Domenica 5 Dicembre 2021

Raffaele Vairo: Brevi considerazioni sul bilancio di previsione e sul piano di riequilibrio finanziario del Comune di Manfredonia.

13 3

Professore quali sono secondo lei le cause del grave squilibrio finanziario del nostro Ente comunale?

Per rispondere a questa domanda, è utile distinguere nel bilancio di previsione la sezione delle spese da quella delle entrate. Sul lato della spesa per anni si sono impegnate spese che, anche se previste e autorizzate in bilancio, non erano finanziariamente coperte. In altre parole, talune spese sono state impegnate“allo scoperto”, cioè senza che le correlative entrate di bilancio, pur previste e accertate, fossero effettivamente riscosse e versate in tesoreria nel corso dell’esercizio finanziario in cui le spese sono state effettuate.Questa scelta, di ordine non tecnica ma “politica”, ha prodotto, nel corso degli anni, un aumento del debito complessivo – al 31/12/2020 – paria 80 milioni di euro(di cui circa 43 milioni costituiti da mutui contratti con la Cassa DD. e PP. per investimenti in opere pubbliche). Sull’entità del nostro debito, è giusto riconoscere che più della metà del nostro passivo è da riferire alla spesa per investimenti previsti nel Programma pluriennale delle OO. PP.; investimenti utili per lo sviluppo e la crescita delle attività economiche del nostro territorio.

Ma l’entità del nostro debito è sostenibile?

La risposta in questo caso non è semplice. Per i residui passivi (debiti) è necessaria una ricognizione analitica e precisa dei medesimi, che miri ad accertare la loro anzianità e, soprattutto, sussistenza! La ricognizione analitica dei residui passivi consente di cancellare dalla contabilità e dal bilancio quei debiti che non hanno più ragion d’essere e che sono caduti in prescrizione. Solo dopo questa ricognizione sarà possibile verificare la vera entità e il grado di sostenibilità del nostro debito complessivo nel medio lungo periodo. Ma non è tutto: non bisogna dimenticare i debiti fuori bilancio(cioè debiti del Comune non previsti in bilancio). Mi riferisco,in particolare, alle indennità di esproprio dei suoli per la realizzazione di OO. PP. maturate a seguito del colpevole ritardo nel completamento delle procedure di esproprio. Indennità che, in caso di ritardo nel procedimento, superano di gran lunga gli stanziamenti previsti in bilancio, in quanto devono essere calcolate, non più in base ai valori “nominali e catastali” previsti dalla legge, ma in base ai valori venali e di mercato, enormemente superiori!

Professore, e sul lato delle entrate cosa può dirci?

Una prima considerazione va fatta per i residui attivi (crediti). Anche per i crediti è necessaria una ricognizione approfondita e attenta sulla loro entità e composizione. Senza entrare in tecnicismi, i residui attivi non hanno tutti lo stesso grado di esigibilità. I crediti, per i quali si hanno fondati dubbi sulla loro effettiva riscossione, vanno svalutati. Per quanto riguarda, invece, i crediti considerati inesigibili vanno individuati e cancellati dalla contabilità e dal bilancio. I residui attivi vanno iscritti in bilancio in base al loro presumibile valore di realizzazione, ovvero in ragione delle somme che, ragionevolmente e prudentemente, si prevede di riscuotere. Poi c’è l’importante e vecchia questione delle mancate Entrate di natura patrimoniale, mi riferisco in particolare ai proventi relativi ai Beni demaniali (vasche di colmata in località Candelaro) e ai Poderi di Siponto(in località Sciali-Pagliete).Stiamo parlando di mancate entrate di bilancio per molte centinaia di migliaia di euro!

C’è dell’altro per quanto riguarda la sezione delle entrate di bilancio?

Assolutamente sì! Manca l’importante capitolo delle entrate tributarie e del diffuso e collegato  fenomeno dell’evasione fiscale. Com’è noto, le aliquote delle imposte locali (addizionale IRPEF, IMU)sono già fissate ai livelli massimi consentiti dalla legislazione vigente. Le imposte citate, quindi, non possono essere utilizzate come leva strategica per il risanamento finanziario del Comune. Solo la lotta all’evasione fiscale, in questo momento storico della nostra città, può rappresentare un fattore fondamentale peril nostro risanamento finanziario. L’ammontare dell’evasione fiscale (ICI-IMU, TARI-TARSU, Imposta di pubblicità e sanzioni perle violazioni al codice della strada) è stimata, nell’insieme di più anni, in circa 20 milioni di euro che l’Ente, al momento, non è in grado di riscuotere. Una cifra veramente significativa da poter essere considerata certamente la causa principale, certo non unica, della grave disfunzione finanziaria del nostro Ente comunale.

Come recuperare questo enorme gettito tributario derivante dall’evasione?

Per un’efficace lotta all’evasione e il recupero del gettito tributario,occorre riorganizzare il Servizio Tributi attraverso un’idonea e adeguata assegnazione di risorse personali – da formare in modo serio e specifico –strumentali e finanziarie. La riorganizzazione e ristrutturazione profonda della macchina amministrativa comunale, di cui si dovranno occupare da subito i nuovi amministratori comunali, dovrà porre un’attenzione prioritaria e particolare a questo Servizio. Solo con un Ufficio organizzato secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità si potrà combattere il fenomeno dell’evasione e recuperare tempestivamente e coattivamente, con tutti gli strumenti previsti dalla legge, i tributi non versati dagli evasori totali e parziali.

Un’ultima domanda: qual è brevemente il suo giudizio sul Piano pluriennale di riequilibrio finanziario?

E’ un piano ambizioso. Le manovre in esso previste puntano ad un incremento delle entrate tributarie (lotta all’evasione) ed extratributarie che non sarà facile tradurre in effettive disponibilità liquide. Per quanto concerne la spesa, la manovra è rivolta soprattutto a ridurre quella corrente, segnatamente le spese per prestazioni di servizi (mensa e trasporto scolastico, spese di manutenzione ordinaria, pubblica illuminazione, ecc.). Sono, inoltre, previste alienazioni di beni patrimoniali immobiliari, nonché il recupero di oneri di urbanizzazione per complessivi circa 6 milioni di euro! E’ una cifra che mi sembra, francamente, sovrastimata. Mi auguro, comunque, di sbagliare.

La ragione della difficoltà di attuazione del piano di riequilibrio va ricercata nella forte “rigidità” del nostro bilancio sul lato della spesa corrente, che non è facile comprimere se non a costo di ridurre i servizi essenziali ai cittadini. La rigidità in esame riguarda anche le entrate tributarie per l’impossibilità, di diritto e di fatto, di aumentare – come già detto – le aliquote delle imposte locali, già ai livelli massimi consentiti dalla normativa in vigore.Infine,le entrate che si attendono dalla lotta all’evasione fiscale presentano un grado piuttosto elevato d’incertezza. In altre parole, alla “certezza” di gran parte delle spese si contrappone “l’incertezza” delle entrate, soprattutto rivenienti dalla lotta all’evasione dei tributi locali. Voglio però concludere con una nota di ottimismo: “Al pessimismo dell’intelligenza possiamo contrapporre l’ottimismo della volontà”.

 

Prof. Raffaele Vairo, candidato al Consiglio Comunale, Lista Manfredonia Nuova – Giulia Fresca Sindaco.

Articolo presente in:
Comunicati · News

Commenti

    Commenta

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

     

    MANFREDONIA VIDEO