo? Evidentemente non hanno niente affatto considerato (per scarsezza di informazioni? Per obiettivi ignoti al popolo?) il panorama di attività sociali ed economiche dipendenti dalla ferrovia. Le opposizioni politiche intervenute solo a cose fatte, quando il problema «viene da lontano» ha stabilito l’assessora, e senza entrare nl merito della questione.

SITUAZIONI che sono venute alla ribalta dopo l’allarme sulla dismissione della ferrovia che unisce il retroterra daunio al mare del golfo, unico sbocco attrezzato della Capitanata, ma che erano note, rappresentate dal sindacato del trasporto pubblico “ast-Confsal” che «è intervenuta più volte – scrive in una nota – sia a livello provinciale che a quello regionale, con note scritte e partecipando ai tavoli, segnalando puntualmente sia all’assessorato regionale a Bari che alla al Presidente Gatta della Provincia di Foggia, verbalmente e in forma scritta, le rilevanti contraddizioni per l’incomprensibile azione in controtendenza in Capitanata rispetto agli indirizzi di programmazione europea e nazionale (che sono ulteriormente rafforzati con il PNRR) sulla mobilità sostenibile attraverso il maggior utilizzo dell’intermodalità, il rilancio del trasporto pubblico con maggiori e migliori e servizi per la collettività». C’è da rimanere allibiti. Ma c’è sotto ancora tanto altro da scoprire.

«UNA COMMEDIA tutta di Capitanata» rileva il sindacato. «Mentre in Capitanata – denuncia – non si realizza l’elettrificazione e l’acquisto di materiale rotabile ferroviario finanziato da anni (venendo meno ai principi della mobilità sostenibile con servizi inadeguati che creano enormi disagi alla collettività) nel resto della Puglia, a partire dalla Provincia BAT, e nel centro-nord del Paese, invece si fanno gli investimenti per le linee regionali ferroviarie. Emergono i ritardi e le contraddizioni di chi disattende, in Capitanata, gli indirizzi legislativi europei, nazionali ed anche regionali pugliesi». Una Capitanata sempre più inconsciamente fuori dalla Puglia di Emiliano, vittima di uno sviluppo negato a quanto pare scientemente, subìto supinamente e sul quale sono indispensabili lucide riflessioni per decisioni epocali.

Michele Apollonio

 

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