Venerdì 24 Giugno 2022

Energas: intervista all’On. Antonio Tasso sui possibili scenari futuri

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Onorevole Tasso, la vicenda Energas è tornata prepotentemente d’attualità. Il sindaco di Manfredonia, Gianni Rotice, ha convocato con urgenza un Consiglio Comunale monotematico, che si è svolto lo scorso 17 marzo, a cui anche Lei ha partecipato, cosa succede?

La vicenda Energas è tornata d’attualità perché con il cambio di governo e con la crisi energetica in atto è mutato il “sentiment” sull’approvvigionamento energetico e, quindi, si sono riconsiderate posizioni che parevano consolidate. Per quello che riguarda il Consiglio Comunale, monotematico su tale questione, ho partecipato in quanto invitato come rappresentante istituzionale del territorio. Dalle dichiarazioni ascoltate in assemblea, mi pare, tutti gli intervenuti hanno espresso apprezzamento verso l’iniziativa del sindaco Rotice, che ha voluto informare rappresentanti istituzionali e cittadinanza circa le conclusioni del terzo “tavolo di conciliazione”, previsto dalla legge, per tentare di ricomporre la controversa posizione tra gli organi ministeriali (favorevoli all’opera, ndr) ed enti e organi  locali come la Regione Puglia, Comune di Manfredonia e Autorità Portuale (contrari all’opera, ndr). Tale accordo non c’è stato e quindi la decisione è stata rimessa ad un prossimo Consiglio dei Ministri.

Qualcuno ha parlato di “allarmismo ingiustificato”.

A mio parere quando si tratta un argomento così delicato per la nostra comunità l’attenzione non è mai troppa. Chi parla di “allarmismo” sospetto che lo faccia strumentalmente, perché, probabilmente, ha altri motivi di natura personale per farlo. Non entro nel merito della procedura di convocazione dell’assemblea, che non mi compete, ma ritengo che quest’ultima sia stata utile per una serie di motivi. Era necessario, secondo me, comunicare un mutato atteggiamento degli organi ministeriali verso il tema energetico e poi, per quanto appreso da testate giornalistiche, l’interesse della criminalità locale nei confronti delle commesse milionarie di questo progetto, come emerge dall’inchiesta “Omnia Nostra”. Poi, a mia memoria, ripeto, in assemblea tutti gli intervenuti – rappresentanti nazionali, regionali, provinciali e comunali – hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa del sindaco Rotice, certificato da una mozione votata da tutti i consiglieri presenti.

E adesso come procede l’iter autorizzativo?

Adesso, come detto, sarà il Consiglio dei Ministri a decidere. Quindi, la questione diventa politica. Lo era già da tempo, in verità, come il gruppo politico che rappresento sosteneva fin dal 2015, quando l’allora consigliere comunale Massimiliano Ritucci – dal momento che il Comune poteva esprimersi solo urbanisticamente – propose un cambiamento di destinazione dell’area interessata dal progetto Energas da industriale ad agricola, eliminando definitivamente il problema, ma non fu ascoltato. I vari rappresentanti politici presenti in assemblea consiliare, di appartenenza trasversale, si sono dichiarati, me compreso, contrari alla realizzazione di una struttura obsoleta ed anacronistica, e si sono impegnati ad intervenire con i ministri della propria area o, comunque, contattabili, per sensibilizzarli sull’inutilità di un megadeposito di GPL in una zona per la quale anche la Regione Puglia ha altre idee di sviluppo (turistico, eco-ambientale e archeologico). Un lavoro di contatto per il quale mi sono già attivato.

Attivato come?

Approfittando della presenza del Ministro Roberto Cingolani – il MITE è competente per quest’opera – nel corso dell’informativa a Montecitorio sulla strategia energetica del nostro Paese, ho effettuato un intervento ufficiale in replica ricordando che il GPL non è strategico per l’Italia, che il progetto Energas è, appunto, solo un progetto per il quale ci vorranno anni per la realizzazione; che presenta caratteristiche di: rischio di incidente rilevante, inibizione della vocazione turistica del territorio e sfregio di territori di enorme rilevanza archeologica. La cosa interessante è che, informalmente, al termine del mio intervento, il ministro mi ha dichiarato il suo totale disinteresse per il GPL come eventuale fonte energetica. Questo mi ha fatto molto piacere, ma continuerò a rapportarmi con gli uffici ministeriali per monitorare l’iter procedurale. Inoltre, durante le comunicazioni del Presidente del Consiglio Draghi, in vista della partecipazione al Consiglio Europeo, cominciato il 24 marzo, ho avuto modo di contattare diversi ministri (Brunetta, Cartabia, Guerini) consegnando loro un agile report esplicativo della vicenda, che ovviamente non conoscono, che possa illustrare per linee generali ciò che affronteranno prossimamente. Infine, per quanto appreso dalla stampa circa l’interessamento della criminalità organizzata verso le commesse economiche che vi sarebbero introno al progetto Energas, ho effettuato una segnalazione al Sen. Nicola Morra, Presidente della Commissione Antimafia, che ha immediatamente assunto il fascicolo dell’inchiesta “Omnia Nostra” e programmato un’audizione in C.A. per andare in fondo alla situazione. Ovviamente, questa è una battaglia da combattere anche dal punto di vista della legalità.

Vito Marchitelli

 

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