Martedì 28 Settembre 2021

Franco Troiano: in mostra scene di vita cittadina e paesaggi, retrospettiva con opere dal 1995 ad oggi

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Franco Troiano, pugliese doc, nato a Manfredonia (FG) il 09/09/1944 è un artista completo “a tutto tondo” per usare un termine tecnico in arte. In adolescenza aveva già le idee molto chiare su quello che sarebbe stato il suo futuro, ha studiato al liceo artistico di Roma e Napoli. Dopo la licenza ha seguito i corsi di pittura di due grandi del panorama artistico del novecento: Guttuso e Purificato, rispettivamente docenti presso le Accademie di Roma e Brera. A Milano si è perfezionato in incisione e scultura. Di quest’ultima disciplina è stato allievo, a Brera, del Maestro Francesco Messina e del prof. Basaldella.

Possiamo affermare, pertanto, che è un artista a tempo pieno: Dipingo, esprimendo il sentimento dell’uomo, quel piacer intimo di vedere unite la dolcezza e l’armonia dell’azione dell’anima… affermò in occasione del primo decennale dell’attività (1965-1975). L’arte diviene motivo essenziale della propria vita, umana e professionale, non si lascia scalfire dai ritmi frenetici della capitale lombarda, sua città di adozione, dove vive da più di 50 anni. Con il boom economico Milano, sul finire degli anni ’60, andava affermandosi come capitale economica della Nazione, viene invitato a mostre collettive e personali, per diversi anni sarà presente alla Permanente di Milano alla Triennale di incisione, inoltre a Torino, Lecce, Foggia, Manfredonia, Roma e Napoli. Franco Troiano viene a contatto con la vita artistica e intellettuale italiana e di lui si occupano vari critici tra cui Villani, Azzella, Munari, Palanca, Filaseta, Cristino. Acquisisce committenze private e a tema religioso, realizza sculture in bronzo e vetrate istoriate, illustra pubblicazioni di spessore culturale come il Decamerone, testi di genere letterario e di poetica.

Nonostante tutto ciò non trascura di dipingere e riprodurre i luoghi natii, soggetti di molte opere e mostre a tema sull’attività contadina e della pesca, sul territorio del Gargano, inoltre sculture e bassorilievi, e medaglie coniate a ricordo di importanti eventi storici o di eminenti personaggi legati alla storia della città di Manfredonia e di Siponto. Sovente si è potuto osservare, in passato, il giovane Troiano abbozzare scorci e paesaggi, marine con scene di pesca tra cui la nota sciabica, e non ultimo aggirarsi tra i cantieri navali dei nostri maestri d’ascia. Spesso ha ritenuto dare forza anche a scene di vita nel quartiere, in strada e sull’uscio di casa, soprattutto di anziani contadini e pescatori, ricche di gesti espressivi, del loro vivere quotidiano.

L’odierna mostra di Franco Troiano, inaugurata il 25 luglio scorso, resterà aperta ancora fino al 5 settembre 2021. La retrospettiva copre un arco di tempo dell’attività dell’artista che va dagli anni ‘90 ad oggi. Due sono i temi che dominano l’esposizione artistica, in cui si alternano sculture in bronzo e opere pittoriche con scene di vita cittadina e paesaggi garganici. Un tema che ha sempre attratto e affascinato Franco Troiano ha riguardato e riguarda tuttora aspetti di socializzazione di vita di strada, tipica dei paesi del Mezzogiorno d’Italia, ma con la “crisi” creata dal Covid sembra destinata a perdersi e rimanere nei ricordi dei nostri nonni. Scene di vita cittadina sono opere in cui sono rappresentati …momenti di vita reale con personaggi reali, all’aria aperta, ricche di personaggi e di particolari,una metafora della vita millenaria e armoniosa, nello scambio dei sentimenti umani e delal solarità del Gargano… come scrive Betty Palanca nella presentazione.

Ma qui si vuole in particolare trattare della grande opera pittorica monumentale “La strada è vita – Omaggio al Sud”, che pur precedente al periodo della retrospettiva in corso si inserisce bene nella tematica anzi trattata. L’pera ad olio su tela, delle dimensioni di m 5,50 di lunghezza per m 1,90 di altezza, è poco più di 10 mq e datata 1976 (in basso a destra) ma iniziata nel 1975 e trattata con qualche ritocco finale ancora nel 1977. Non è stata possibile esporla per motivi di spazio, ma pur non visibile dal vero all’occhio del visitatore è stata riprodotta a colori sulla brochure.

Dal punto di vista compositivo l’opera è divisa secondo 3 assi verticali, il principale è quello centrale, e orizzontalmente da due assi rappresentati dalla linea d’orizzonte che attraversa l’opera al di dietro delle due figure maschili al centro e dall’asse orizzontale (o linea d’orizzonte) e dalla linea di terra che attraversa da un lato all’altro l’opera ed è individuabile dalle due figure femminili sedute alle estremità sinistra e destra dell’opera. I detti assi individuano i gruppi piramidali entro cui si individuano gruppi di figure ben bilanciate che esercitano un peso visivo, una forza ottica che contribuisce all’equilibrio dell’intera composizione. Essendo lo spazio, la strada di paese protagonista del dipinto la disposizione delle figure, di ogni linea, luci, ombre, atteggiamenti e gesti concorrono alla realizzazione di una visione spaziale unitaria. Il contrasto armonico, definito dai triangoli, è controbilanciato dall’alternarsi (da sinistra verso destra) di gruppi di figure femminili sedute nell’atto di cucire o di preparare la “pasta in casa” e dai due nonni al centro seduti, quasi a sorvegliare la scena; e dall’alternarsi dei due gruppi di figure maschili in piedi e all’estrema destra.

 

Dal punto di vista artistico, da sinistra verso destra la tela, come su un set cinematografico, riproduce una giovane insegnante di ricamo con le sue allieve; a seguire genitori e anziani che dialogano tra loro e si scambiano occhiate accattivanti. Sulla destra un nucleo familiare con donne intende ad impastare la “pasta fatta in casa”. In secondo piano alle pareti panni stesi di ogni foggia alternati da prodotti dell’orto e della campagna a indicare la natura contadina dei personaggi che campeggiano nella scena centrale. In primo piano le sedie impagliate e gli sgabelli in legno denotano ancora una volta la semplicità e i dettagli di una società povera e di un artigianato che caratterizzava le dotazioni domestiche delle abitazioni del Mezzogiorno fine anni ‘60 del secolo scorso.

Se per un attimo chiudessimo gli occhi davanti a quest’opera si avvertirebbe la vivacità del linguaggio dialettale come scrive Betty Palanca nella presentazione. Tutto vive nella solarità e nello spazio della strada.

CURIOSITÀ’ Nicola Quarta, Presidente della Regione Puglia dal 1978 al 1983, venuto a mancare lo scorso anno, durante il suo mandato un giorno fece visita allo studio dell’artista. In tale occasione restò impressionato dalle dimensioni dell’opera Omaggio al Sud, da poco realizzata, sembrava interessato ad acquistare l’opera per arricchire il patrimonio regionale, ma non se ne fece nulla. L’opera è rimasta nelle disponibilità dell’artista.

Franco Sammarco

 

FRANCO TROIANO fino al 5 settembre

Manfredonia: scene di vita cittadina e paesaggi, retrospettiva con opere dal 1995 ad oggi.

Galleria: Via R. Aversa n. 1/3, dalle 18.30 alle 21.30 (adiacente la chiesa Croce)

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