Giovedì 22 Febbraio 2024

M5S Manfredonia: denunciamo l’incompetenza dell’Amministrazione Riccardi

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Nell’ultimo Consiglio Comunale (22 dicembre 2016), ove ve ne fosse stato bisogno, abbiamo avuto ulteriore riprova che questa Amministrazione è uno scellerato mix di arroganza  ed incompetenza.

 “Noi siamo noi e voi non siete un…” di “albertosordiana” memoria  pare essere il motto che muove le azioni di una maggioranza che asseconda tutte le direttive imposte dall’alto, anche quando palesemente irregolari, assumendosene gravi responsabilità (non sappiamo quanto consapevolmente).

I quattro punti portati in consiglio dalla Giunta, con l’evidente marchio di improponibilità, mettono a nudo l’inadeguatezza di un “veterano” come l’Assessore al Bilancio Pasquale Rinaldi che, nonostante i sette anni di carica, commette errori che non sarebbero giustificabili neanche per un novizio al primo incarico.

Parliamoci chiaro. L’Amministrazione era consapevole di aver sottoposto all’assise consiliare degli atti “strani”, prova ne sia l’accorpamento dei quattro punti in un’unica discussione, con la riduzione a “dieci minuti” dell’unico intervento concesso ai consiglieri – in luogo dei legittimi quaranta (dieci per ogni punto). Diviene chiaro, perciò, l’intento di rendere difficoltosa l’esposizione delle obiezioni da parte di chi, come noi del Movimento 5 Stelle, quegli atti li ha studiati davvero.

Per i cittadini che vogliano rendersi conto in che mani siamo, illustriamo, di seguito, i quattro punti in discussione con le obiezioni ed i rilievi sollevati nella seduta in questione.

Punto 1: Ratifica della deliberazione di G.C. n. 167 del 08.08.2016 di variazione al bilancio di previsione esercizio finanziario 2016/2018. Provvedimento ai sensi dell’art. 175, comma 5 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali)

Questo punto NON poteva essere portato in Consiglio Comunale, perché è stato violato l’articolo 175 comma 4 del Tuel – “le variazioni di bilancio prodotte dall’organo esecutivo debbono essere ratificate dal C.C. entro 60 giorni dalla deliberazione (in questo caso entro l’8/10/2016) pena decadenza”.

Inoltre, è stato violato anche l’art. 175 comma 5 del Tuel – “in caso di mancata ratifica del provvedimento di variazione adottato (cioè superati i 60 giorni) da parte del Consiglio Comunale,  quest’ultimo è tenuto ad adottare nei successivi 30 gg. (quindi entro l’8/11/2016) solo i provvedimenti ritenuti necessari nei riguardi dei rapporti eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata.

Come tutti possono capire il 22/12/2016 si erano superati tutti i limiti temporali imposti dal Tuel.

D’altronde, anche i revisori dei conti – nel rilascio del loro parere favorevole, ma solo dal punto di vista tecnico/contabile – evidenziano il mancato rispetto dei termini previsti dall’art 175 commi 4 e 5 del Tuel e l’inosservanza procedurale dell’articolo 175-quinquies del Tuel. Confermando, di fatto, che la variazione di bilancio risulta essere decaduta.

Punto 2: Ratifica della deliberazione di G.C. n. 196 del 17.10.2016 di variazione al bilancio di previsione esercizio finanziario 2016/2018. Provvedimento ai sensi dell’art. 175, comma 5 del TUEL;

Anche in questo caso, tale variazione non può essere ratificata in Consiglio Comunale, perché sono stati superati i 60 gg previsti dall’art.175 comma 4 del Tuel (quindi entro il 17/12/2016).

Per questo punto, però, la legge facendo riferimento al già citato comma 5 dava la possibilità al Consiglio Comunale di adottare nei successivi 30 gg. (oltre ai 60 gg. previsti dal comma 4) solo i provvedimenti ritenuti necessari nei riguardi dei rapporti eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata.

Invece i nostri amministratori, sbagliando grossolanamente, l’hanno portata in Consiglio Comunale per intero ed in più priva di un parere aggiornato dei revisori dei conti, in quanto quello allegato era stato rilasciato il 13.12.2016, quindi ancor prima che la variazione di bilancio decadesse.

Pertanto, se si fosse richiesto un nuovo parere ai revisori contabili sulla scorta dell’atto decaduto – quindi adottando “solo i provvedimenti ritenuti necessari sui rapporti eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata” – essi avrebbero fornito un parere favorevole?

