Domenica 5 Dicembre 2021

Il giorno degli auguri al nuovo sindaco Rotice

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  Tra i tanti anche quelli dell’Arcivescovo Moscone

Il problema dell’astensione

UNA VALANGA di congratulazioni e auguri al neo sindaco di Manfredonia Gianni Rotice eletto alla massima carica istituzionale cittadina nella ricorrenza di Santa Cecilia, patrona della musica, provvidenziale auspicio per cambiare la…musica a Manfredonia e sempre nell’attesa che sia quella giusta.

PER PRIMI si sono affrettati gli ormai ex avversari politici con in testa il competitor al ballottaggio Gaetano Prencipe, ma anche privati cittadini. Indubbiamente si è tirato su un sospiro di sollievo generale dopo il rancoroso travaglio della contesa elettorale. Espressioni bene auguranti che attestano la fiducia in Gianni Rotice, ma anche e soprattutto la speranza-auspicio in un nuovo deciso corso politico-amministrativo che restituisca la città alla sua dignità storica e culturale. Un buon viatico per il fattivo inizio della nuova legislatura che dovrà sanare tanti vulnus tra cui, fondamentale quello del recupero della fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche.

UN TEMA questo particolarmente a cuore anche all’arcivescovo padre Franco Moscone che lo ha esplicitato e sostenuto in un suo comunicato (il n. 8 del 2021) col quale esprime «i migliori auguri di buon lavoro al neo eletto Sindaco di Manfredonia». In questa campagna elettorale la Chiesa sipontina, padre Moscone, sono stati particolarmente attenti e in qualche modo partecipi delle vicende preparatorie elettorali. Una presenza che si riallaccia direttamente alla tradizione che vuole la Chiesa in quanto corpo congenito col popolo sipontino, interessata alle vicende umane e dunque anche a quelle legate al rinnovo dei vertici laici cittadini senza peraltro pretestuose invasioni di campo.

E IL RICHIAMO all’assenteismo marcato in queste elezioni (il più accentuato dal dopoguerra) va proprio nella direzione di coinvolgere la popolazione nella sua composizione più larga possibile alle vicende amministrative della città. «Siccome il primo dato significativo che emerge da questa importante tornata elettorale – rileva l’arcivescovo – è quello della scarsa partecipazione al voto, così minima che ha fatto registrare la percentuale più bassa di votanti dal 1946, desidero esprimere il mio fondato timore di Pastore che si tratti di un fenomeno più profondo, che cioè vi sia una parte notevole dell’elettorato, intorno al 56,7%, che ritiene irrevocabilmente che la politica non incida in alcun modo sulla sua vita, e che meno ancora, in quanto “delusa”, si sente impotente essa stessa di incidere sulla politica. Siamo di fronte – realizza il Presule – a qualcosa di più della convinzione qualunquista basata sul “tanto sono tutti uguali”, o all’indifferenza nei confronti della democrazia, ma a una maggioranza di cittadini che non solo ha perso fiducia nei partiti, ma soprattutto, dato ancora più grave, ha perso fiducia nelle istituzioni democratiche. Dunque, un fenomeno profondo quello della astensione che non è semplice qualunquismo, ma sfiducia che preoccupa e che bisogna assolutamente ridimensionare».

DI QUI L’INVITO a «riannodare i fili spezzati della nostra storia partendo dal valore della condivisione per una comunità solidale e attenta che cominci a mettere in pratica lo stare vicino alla gente, ai bisogni e problemi, e sono tanti, e che spesso per pudore finiscono col restare sommersi» e quindi, interpretando il sentimento diffuso tra i cittadini, auspica «l’avvio urgente di una nuova stagione che si contraddistingua per l’unità di intenti, per la cittadinanza attiva e per la collaborazione tra tutti, anche con i Comuni viciniori al fine di rendere comprensibile e chiaro l’intrapreso iter della procedura di bonifica del SIN di Manfredonia e dei suoi tempi di realizzazione».

  Michele Apollonio

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