Martedì 16 Aprile 2024

Il Piano Urbanistico Generale: un nuovo look per Manfredonia (VIDEO)

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E’ ciò che l’Amministrazione comunale si propone di offrire ai cittadini nel prossimo futuro attraverso il PUG (Piano Urbanistico Generale). Processo interrotto nel 2009 a seguito dell’approvazione del DPP (Documento Programmatico Preliminare) che ora trova le condizioni ottimali per riscrivere l’assetto urbanistico del territorio anche attraverso la delocalizzazione delle cubature al fine di ottenere un notevole risparmio di suolo. Tutto ciò porterà alla “ricucitura  del tessuto cittadino attraverso i comparti CB e alle aree adiacenti alla città consolidata, secondo uno schema ad anello e una strategia di rigenerazione urbana che affonda le radici nel recupero del centro storico e nello sviluppo  del waterfront. Manfredonia non è più vista per “comparti”, ma per “sistemi”, che si sovrappongono come livelli (la rete ecologica, i servizi, le infrastrutture) capaci di generare relazioni virtuose e una migliore fruizione dello spazio pubblico, anche dei quartieri periferici”. Di questo e del nuovo disegno urbano si è parlato mercoledì scorso in un incontro svoltosi presso l’Auditorium di Palazzo dei Celestini alla presenza di un foltissimo pubblico, tra cui, un nutrito numero di tecnici. Relatori l’Architetto Matteo Clemente, neo assessore all’Urbanistica del Comune di Manfredonia e l’Architetto prof. Leonardo Rignanese nella sua qualità di consulente scientifico del Piano Urbanistico Generale. “Molti sono i problemi che presenta Manfredonia – ha esordito l’assessore – in particolare da un punto di vista urbanistico dovuto principalmente al disordine che si è creato in passato. E’ un momento dove devono essere messi in atto strategie tali da rendere vivibile a misura d’uomo l’intero tessuto urbano”. Il prof. Rignanese, invece, in una acuta riflessione ha posto in essere che la città non è fatta solo di pietra ma anche di uomini. Per cui il bene del singolo non può crescere se non viene sommato al bene degli altri. Ognuno di noi è cittadino della propria città. Su questi principi  dunque i due autorevoli relatori, alternandosi, con l’ausilio di slide, hanno illustrato per immagini così come si vorrebbe fosse la città del futuro. La grandezza di una città si misura sulla quantità di servizi che essa può offrire alla collettività. Si è parlato anche del piano di recupero del centro storico, il recupero delle antiche entrate: via Palatella, ciò che è rimasto delle vecchie mura, in particolare quelle che si affacciano sul mare, la spiaggia Diomede. Attraverso un piano delle coste recuperare le immense spiagge che si affacciano lungo la fascia sud  con la creazione di nuovi accessi al mare, di nuove attività commerciali, nuovi stabilimenti balneari. Elementi indispensabili per una maggiore valorizzazione del territorio che darebbero un notevole impulso all’economia. Questo, in sintesi ciò che la pubblica amministrazione si propone di realizzare attraverso il PUG. Un progetto ambizioso, quasi irrealizzabile, ma fattibile. E’ necessario, però, che tutti ci crediamo, dai tecnici, alle imprese, ai cittadini, alla politica. Se si opera in sinergia, mettendo da parte interessi personali, siamo convinti che questo progetto non sarà solo una utopia, ma realtà palpitante che potrebbe dare una notevole svolta alla nostra economia divenuta in ques’ultimo ventennio un colabrodo. Noi ci crediamo, e voi?

Matteo di Sabato  

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Commenti

  • I sigg.ri Clemente e Rignanese vengono bene in foto, ma sarebbe opportuno vedere la foto controcampo. Vedreste un fotio di cittadini e associazioni che hanno criticato aspramente, punto per punto, tutte le nefandezze create da questi signori, e in generale da un amministrazione opportunista, che non ha il coraggio di confrontarsi (vedi assenza Sindaco)!!!

    Ulisse 01/03/2014 14:42 Rispondi
  • Mi pare che non sia stata detta alcuna parola di scusa, come dire: “Scusate, con i comparti abbiamo sbagliato! ora cambiamo sistema.” L’unico momento sociale di aggregazione provocato dai comparti è stata l’associazione di coloro che protestano e, giustamente, pretendono l’ultimazione delle opere di urbanizzazione.
    Hanno distrutto le periferie della nostra città. Dice i Fichi d’India? si proprio quelli, gli stessi abbattuti dalle cannonate austriache ormai quasi un secolo fa! Poi, se come dice Pandora, sono gli stessi dei comparti, non mi meraviglia la cosa, stiamo a Manfredonia, e chi azzanna l’osso non lo lascia facilmente, basta cambiare idee, bandiera, cortile o chiazza!

    ilproletario 01/03/2014 11:44 Rispondi
  • Questi sono i veri paradossi di Manfredonia, e grazie ad essi che non si solleva, non rinasce…. il nuovo è nuovo e non si concepisce se chi lo propone è già stato etichettato come vecchio e/o peggio inutile..!!!

    semprevigile 01/03/2014 11:40 Rispondi
  • L’arch.Matteo Clemente è progettista del Waterfront e di collaborazione in altri CB. Il Prof. Leonardo Rignanese è stato il referente nell’organizzazione dei comparti CA che hanno generato l’attuale disastro. Pertanto chiedo con quale coraggio si presentano a dire che quello che stanno facendo ora, ovvero trasferire 500.000 cinquecentomila mq metricubi nel centro abitato di Manfredonia sia la stradas giusta. NON SIETE CREDIBILI NESSUNO DEI DUE.

    PANDORA 01/03/2014 11:32 Rispondi

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