Domenica 25 Settembre 2022

Teatro Lucio Dalla di Manfredonia: “tutto cambia, affinché nulla cambi…”

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In questi giorni, abbiamo assistito alla riconferma della cooperativa: Bottega degli Apocrifi, compagnia teatrale a. r. l., nella gestione del nostro teatro comunale ( nostro: di tutti i cittadini ), per altri ben quindici anni (dopo i quindici già trascorsi con altra modalità dall’attuale e ripetute riconferme), con la formula altisonante: “Partenariato speciale pubblico privato”. La motivazione altrettanto roboante, è la seguente: “realizzazione di un programma di valorizzazione della struttura teatrale, attraverso strategie culturali, capaci di incidere sulla qualità della vita della città di Manfredonia e del suo territorio di riferimento”. Parole importanti certo, che testimoniano come sia necessaria “la cultura”, per la crescita di una comunità. Ma la cultura, bisogna che sia partecipata e condivisa, se si vuole raggiungere cotanto auspicato obbiettivo. A maggior ragione, se un articolo di questo atto pubblico, (Partenariato pubblico privato)  e per la precisione l’articolo 7 al punto N, firmato dai due patners: Comune di Manfredonia e Bottega degli Apocrifi, recita: “Valorizzare la produzione culturale locale e le reti territoriali, favorendone le condizioni di utilizzo dello spazio: Teatro comunale Lucio Dalla”. Invece, purtroppo, l’amara realtà, è ben diversa! Le compagnie teatrali locali amatoriali, che con grandi sacrifici, (oltretutto svolgendo un’azione sociale di aggregazione dei giovani verso la “bellezza”, cioè l’arte), portano a teatro tutte assieme, quasi diecimila spettatori a stagione teatrale, vivono la realtà degli apolidi, senza una cittadinanza e senza una “casa”, a cui far riferimento per l’esercizio dell’attività teatrale culturale e considerati dagli “Apocrifi”, alla stregua di sudditi a cui elargire qualche concessione nell’utilizzo della struttura (che gestiscono come cosa di proprietà privata) e sempre che, non interferisca con la loro legittima ambizione di fare utile. Le compagnie amatoriali, riunitesi in coordinamento e con voce unica, chiedono: ai due “attori” di questo “Partenariato speciale pubblico privato”, di non indugiare ulteriormente, nello stabilire un incontro vero e non ad arte (come è avvenuto presso il teatro comunale, e spacciato e sbandierato come concordatario e risolutivo, per una convivenza pacifica tra le compagnie amatoriali e gli Apocrifi), nel quale si disponga un tavolo di confronto, dove le compagnie amatoriali, sulla base dell’articolo su citato, possano discutere di determinate richieste utili e necessarie per la propria sopravvivenza, e realizzare una convivenza fruttifera e cordiale con i firmatari del “Partenariato”. Se ciò non avvenisse, e in tempi brevi, (poiché già troppo si è “menato il can per l’aia”),  nonostante la nostre ripetute e appassionate richieste, allora saremo autorizzati a pensare e dire che questo: “Partenariato pubblico privato”, altro non è, che una “super cazzola”, che da ragione a Tomasi di Lampedusa, nel suo celebre “Gattopardo” e precisamente quando fa dire al giovane Tancredi, rivolgendosi allo zio ( che lo ammoniva di fraternizzare troppo con i rivoltosi che volevano l’unità d’Italia, e la cacciata dei Borboni): “Zio, tutto deve cambiare, affinchè nulla cambi!”

Premesso che abbiamo avuto due incontri con il Sindaco con delle proposte e che  a tutt’oggi non vi è stata alcuna risposta

Se nulla cambia saremmo costretti ad agire diversamente sempre in modo pacifico.

Coordinamento delle Associazioni Culturali Teatrali Manfredonia

I legali rappresentanti delle sotto elencate Associazioni Teatrali:

  • Il Teatro cinque – Vittorio Tricarico
  • Teatro Stabile Città di Manfredonia – Filomena Trotta
  • Palcoscenico – Michele Trotta
  • Si riprende a volare – Assunta Radogna
  • Attori per caso Manfredonia – Antonio Lurdo

 

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Comunicati · News

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