Noi crediamo di NO. E comunque, avrebbero evidenziato il mancato rispetto dei termini previsti dall’art. 175 comma 4 , oltre all’inosservanza procedurale dell’art.175-quinquies del Tuel.

In riferimento a questi primi due punti, da alcuni interventi di esponenti della maggioranza in aula, abbiamo avuto la certezza che per essi sia sufficiente sostituire il verbo “ratificare” con “adottare” per rendere legittimo un provvedimento che non lo è.

Punto 3: Ratifica della deliberazione di G.C. n. 245 del 30.11.2016 avente per oggetto “Art. 175, comma 4 del D.Lgs. n. 267/2000. Variazione di bilancio in via d’urgenza”;

Qui l’Amministrazione raggiunge la massima espressione della “disinvoltura”.

Tale variazione è stata apportata per inserire in bilancio delle somme da restituire alla Regione a seguito della revoca del finanziamento “Progetto Casa del Mare”.

In pratica con questa variazione, per incapacità di qualcuno, l’Ente restituisce l’ennesimo finanziamento regionale.

Sappiate, perciò, che questa Amministrazione non è neanche capace di utilizzare soldi che ci vengono assegnati dalla Regione e che siamo costretti a restituire, sottraendoli dalle disponibilità della collettività.

 

Punto 4: Ratifica della deliberazione di G.C. n. 248 del 07.12.2016 avente per oggetto “Contributo per acquisto libri di testo a favore degli studenti di scuola secondaria di 1° e 2° grado”. Approvazione criteri di ripartizione.

Nonostante i “giochini lessicali”, siamo in presenza di una vera e propria VARIAZIONE di bilancio.

E quindi, in base all’articolo 175 comma 3 del Tuel, può essere eseguita solo entro il 30/11.

Vi spieghiamo di cosa si tratta:

L’Amministrazione nel bilancio previsionale aveva inserito la somma di 138.986 €  come contributo regionale per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo per l’a.s. 2016-2017;

La Regione Puglia con atto n.10139 del 14/7/2016 approvò il “Piano di riparto” per la fornitura appena menzionata, destinando, pertanto, 195.569 € al Comune di Manfredonia (quindi 56.583 € in più).

Bene, direte voi, maggiori fondi da destinare ai più bisognosi.

L’Amministrazione avrebbe solo dovuto apportare la variazione entro il 30/11/2016, aggiungendo la somma di 56.583€ ad un capitolo già istituito nel bilancio di previsione con un importo inferiore.

E invece i nostri solerti amministratori si sono…addormentati, facendo decadere i termini.

Per metterci una “pezza” che cosa si sono inventati?

Svegliandosi di soprassalto, e rendendosi conto di averla “fatta grossa”, hanno deliberato tale variazione il 7/12/2016, quindi oltre il termine perentorio del 30/11, scaricando ancora una volta sul Consiglio Comunale la responsabilità di ratificare una variazione che a tale data non poteva essere fatta.

La maggioranza ha eseguito prontamente (o per meglio dire “pronamente”) l’ordine, con grande sprezzo del ridicolo.

Cari cittadini, vi comunichiamo un’ ultima “chicca”:

Nei vari pareri rilasciati in tutte le delibere di variazione – da parte dei revisori contabili, del dirigente del III settore e del segretario generale – si attesta che tali variazioni mantengono l’equilibrio di bilancio che si basa sull’entrate del previsionale.

Peccato che guardando il P.E.G. (Piano Esecutivo di Gestione) consuntivo al 30/11 – consegnatoci solo la mattina del consiglio comunale, nonostante lo avessimo richiesto il 2 novembre – si rilevano almeno 7-8 milioni € di minori entrate e di tanti “recuperi” non incassati.

Saranno riusciti i nostri eroi a far rientrare in un solo mese, e quindi entro il 31/12/2016, tali somme???

Solo il bilancio consuntivo dirimerà la “vexata quaestio”.

Per concludere:

I consiglieri comunali che hanno votato a favore di queste variazioni improprie – obbedendo agli ordini di scuderia e illudendosi che la mancanza di sanzioni legittimasse i provvedimenti che abbiamo descritto – si sono assunti, come detto in apertura di questo comunicato, una grave responsabilità.

