Mercoledì 27 Ottobre 2021

Il giornalista Matteo di Sabato incontra la comunità di Macchia (frazione di Monte S. Angelo)

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Domenica scorsa, su iniziativa di padre Alfredo, vice parroco di S. Maria della Libera, frazione di Monte Sant’Angelo, al termine della celebrazione eucaristica, ha avuto luogo un interessante incontro-dibattito sulle questioni legate all’amministrazione del territorio, sia durante il periodo estivo che invernale, al quale ha partecipato un nutrito pubblico, tra residenti e villeggianti, proprietari di case estive. Relatore, il giornalista e scrittore Matteo di Sabato, decano dei giornalisti di Manfredonia e profondo conoscitore delle problematiche legate al territorio, in particolare della Piana di Macchia, martoriata per vent’anni dalla presenza del IV Centro petrolchimico che, oltre a provocare danni irreversibili al territorio, ha causato tanti morti. Problematiche che ha analizzato in una sua recente pubblicazione: “Anic Società chimica dauna Enichem” – Appunti di un cronista”.Prima di cedere la parola all’oratore, padre Alfredo quale moderatore, ha letto il messaggio del sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, il quale comunicava di non poter partecipare all’incontro per precedenti impegni di famiglia. Di Sabato, nella sua interessante relazione, nel ricordare il 25 maggio scorso, giorno memorabile, per la sistemazione del monumento dedicato al Servo degli infermi, S. Camillo De Lellis, proposto dai Padri Camilliani, che da anni curano la parrocchia, e dall’intera comunità di Macchia, con il contributo del Comune di Monte S. Angelo, ha sottolineato che l’evento non è stato il punto di arrivo, ma di partenza, di riscatto per l’intero territorio, da tempo immemorabile abbandonato al suo destino, senza che la Pubblica amministrazione avesse alzato un dito per migliorarne le condizioni socio – economiche e ambientali. L’oratore ha poi fatto cenno alle disastrose condizioni della viabilità che condiziona visibilmente il flusso delle migliaia di turisti che si portano lungo le meravigliose coste della Piana di Macchia della quale il Comune di Monte Sant’Angelo la definisce la sua “Marina.” Strade strette, finanziamenti per allargarle non utilizzati, deposito incontrollato della spazzatura e, non ultimo, la paura incombente, di cui si parla insistentemente in questi giorni, la installazione sull’isola 12 dell’ex Enichem di un mega impianto per la lavorazione della plastica, sito, peraltro non ancora bonificato. Costo 24 milioni di euro. A dir poco raccapricciante la reazione unanime dei presenti che, durante il dibattito, all’unisono hanno espresso la loro indignazione nei confronti del Comune di Monte Sant’Angelo per il suo completo disinteresse e di abbandono nei confronti dell’intera Piana di Macchia. Si è parlato del cattivo funzionamento dell’isola ecologica, della impossibilità di utilizzare il piccolo cimitero di Macchia Posta, per mancanza di loculi, anch’essa lasciata nell’oblio più totale. L’impossibilità di realizzare opere per rendere più accogliente il territorio, sempre nel rispetto delle leggi vigenti e dell’ambiente. Colpa della burocrazia e/o il disinteresse più potale dell’Ente Pubblico? Addirittura, qualcuno ha proposto di chiedere l’annessione al Comune di Manfredonia, visto che fino al 1936 la Piana di Macchia era territorio di quest’ultima. L’idea non sarebbe poi tanto malvagia. Al termine è scaturita una proposta interessante. La costituzione del “Movimento pro Piana di Macchia”, dedicato a S. Camillo De Lellis.

Redazione Manfredonianews.it

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Capitanata · News

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