Lunedì 27 Settembre 2021

Per le strade è un fiorire di bancarelle e sedioline che espongono merci di ogni genere

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DICONO che fa tanto pittoresco e anche praticità. La vendita diffusa di tutto e di più per le strade. I negozi ormai hanno invaso marciapiedi e sedi stradali. Dai banchi organizzati dei commercianti, alle sedie e banchetti dinanzi all’uscio di casa, è un susseguirsi di merce esposta che fa l’occhiolino al consumatore. C’è di tutto: dalla frutta, al pesce, alla utensileria varia, al vestiario. La città sembra un bazar a cielo aperto. Una tavolozza colorata. Dicono che è una attrazione turistica. Sarà; ma ci sono tanti altri aspetti fondamentali che quel modo di fare non tiene nel dovuto conto: sono aspetti attinenti all’igiene che andrebbero opportunamente tutelati. Questa pandemia ha evidenziato tanti lati poco o niente affatto considerati di una consuetudine che è da cambiare.

FINO a qualche anno fa c’erano i cosiddetti “mercatini rionali”: gruppi di commercianti che occupavano interi tratti di strade dell’abitato. Le incalzanti proteste dei cittadini hanno indotto ad abolirli. Sono stati allestiti due mercati coperti: uno alla periferia ovest della città, nel rione Croce; l’altro dalla parte opposta, nel rione Monticchio, detto di Santa Restituta per la strada che lo costeggia. Un’area di sei mila metri quadri coperta con tensostrutture, che ospita commercianti di ogni genere ed è pertanto il più frequentato.

SEBBENE di recente costruzione (2012), la struttura presenta una serie di criticità da tempo e ripetutamente denunciate dagli stessi utenti commercianti nonché dai cittadini. Per sollecitare gli opportuni interventi si sono rivolti al parlamentare manfredoniano on. Antonio Tasso il quale per una analisi oggettiva della situazione, si è avvalso della consulenza del tecnico Giulia Fresca, manfredoniana, ingegnere meccanico con una variegata gamma di esperienze come project manager a livello europeo, e come assessore alla riqualificazione fisica e alla mobilità sostenibile al comune di Cosenza.

DA UNA RICOGNIZONE effettuata sulla struttura, l’ingegnere Fresca ha evidenziato una serie di «caratteristiche assolutamente non confacenti all’uso cui è destinata» tra cui «l’assenza di una protezione parasole, antivento e antipioggia per i commercianti che sono costretti a lavorare tutti i giorni dell’anno in condizioni disagiate; l’errato dimensionamento dell’unico canale di scolo delle acque presente, insufficiente ed inadeguato a garantire lo smaltimento delle acque meteoriche e di lavaggio; la presenza di una pavimentazione che non garantisce il rispetto della normativa vigente per quanto attiene l’antiscivolo e l’attrito superficiale (sono frequenti gli scivoloni); mancano i servizi di videosorveglianza e della pubblica illuminazione nonché un’area destinata al primo soccorso».

CONDIVIDENDO lo sconcio denunciato dai commercianti, l’ingegnere Fresca ha posto l’accento sulla presenza del terreno inquinato, che risulterebbe privato (dell’impresa Rotice?), adiacente al mercato ed a ben due istituti scolastici. A parte la repellente situazione ambientale e sanitaria di quell’area ricettacolo da anni di ogni genere di rifiuto, c’è «un evidente percolato riaffiorante in superficie – rileva Giulia Fresca – segno della impermeabilizzazione del suolo e della contaminazione dello stesso, dovrebbe essere oggetto della richiesta immediata di intervento per la messa in sicurezza, controllo delle falde e bonifica integrale, e ciò prima che le piogge possano peggiorare il già gravissimo stato in cui verte il terreno, nonché la proliferazione di agenti patogeni e di roditori».

UNA SITUAZIONE al limite della decenza che purtroppo non è la sola.

Michele Apollonio

 

 

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