Martedì 16 Agosto 2022

Liberi professionisti: com’è cambiato il lavoro al tempo del Covid

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Da quando il Covid è entrato a far parte della nostra quotidianità, molti aspetti sono andati incontro ad un cambiamento quasi epocale. Si fa ad esempio riferimento al boom dei liberi professionisti, molti dei quali hanno scelto volontariamente di abbandonare il posto fisso o il lavoro presso le agenzie. In secondo luogo, bisogna aggiungere anche chi ha dovuto abbracciare questa decisione quasi come obbligo, a causa della crisi economica e della chiusura di svariate attività (si pensi ad esempio al settore della ristorazione e del turismo).

Chi è il libero professionista e come diventarlo?

La definizione di libero professionista non è complessa da capire. Questa etichetta indica tutti i professionisti non legati ad alcun rapporto di subordinazione, che si tratti di un datore di lavoro privato o di un ente statale.

In sintesi, il libero professionista è il capo di sé stesso, ma ci sono varie sfaccettature, come la professione di freelance, e coloro che sono costretti ad aderire ad un certo ordine professionale (basti pensare ai giornalisti).  Come si diventa liberi professionisti? Per prima cosa è necessario aprire la partita IVA, affidandosi ad un bravo commercialista per identificare il codice ATECO corretto e per avviare questo step senza errori. Volendo è possibile fare a meno del commercialista, ma in quel caso bisogna studiare e fare molta attenzione a ciò che si fa.

Naturalmente, per lavorare in remoto servirà un buon computer e una connessione. Nel secondo caso si possono valutare le offerte Internet pensate per il business, e proposte da alcuni operatori come Linkem ad esempio. Nel secondo caso tutto dipende dalle necessità del professionista. Per fare un esempio concreto, per il videomaking e per la post-produzione servirà un PC con risorse hardware molto potenti.

Com’è cambiato il mondo dei liberi professionisti con il Covid?

È molto complesso addentrarsi nei numeri, soprattutto perché la crisi causata dal Covid ha fatto le fortune di alcuni freelance, e dall’altro lato ne ha messo in difficoltà altri. In totale, è possibile rilevare un aumento significativo dei liberi professionisti in Italia, in seguito alla pandemia, con una quota superiore a +250 mila unità nel 2020.

Come anticipato poco sopra, la crisi ha costretto molte persone a reinventarsi dal punto di vista professionale, spingendo così verso l’apertura della partita iva. Qui ha fatto la differenza il digitale, con molte attività che – per evitare di chiudere i battenti – hanno scelto di seguire questa strada.

Di conseguenza, tutte le professioni legate al web marketing, allo sviluppo di siti web e di app e alla SEO hanno chiaramente registrato un boom davvero impressionante. In base ai numeri, è possibile rilevare quanto segue: ad oggi i liberi professionisti sono da considerare come il motore della Penisola, che permetterà di uscire dalla crisi.

 

Articolo presente in:
Dall'Italia

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