Venerdì 23 Settembre 2022

Il consiglio comunale finisce in Tribunale e dal Prefetto

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Le interrogazioni della minoranza fanno innervosire gli assessori

SI PROFILA una appendice in tribunale e il ricorso al Prefetto, per l’ultimo consiglio comunale dedicato alle interrogazioni consiliari, ben tredici, troppe per poter avere ciascuna il tempo e la serenità operativa necessari per discuterne adeguatamente. Ad annunciare il rinvio alle “sedi opportune”, l’assessore alle opere pubbliche Angelo Salvemini e la consigliera di minoranza Giulia Fresca, arrivati alle vie giudiziarie al termine di un serrato confronto a proposito del piano della mobilità cittadina. Ma non è stato l’unico momento rovente di una seduta consiliare svoltasi dalle 10 alle 15. Perché non negli orari canonici? Indubbiamente un periodo critico della giornata non estraneo all’irrequietezza che ha permeato i lavori.

I QUESITI posti all’assemblea sono stati tutti proposti dai consiglieri di minoranza, uno solo è arrivato dalla maggioranza. Una circostanza che probabilmente spiega il non certo sereno atteggiamento dell’esecutivo che mal sopportava le bordate di domande e di chiarimenti proposti dalla opposizione, con i consiglieri della maggioranza a fare da spettatori e per i quali evidentemente tutto va bene.

UNA ASSEMBLEA nervosa che avrebbe avuto bisogno – è stato rilevato – di una guida sicura e di esperienza che la giovane presidente del consiglio non ha saputo assicurare tant’è che è dovuta ricorrere anche ad una sospensione dei lavori per porre fine all’ennesima sfuriata del solito assessore Salvemini. Addirittura una assessora, Antonella Lauriola al demanio, rispondendo ad una interrogazione di Maria Teresa Valente ha sentenziato che «le interrogazioni non hanno senso e sono tempo sprecato».

IL CLOU della contrapposizione oltre i limiti di un confronto dialettico su argomenti di importanza collettiva, è arrivato sulla l’interrogazione della consigliera capogruppo di “Manfredonia Nuova” Giulia Fresca. L’appunto della consigliera ha riguardato la «condizione del traffico in città e conseguente richiesta di interventi volti a tutelare la salute pubblica dai rischi derivanti ovvero inquinamento ambientale, acustico e da polveri sottili nonché la richiesta di redazione del Piano Urbano della Mobilità e della Mobilità Sostenibile».

LE ARGOMENTAZIONI tecniche addotte dall’ingegnere Fresca, hanno contrariato l’assessore di competenza, un esagitato Angelo Salvemini, scivolato in considerazioni fuori del contesto dell’argomento, gratificando la consigliera Fresca, che ha ribattuto per le rime, di «attacchi ingiuriosi e denigratori oltre che arroganti» ha definito l’associazione “Manfredonia Nuova” che in una nota rileva come «Le frasi discriminatorie, offensive e violente nei toni dell’assessore Salvemini, plaudite dalla maggioranza e sottolineate dai gesti di assenso del sindaco, evidenti dalla registrazione video, costringono Manfredonia Nuova a richiedere al Prefetto di Foggia un intervento immediato e decisivo per il ripristino dei diritti costituzionalmente riconosciuti ad ogni cittadino che può essere candidato in qualunque comune del territorio nazionale e che, allorquando eletto rappresenta il volere del popolo e pertanto un elemento di tutela della Costituzione».

L’ENNESIMA riprova di una certa condizione psicologica oltre che politica di una amministrazione comunale che al di là di occasionali exploit propagandistici «a costo zero» tiene a precisare il sindaco, esprime limiti e difficoltà in ordine alle problematiche di fondo che gravano sulla città e i suoi cittadini, in primis quelle connesse al lavoro, una parola scomparsa dal vocabolario cittadino.

Michele Apollonio

 

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