Lunedì 6 Dicembre 2021

Manfredonia in Azione: “Il circolo vizioso del populismo”

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Negli anni ’50 l’economista Ragnar Nurkse ideò l’espressione “Circolo vizioso della povertà”.
Nella teoria di Nurkse, un capitale insufficiente nega la possibilità di crescita di un paese e gli assicura la permanenza in uno stato equilibrato di povertà cronica.
Recentemente un articolo ha riutilizzato l’espressione “Circolo vizioso della povertà” per arrivare a tutt’altre conclusioni.
Il solo riconoscimento della consistenza del capitale cittadino, seppure mal distribuito, è sufficiente ad affermare l’estraneità di Manfredonia da un simile circolo vizioso. L’articolo, piuttosto che occuparsi della città reale, si è curato di propagandare la versione degenerata e commerciale del socialismo: il populismo.
Non sussiste una grande differenza tra il populismo e ciò che intende combattere, la cattiva politica. Il populismo non combatte la cattiva politica ma la politica stessa. Il populismo si propone come alternativa ma è una forma, sotto diverse spoglie, di quella stessa volontà che è la sostanza della cattiva politica. Infatti, certi movimenti cittadini hanno sviluppato il proprio consenso facendo leva sui peggiori sentimenti della gente.
Adesso, arrivato il momento di dimostrarsi alternativa politica matura, presentano un programma copiato, a dispetto di ogni ridicola scusante. In assenza di programmi, l’unica strada percorribile è la solita: odio e rancore sociale ma, questa volta, ricoperti dalla gaiezza di chi vuole proteggere facendo trovare la forza del sorriso ai cittadini di questa città.
Retorica su retorica e solamente altra vuota retorica.
Nell’esordio dell’articolo si afferma che la condizione in cui versa Manfredonia le sia stata imposta, questa affermazione è senz’altro falsa e atta a fomentare l’elettorato contro un presunto oppressore. La verità è che dal ’46 la cittadina e il cittadino manfredoniani possono partecipare a libere elezioni.
In seguito l’articolo si scaglia contro chi, padrone della maggiore ricchezza della città, colpevolmente non la reinveste a favor di popolo e se ciò avviene, è solo per sfruttare una opportunità. Attaccare personalmente chi non fa nulla che non sia nelle sue possibilità, ovvero nulla di illecito, è populismo.
E poi prosegue con un surreale elenco dei problemi di Manfredonia: fame, malattie, scarsa istruzione, mancano solo le carestie e le guerre!
A Manfredonia le trombe dell’Apocalisse hanno già suonato tre volte. Si afferma che la politica clientelare possa servirsi dei disagi degli elettori, ma il populismo non è da meno e lo fa per mezzo della mistificazione, costruisce un castello e poi ne inventa il terreno di fondazione.
A chiudere il quadro mistificatorio, leggiamo un toccante e irrinunciabile periodare sui teneri ed empaticamente strumentalizzabili bambini, con tanto di tautologia: quasi tutti i potenziali effetti della povertà hanno un impatto sulla vita dei bambini, poveri si intende.
Rompere il circolo della povertà significa lavorare per chi la soffre e non farne leva emotiva elettorale. Ogni uomo ha la possibilità di rompere il proprio circolo vizioso elevandosi dal vizio, nessuna pantomima assistenzialistica può permetterlo. La povertà non è un vizio ma lo è qualunque giustificazione di atteggiamenti viziosi, anche se cresciuti nella povertà.
Un vero circolo vizioso è il populismo, una caduta dalla cattiva politica all’assenza di politica, in cui il cattivo politico ha gioco facile per far ricominciare questo girone infernale condotto dalla mediocrità. Per concludere, esistono due tipi di uomini: i servitori delle idee e degli uomini e i servitori di se stessi, questi ultimi si dividono in due categorie: i servitori della sacchetta e i servitori del proprio ego.
Mio lettore, a te ogni giudizio.
Giuseppe Bisceglia – Under30 Azione Manfredonia
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Comunicati · News

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