Lunedì 20 Settembre 2021

Caccia, Gatta: “Calendario venatorio da rivedere, Giunta ascolti mondo venatorio”

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Nota del consigliere regionale di Forza Italia, Giandiego Gatta.

“Dopo una serie di incontri e interlocuzioni in sede di Comitato Tecnico Faunistico Venatorio, è stato approvato il calendario venatorio per quest’anno. Purtroppo, dobbiamo registrare diverse, comprensibili, doglianze da parte dei cacciatori, che si sentono presi in giro dalla Giunta regionale: le loro richieste, discusse e apparentemente condivise con l’assessore all’Agricoltura, sono state disattese. Il calendario venatorio è fortemente penalizzante per il mondo della caccia, con possibili riverberi anche per tutta la comunità.

È il caso della caccia al cinghiale: una specie che ormai, grazie alla velocità di riproduzione, imperversa fino ai centri abitati con grave pericolo per l’incolumità dei cittadini. Ebbene, consentire “a maglie larghe” la caccia al cinghiale significherebbe contenere e controllare la riproduzione della specie a tutela della collettività, ma il calendario approvato sembra disincentivarla. Non solo: sono state negate quasi tutte le richieste avanzate. I cacciatori, per esempio, avevano proposto che le “giornate a scelta” partissero dalla terza domenica di settembre fino al 28 novembre, ma si potrà esercitare l’attività solo dal 27 settembre al 31 ottobre. Inoltre, è stata negata del tutto la possibilità di prelevare alcune specie e le tante istanze di pre-apertura sono rimaste inascoltate. E che dire della chiusura della caccia alle ore 13.00 nella giornata del 5 settembre anche per le specie cosiddette ‘problematiche’, che tanti danni arrecano al mondo agricolo ed alla piccola fauna? Incomprensibile!

Mi appello alla sensibilità dell’assessore Pentassuglia: l’ascolto delle categorie non può essere un demagogico ‘modus operandi’ fine a se stesso. Saper ascoltare per davvero i cittadini è, o dovrebbe essere, la strada per orientare al meglio le scelte.
Mi auguro, quindi, che i rilievi dei cittadini cacciatori possano essere considerati, ripristinando un dialogo concreto e fattivo tra territorio e istituzioni”.

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