Lunedì 10 Dicembre 2018
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Ricordando Franco Pinto, ad un anno dalla sua scomparsa VIDEO

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Lo scorso 24 Novembre 2018, presso il Laboratorio Urbano Culturale “Peppino Impastato” (LUC) di Manfredonia si è svolto un incontro per ricordare il poeta Franco Pinto ad un anno dalla sua scomparsa, intitolato “La Voce del Chiamatore”.

A presiedere durante la manifestazione sono stati Rino Caputo, Professore dell’Università di Roma, Tor vergata; Vincenzo Luciani, Giornalista e poeta; Cosma Siani, Professore dell’Università di Roma, Tor Vergata; Mariantonietta Di Sabato, curatrice dell’opera del Poeta; Antonio Paternostro, alunno del Liceo Classico “Aldo Moro” di Manfredonia, il quale, guidato dalla Professoressa Mattia Zerulo, ha rivelato del suo incontro con la poesia di Franco Pinto e dell’excursus che ha portato lui ed Eliseo Costantino alla realizzazione di un video multimediale, presentato all’interno di un concorso indetto dal Circolo Unione, intitolato “Sguardo sulla città- storia di mare e di marinai”, nel quale sono recitate poesie di Franco Pinto, con il quale hanno vinto il Primo Premio. 

Il Professor Rino Caputo ha evidenziato come le mani del poeta abbiano da subito colpito la sua attenzione, mani di lavoratore, di falegname, di creatore, di “faber, ovvero il poietés . Il Poeta”. Uno sguardo e un cuore di bambino permettono a Pinto di divenire quel poeta-fanciullo, di cui parlava Pascoli e gli autori del romanticismo inglese. E’ lo stesso poeta a rivelarlo in alcune composizioni (guarde u Monne accume nu uagnungille).

La poesia di Franco Pinto riprende le tre caratteristiche fondamentali della poesia leopardiana: immaginazione, cuore e parola. La scelta del dialetto è dettata dallo stesso desìo dantesco di utilizzare la lingua “succhiata dalle mammelle della nutrice”, una scelta volta a non tradire sua madre, con la quale Franco Pinto era solito comunicare in dialetto, ma anche la sua madre-città Manfredonia, così come ha rivelato la curatrice dell’opera Mariantonietta Di Sabato. Una poesia, quella di Pinto, di efficacia stilistica, immediata, ricercata nell’utilizzo di suoni evocativi cadenzatamente ripetuti e di termini talmente arcaici da non essere più conosciuti, in modo tale da imprimerli su carta per impedire che vengano dimenticati così come hanno rivelato il Professor Cosma Siani e Mariantonietta Di Sabato, ma non per questo di meno impatto espressivo anche in italiano. 

Il Giornalista e Poeta Vincenzo Luciani ha citato più volte la Poetessa Anna Elisa De Gregorio, la quale in un suo celebre componimento ha tracciato una raffinata descrizione del poeta Franco Pinto e della sua poesia. E’ emersa la figura di un uomo schivo, umile, seduto in un angolo durante le kermesse tenutesi ad Ischitella, durante le quali l’autore ha avuto l’opportunità di conoscere altri poeti dialettali nazionali, come Franco Loi, poeta milanese; Anna Elisa De Gregorio, poetessa anconetana; Achille Serrao, poeta di origine campana; Joseph Tusiani, poeta di San Marco in Lamis; oltre che Vincenzo Luciani, ideatore del Concorso “Pietro Giannone” ad Ischitella, Cosma Siani e Rino Caputo, tra i giurati del concorso. E’ stato proprio questo rapporto di amicizia a spingere i relatori ad accettare l’invito al convegno. Gli interventi sono stati intervallati dalle magistrali interpretazioni delle poesie ad opera di Dina Valente e Antonio Del Nobile

Angela la Torre

Redazione R.

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