Martedì 7 Febbraio 2023

Quale insegnamento dall’arresto di Matteo Messina Denaro?

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L’arresto del latitante e superboss Matteo Messina Denaro, avvenuto lo scorso 16 gennaio, mentre da un lato ha portato grandi soddisfazioni presso tutte le istituzioni politiche e i semplici cittadini, dall’altro riaccende il dibattito sul grande e annoso tema della grande criminalità organizzata, fenomeno che per certi versi investe e interessa anche il nostro territori garganico. Come dimenticare la lunga serie di omicidi fino a quella di S. Marco. Hanno cercato di bruciare la speranza e la fiducia. Hanno fatto

Foto Ansa

scoppiare bombe per farci scoppiare dentro, scoraggiandoci e annichilendoci, per farci arrendere e rintanarci, lasciando nelle loro mani la nostra bella e ricca terra. La mafia, e Messina Denaro come tanti altri, ha cercato di farci abituarci al fenomeno mafioso, inducendoci a credere che fosse un fatto normale, tanto da poter dire che in fondo non c’è. Ma abituarsi a tutto questo non è che una resa che ci rende quasi complici con la nostra assuefazione e rassegnazione. Guai imparare a convivere con la mafia. Non serve neanche dire “Basta che si sparano tra di loro”. Che magra consolazione! Se così fosse, faremmo il loro gioco. Gli riconosceremmo un spazio, il diritto a vedersela tra di loro, imponendo però la logica della violenza e del sopruso. No! Con la mafia non si convive, nè si scende a compromessi. Al contrario, ci si dissocia e la si condanna apertamente. La mafia non la si affronta con la rassegnazione, ma con l’educazione e con un alto senso civico, ambedue frutti di una cultura della legalità che sappia creare anche una maggiore coesione sociale. Più che abituarci, allora dovremmo cominciare a interrogarci e aprire luoghi e spazi di riflessione e di analisi che a vario livello ci deve indurre a non abbassare la guardia. Certo, si ha paura. Eppure se cominciassimo a pensare che anche la mafia può essere indotta ad aver paura? Forse è questo il cambio di rotta che ci viene suggerito dall’arresto di Messina Denaro: da “aver paura” della mafia passare a “fare paura” alla mafia. E non con le armi ma con le idee, le parole, con nuovi alfabeti di cittadinanza, ma anche con la solidarietà tra di noi, non lasciando soli coloro che sono solo vittime di turno. “La mafia – diceva Giovanni Falcone – ha più paura delle istituzioni scolastiche che delle forze dell’ordine”. La mafia la si vince insieme e non da soli, dentro di noi e non fuori di noi!

di Michele Illiceto

 

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