Se gli organi competenti, a cui abbiamo inoltrato denuncia, dovessero giungere alle nostre stesse conclusioni decretando la decadenza dei provvedimenti in questione, ne scaturirebbe un danno erariale, per il quale – per dirla in modo semplice – “chi ha speso non poteva farlo” e dovrà rifondere di tasca propria le casse comunali.

In verità c’è una cosa che abbiamo apprezzato nello scorso Consiglio Comunale:

L’affermazione del capogruppo PD, D’Ambrosio, “Sono 25 anni che governiamo questa città”.

Bravo D’Ambrosio, ha fatto bene a ricordarci chi dobbiamo “ringraziare” per questo stato di cose.

Buona fortuna a tutti noi.

 

MOVIMENTO 5 STELLE MANFREDONIA

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Commenti

  • ……. 25 anni……..I debiti del nostro comune a quando risalgono?…….compresi i circa 20 anni …….dai tempi dell’isosar S.R.L…………….come dire “dambrosianamente”………… la zappa sui piedi……….

    Zuzzurellone Sipontino 03/01/2017 9:38 Rispondi
  • Se siete sicuri di quello che dite fate le denunce,fate i fatti,sono inutile le comunicazione che fate se dopo non c’e’un seguito.

    pensionato 01/01/2017 8:19 Rispondi
    • azzz….pensionato, pure tu…
      ma, sforzarsi un po’ per leggere il comunicato??? No eh???

      Ti riporto il passaggio che ti è sfuggito:

      “Se gli organi competenti, A CUI ABBIAMO INOLTRATO DENUNCIA, dovessero giungere alle nostre stesse conclusioni decretando la decadenza dei provvedimenti in questione, ne scaturirebbe un danno erariale, per il quale – per dirla in modo semplice – “chi ha speso non poteva farlo” e dovrà rifondere di tasca propria le casse comunali.

      Anche per il 2017, non lo ordina il medico di commentare a “canis penis”…suvvia…buon anno “pur a siggnrie”..

      Non sai cosa leggi 02/01/2017 9:29 Rispondi
  • Egregi consiglieri comunali pentastellati se avevate veramente studiato, come affermate, in applicazione del regolamento consiliare’ facevate inficiare la seduta del consiglio, ma poiché non avete studiato abbastanza ora state a lamentarvi. Avete denunziato il tutto alla magistratura contabile e al Prefetto?

    Pasquino 30/12/2016 8:23 Rispondi
    • Pasquino,
      e come avrebbero dovuto fare ad inficiare la seduta?
      Per favore ce lo spieghi regolamento alla mano, per favore?
      Altrimenti stai zitto, perché forse non lo sai neanche tu.
      …a proposito. si scrive “se AVESTE veramente studiato” e non “se avevate veramente studiato”…
      mo’ Pasquinooo spiegaci quello che ti ho chiesto prima…

      Il cugino del professore 30/12/2016 15:27 Rispondi
      • Il regolamento sta in comune e va letto attentamente, come anche lo statuto comunale, da parte di chi si candida. Comunque l’art. 41 del e’ quello appropriato per quanto lamentano i pentastellati. Io non ho le tue scuole”FATTIZZE” e, ora sta a te leggere e capire.

        Pasquino 31/12/2016 0:32 Rispondi
        • Pasquino, tu non sai cosa scrivi.
          L’art.41 da te invocato è questo:

          Art. 41 – ADUNANZA DEL CONSIGLIO
          1. L’adunanza ha inizio all’ora stabilita nell’avviso di convocazione. Il Presidente accertato il numero legale dichiara aperta la seduta.

          Nell’ultimo consiglio comunale il numero legale c’era anche senza la presenza delle opposizioni.

          Pasquino, non è necessario scrivere per forza, soprattutto se sono sciocchezze.

          Meh, fatti un buon 2017 e pensa prima di scrivere…

          Non sai cosa scrivi 01/01/2017 12:47 Rispondi
          • Cambiare i Nick serve a niente. Rileggiti le lamentele dei pentastellati. Oltre all’art. 41 c’è tutto il resto del regolamento. Se i consiglieri d’opposizione conoscevano bene tale atto, con l’intervento della forza pubblica, potevano far valere le loro ragioni alla notifica della convocazione e chiedendo il rispetto dell’orario. Buon 2017 anche a te e studiati per bene gli atti prima di spararle grosse

            Pasquino 02/01/2017 16:58
  • Mado’ e che takkaret…

    Il cugino del professore 29/12/2016 15:01 Rispondi

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