Giovedì 29 Luglio 2021

Matteo Sciannandrone, il maestro del Carnevale di Manfredonia

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Ci ha lasciato troppo presto Matteo Sciannandrone, maestro cartapestaio, artista del carnevale di Manfredonia. Matteo cominciò a realizzare carri nel 1970, a 20 anni, influenzato dall’estro di Matteo Arena e cominciando a collaborare con un altro grande maestro cartapestaio, Matteo Trotta. Da allora non smise mai di realizzare i carri di carnevale fino al 2016, quando questioni familiari gli resero difficile fare un lavoro duro e totalizzante com’è quello del carrista. Inizialmente con un gruppo di amici fondò l’associazione AMICA (Amici del Carnevale), e negli anni ’90 istituì l’associazione “Noi del Carnevale” insieme a Gino Bordo, Giovanni Del Vecchio, Gino Caputo, Giuseppe Pastore, Tonio Andreano, Franco Bollino, Antonio Curci, Vincenzo Bollino, Vincenzo Nasuto, Bruno Gravinese e Matteo Santoro, un altro grande artista scomparso troppo presto. Gino Bordo, suo amico storico, lo ricorda così: “Era l’anima della nostra associazione ‘Noi del Carnevale’. Quando c’era lui era tutto più allegro, aveva sempre la battuta pronta e scherzava sempre. Con lui se ne va un pezzo di storia di Manfredonia”. Matteo era soprannominato “il maestro” perché era capace di fare tutto quello che serve per la realizzazione di un carro, dall’idea iniziale, al disegno, alla realizzazione di tutti i passaggi per arrivare a costruire quei giganti di cartapesta che hanno reso famoso il nostro carnevale. La sua idea si rifaceva al Carnevale di Rio de Janeiro, dove i grandi carri sono seguiti da gruppi mascherati. Ma Matteo era un maestro anche perché amava insegnare questa antica arte. Il suo sogno, infatti, era quello di istituire dei laboratori permanenti per poter tramandare l’arte della cartapesta ai più giovani. Era questo un cruccio che lo tormentava, e che tormenta anche noi che amiamo il nostro carnevale, perché i maestri cartapestai ormai hanno tutti un’età avanzata e le generazioni successive non li hanno seguiti nella realizzazione dei carri. Non essendoci un ricambio generazionale, sarà difficile che qualcuno possa dargli il cambio. Quindi a ragion veduta possiamo dire che con Matteo abbiamo davvero perso un pezzo di storia della nostra città, un personaggio che avrebbe potuto tramandare ai giovani un’arte importante per tenere in vita il carnevale a cui tutti teniamo tanto.

Mariantonietta Di Sabato

 

 

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