Domenica 5 Dicembre 2021

La ferrovia delle fiabe (e delle delusioni)

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 Il treno che attraversa la Foresta Umbra non si farà

IL TITOLO del progetto è tanto suggestivo quanto premonitore del suo iter: “La ferrovia delle fiabe e ostello del Parco del Gargano”. Il progetto è quello volto alla valorizzazione e quindi alla utilizzazione dello straordinario lussureggiante patrimonio naturalistico che è la Foresta Umbra, uno dei tratti distintivi del favoloso Gargano: un rarissimo patrimonio boschivo di 15mila ettari caratterizzato da una fitta vegetazione di varie specie, tanto da non far passare la luce, donde “umbra”, ove trovano spazio un gran numero di animali come caprioli, cervi, lepri, scoiattoli, fagiani. È patrimonio mondiale dell’Unesco e parte integrante del Parco Nazionale del Gargano,

CONTRARIAMENTE alla variegata cornice costiera accarezzata dall’Adriatico, fortemente sviluppata in chiave turistica, l’interno del promontorio è rimasto pressoché nella sua formazione primordiale. L’uomo si è affacciato con grande accortezza badando a proteggere tanta ricchezza variamente espressa, dislocando qua e là delle “caserme” a supporto dei guardaboschi. L’unica attività sviluppata è stata quella del legname ricavato soprattutto dai faggeti.

FULCRO portante del trasporto dei tronchi d’albero dal luogo del taglio a quello della lavorazione, è stata la ferrovia, la particolare rotaia a scartamento ridotto (60 centimetri), invenzione del francese Decauville e utilizzata essenzialmente nelle miniere. Alla Foresta Umbra è stata introdotta alla fine dell’800. Il percorso era studiato attentamente tenendo ben presente l’orografia dei territori attraversati per evitare scossoni e quindi rovesciamenti dei tronchi d’albero. Il convoglio era costituito dalla locomotiva e da una dozzina di carrelli. Percorreva 18 chilometri da Coppa d’Umbra, nel cuore della foresta, fino alla segheria Mandrione alle porte di Vieste da dove il legname veniva imbarcato per le diverse destinazioni anche estere.

L’IDEA di un treno che attraversa la favolosa Foresta Umbra non già per trasportare tronchi d’alberi, bensì turisti vogliosi di una escursione in un ambiente naturale incontaminato, incontrando magari animali inconsueti, affascinati da emozioni rigeneranti. Un progetto che pareva volesse uscire dal libro delle fiabe. Nel 2019 la Regione Puglia, Dipartimento turismo economia cultura e valorizzazione del territorio, ha proposto nell’ambito del programma Interreg V-A Grecia Italia 2014-2020, il progetto “La ferrovia delle fiabe e ostello del Parco del Gargano”. L’Ente Parco del Gargano si affrettò a deliberare la partecipazione all’impresa candidando il ripristino del tratto dell’antica ferrovia Decauville e la ristrutturazione della Caserma Murgia come ostello per l’ospitalità.

UNA INTUIZIONE brillante per la cui realizzazione erano stati stanziati tre milioni di euro, che apriva nuove interessanti opportunità turistiche con chiari risvolti economici. Ma ben presto le attese di vedere realizzato un progetto innovativo, sono naufragate. Prima il diniego della Regione Puglia di concessione dell’immobile da adibire ad ostello; poi il veto posto dall’Unesco nell’attraversamento delle “faggete vetuste”; infine le presunte criticità delle caratteristiche del terreno sul quale realizzare la ferrovia. Conclusione: il treno della Foresta Umbra è rimasto nelle fiabe.

UNA FAVOLA amara e deludente. Possibile che non si sia capaci di progettare un percorso utile? Oggi, con i mezzi moderni a diposizione non si può fare ciò che si è fatto due secoli fa. È questione di volontà politica. I treni da queste parti, a quanto pare, risultano indigesti. Clamorosa la psico-farsa del treno-tram Manfredonia-Foggia. Un esempio, uno dei tanti del vasto assortimento, di come e perché da queste parti si rimane indietro.

Michele Apollonio

 

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