Domenica 14 Agosto 2022

La famiglia e la Delfino ricordano Paolo Robustelli, “L’uomo in più”

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Ad un anno della incredibile scomparsa è vivo il ricordo e immancabile è la “presenza” dell’apprezzato fisioterapista ma soprattutto del grande uomo che è stato Paolo Robustelli.

La famiglia e la Delfino, sempre rappresentata dall’instancabile presidente, il prof. Vincenzo Di Staso, hanno organizzato un “Memorial Paolo Robustelli“: due appuntamenti, sabato 4 giugno, alle 19.30 e domenica mattina alle, 11.30, ad un anno dal 31 maggio, giorno della prematura scomparsa.

Nel chiostro del Comune, in Palazzo Sa Domenico, sabato, sono state divertenti e toccanti i racconti di quanti hanno avuto modo di condividere delle esperienze con Paolo.

“Divertenti” perché Paolo aveva il grande pregio di farti ridere anche quando avevi un crociato rotto o una schiena che ti faceva soffrire: il suo primo approccio era sempre teso a metterti a tuo agio, “Dov’ è il problema!”, soleva dire, per poi cominciare a parlarti della terapia, dei tempi e degli esiti con la precisione e il puntiglio di chi amava il suo lavoro e lo esercitava con competenza e dedizione estrema.

“Toccanti“ perché Paolo aveva una sensibilità che affiorava ed emergeva prepotentemente quando gli si chiedeva aiuto, e non solo per motivi sanitari. C’era sempre quando avevi bisogno di lui e per ogni cosa.  C’era per spalancarti le porte di casa o per raggiungerti in ogni luogo e a qualunque ora. Toccante è stato quanto ha provato a raccontare, nonostante la forte commozione, Andrea, costretto con Paolo a condividere una stanza di Ospedale per gli stessi problemi di CoVid-19, il virus “bastardo”, come è stato definito durante la serata. Paolo non si è negato di accudirlo nelle attività più intime, non ha avuto un attimo di esitazione anche se forse le stesse facendo per la prima volta.

Questo era Paolo.

Presenti la moglie, Caterina, i figli, Carlo e Francesco, i fratelli Matteo e Rita e gli anziani genitori.

Nel finale il fratello Matteo, con commozione, ha raccontato : ”Eravamo due testardi, l’uno contro l’altroMa siamo stati sempre legati, ci siamo sempre aiutati vicenda. Io il fratello che ti dava consigli, tu quello che mi dava forza, ogni volta che ne avevo bisogno.

Il figlio Carlo ha rimarcato i tratti di un papà presente attraverso la narrazione di episodi di vita vissuta.

Un opuscolo, redatto da Annamaria Leone e distribuito ai presenti, ha raccolto le testimonianze di tanti amici che lo hanno voluto ricordare scrivendo due righe dedicate a Paolo. Il titolo: “L’uomo in più” non poteva essere più azzeccato perché come ha spiegato Annamaria, “Paolo era l’attaccante che ti fa vincere la partita, l’uomo che la squadra avversaria non ha. L’uomo in più, come dicono quelli che si occupano di calcio”.

Alle 11.30 di Domenica, Carlo Robustelli ha dato il calcio di inizio una partita di calcio a 5 tra i pluridecorati atleti della Delfino e una mista di calciatori ed amici di Paolo.

Paolo ha avuto un rapporto molto particolare con la Delfino. Per cinque anni ha girato l’Italia per manifestazioni ed eventi in cui ha sempre assicurato la sua disponibilità e competenza, e dove ha spesso anche dovuto alzare la voce di fronte a sistemazioni non troppo consone e anche poco sicure. Da quando gli impegni non gli hanno permesso di seguire la l’ASD, ha sempre continuato a seguire tutti i ragazzi della ASD sipontina e ad avere contatti con il loro Presidente. Tutti i ragazzi sono stati sempre molto legati a Paolo e tutti quelli convolti hanno avuto difficoltà a ricordarlo: il pianto e la commozione hanno sopraffatto le loro parole.

Antonio BALDASSARRE

Articolo presente in:
Sport

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