Lunedì 24 Giugno 2024

Una piscina piena, per ora, solo di dubbi

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Forse è la volta buona. Ma aggiungerci un punto di domanda è lecito, visto l’argomento: la piscina pubblica comunale di Manfredonia. Uno dei fiori all’occhiello (al contrario) della storia delle opere pubbliche dell’ultimo decennio in città. L’ultimo atto (per ora) è in un fatto: il completamento e gestione del Centro Sportivo Comunale è stato aggiudicato all’A.T.I. ICOS Sporting Club s.r.l di Lecce. I costi sono a totale carico del concessionario e la spesa complessiva del progetto preliminare necessaria per realizzare l’opera è pari a € 2.400.000,00, di cui 2.050.000,00 per lavori e € 350.000,00 per spese generali. Pertanto il completamento e gestione della piscina coperta sarà per 2.400.000,00 mln euro con finanziamento con capitale privato (Project financing). Dietro, un iter a dir poco travagliato e al limite del grottesco. Con bando pubblicato in data 02/08/2004, l’Amministrazione comunale di Manfredonia indisse una gara di pubblico incanto per l’affidamento della concessione di progettazione, costruzione e gestione di un impianto natatorio da realizzarsi in Manfredonia in un’area comunale della ex lottizzazione C10. A seguito di procedura aperta, nel febbraio 2005 fu affidata la citata concessione all’ATI formata dall’impresa capogruppo Rotice Antonio & C. S.a.s., dalla P.F. Impianti S.r.l., dallo studio Associato DM&P e dalla ICOS Sporting Club s.r.l. I lavori cominciarono nell’aprile 2008, con una data di consegna che in prima istanza recitava ‘prima metà 2010’. Qualcosa (tutto) non va nel verso giusto: i lavori appaltati alla ditta Rotice Antonio e C. snc come capofila e per la parte elettrica alla P.F. impianti, per un importo iniziale di circa 1.800.000,00 euro, vengono interrotti causa un’ impennata dei costi che portava l’opera a costare circa 4.000.000,00 di euro. Una storia nata male, e proseguita peggio: la società di progetto nasce nell’ottobre del 2010, solo dopo i ritardi emersi per la realizzazione, a ben 6 anni dal bando pubblico. Nel febbraio 2011 la “Piscine Manfredonia Srl” sollecitava il Comune di Manfredonia a “dare una risposta sulla richiesta di rivisitazione del piano economico–finanziario, pena l’interruzione dei lavori e la conseguente risoluzione del contratto”; nell’aprile dello stesso anno, la medesima Società, richiedeva la concessione di un’altra proroga per l’ultimazione dei lavori “non inferiore a mesi otto”. In seguito, la Società, considerando che, “nessuna valutazione tecnica e giuridica era stata presa dal Comune”, comunicava che le opere erano state fermate richiedendo contestualmente la sospensione dei termini contrattuali. E si arriva al giugno del 2011, quando la Piscine Manfredonia srl, “in considerazione all’imprevedibile incremento dei costi e dei prezzi delle materie prime necessarie alla realizzazione dell’opera”, faceva rilevare che il costo di quest’ultima, inizialmente determinato in € 1.467.800,00, si era elevato a circa quattro milioni di euro, “rendendo la prestazione eccessivamente onerosa e pertanto dichiarava di voler recedere dal contratto”. Tirando le somme, ci troviamo di fronte ad un film già visto: imprese che pur di accaparrarsi l’appalto, propongono lavori abnormi a cifre considerate per l’occasione “convenienti” salvo poi non rispettare gli impegni. Nel frattempo, i costi pubblici sostenuti (ad oggi) per questa struttura sono pari a 898.423,55 euro finanziate con mutuo contratto con la cassa Deposito e Prestiti. “L’unico costo che l’amministrazione comunale si addosserà è quello delle opere realizzate” ha dichiarato più volte l’Assessore ai Lavori Pubblici Zingariello. Intanto l’intero importo dell’opera è già stato tirato fuori, e non sarebbe piacevole dover pagare tre volte di più quella struttura, causa incurie o macroscopiche mancanze. Anche perché non vi è notizia di penali richieste al concessionario originario. L’investimento è stato ingente, a tutto discapito di casse comunali in eterna sofferenza. Dei due appalti, con tutta evidenza, uno è profondamente sbagliato. Nella scheda del Sindaco Riccardi sul sito comunale, appare una voce recitante “concretizza i progetti per la Piscina Comunale” riferito agli anni da Assessore dei Lavori Pubblici. E nel maggio 2013: “Sulla piscina comunale assumo l’impegno pubblico del suo completamento entro la fine del mio mandato”. Ne saremmo profondamente sollevati.

Graziano Sciannandrone

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Commenti

  • Parole, parole parole, parole soltanto parole….
    In un contratto che non si prevedono penale… ma solo pagamenti a favore…. pare veramente strano per una Pubblica Amministrazione, che in siffatto modo fa mangiare la carne dei propri amministrati…. infatti… hanno lasciato con la scusa dell’impennata dei costi… ma una volta non c’era il rischio di impresa ?

    semprevigile 17/02/2014 12:32 Rispondi

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