Martedì 26 Ottobre 2021

La conservazione della memoria: una missione a cui tutti siamo chiamati per custodire l’immenso patrimonio immateriale

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Conclusa la 4^ edizione di “Monde-Festa del Cinema sui Cammini”, che ha posto l’attenzione sui capolavori immateriali.

La conservazione della memoria è una missione a cui tutti siamo chiamati per custodire l’immenso patrimonio immateriale che è stato tramandato di generazione in generazione. Ne è fermamente convinto il direttore artistico di “Mònde-Festa del Cinema sui Cammini” Luciano Toriello, che per la 4^ edizione della manifestazione – andata in scena a Monte Sant’Angelo dall’8 al 10 ottobre – ha chiamato a raccolta ospiti di rilievo, provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, per riflettere sull’importanza e sulle modalità del “Custodire l’immateriale”.

“Tradizioni, espressioni orali, eventi rituali, arti dello spettacolo, artigianato, consuetudini sociali, sono alcuni dei capolavori immateriali che si affiancano ai siti patrimonio dell’umanità riconosciuti dall’Unesco e che raccontano i territori e ne costituiscono la ricchezza” ha affermato Toriello, che è anche fondatore di MAD – Memorie Audiovisive della Daunia, archivio privato nato nel 2018, che custodisce circa 18 mila ore di memorie audiovisive del territorio della provincia di Foggia.

La tre giorni si è aperta con la conferenza che ha visto i saluti del Direttore di Apulia Film Commission Antonio Parente, del Presidente del Parco Nazionale del Gargano Pasquale Pazienza, del Sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo e dell’assessore a Istruzione, Cultura e Turismo del Comune di Monte Sant’Angelo Rosa Palomba.

È stato approfondito il tema della conservazione dei beni immateriali grazie alla presenza del responsabile commerciale di Archivio Storico Luce Cinecittà Cristiano Migliorelli, della responsabile del portale “Folklore” di Rai Teche Daniela Floris e del direttore di Apulia Film Commission Antonio Parente. “Custodire l’immateriale parte dal custodire il materiale” hanno affermato all’unanimità, sottolineando la necessità di digitalizzare, catalogare e archiviareper restituire nuova vita alla memoria e permettere, così, la produzione di nuovi documentari.

Un esempio ne è “Cuntami” di Giovanna Taviani che, dopo il successo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, ha aperto le proiezioni di Mònde. Un road movie a bordo di un furgone rosso in giro per la Sicilia, alla ricerca dei nuovi narratori orali che si richiamano alla grande tradizione del cunto e dei cantastorie, con l’obiettivo di raccontare l’altra Sicilia, quella che si risveglia attraverso la forza universale delle storie popolari del passato per narrare il nostro presente. “L’umanità è un patto sentimentale tra le generazioni, c’è un’intesa segreta tra le generazioni passate e la nostra, noi siamo stati attesi sulla Terra da qualcuno e questo qualcuno lo dobbiamo ricordare”, ha affermato con convinzione la Taviani citando Benjamin.

A condividere il suo pensiero anche la professoressa Laura Marchetti – coordinatrice scientifica del progetto promosso dalla Regione Puglia e denominato “Le Strade della Fiaba” – che ha ribadito: “Dobbiamo custodire l’immateriale perché è il nostro colloquio con i morti”. La professoressa ha officiato “Fascino e sfascino del rito popolare meridionale” (che ha visto l’intervento della danzatrice Lucia Scarabino), una performance nata da una riflessione sull’identità meridionale che è a rischio perdita, dal momento in cui false identità, lontane dalla vera storia delle classi popolari, prendono piede attraverso il folklore. “Il rischio del nostro Sud è quello del ‘finto etnico’, come lo si chiama in antropologia; da qui l’importanza di tornare a capire cos’è la cultura popolare antica, figlia di quella greca, per costruire identità”, ha sottolineato la Marchetti, aggiungendo che il patrimonio immateriale deve essere sentito dalla comunità come appartenente alla propria identità culturale e deve essere rioralizzato dalle comunità stesse o dai cantastorie delle comunità.

tra i nuovi cantastorie ci sono sicuramente gli artisti, che custodiscono i beni immateriali attraverso la loro arte e che, purtroppo, nell’ultimo anno sono stati troppo spesso dimenticati. A raccontarlo è Daniele De Michele nel documentario “Naviganti” – prodotto da Apulia Film Commission e Fondazione Con il Sud nell’ambito del progetto “Social Film Production Con il Sud” – una storia di artisti disperati, squattrinati, fragili e con un evidente senso di inutilità, che provano a farcela.

La 4^ edizione di “Mònde” ha aperto una riflessione anche sul ruolo dei giornalisti indipendenti e del compito importante di narrare gli eventi dai luoghi in cui accadono. Una riflessione scaturita dalla proiezione del film documentario “Telling my son’s land”, in presenza dei registi Ilaria Jovine e Roberto Mariotti e della protagonista Nancy Porsia. La giovane giornalista freelance, che si è recata per la prima volta in Libia nel 2011 (quattro giorni dopo la morte di Gheddafi) per poi trasferirsi definitivamente nel paese, ha condiviso con grande trasporto la sua esperienza professionale e di vita. Nancy, infatti, per un lungo periodo è stata l’unica giornalista internazionale a raccontare il travagliato processo di democratizzazione della Libia, diventando uno dei massimi esperti del paese nord africano. A causa della pubblicazione di una scottante inchiesta sulla collusione della Guardia Costiera Libica con il traffico di migranti, incinta di un bimbo per metà libico, nel 2017 è stata costretta a lasciare il paese. Oggi la terra di suo figlio continua ad essere pericolosa per la sua sicurezza, ma lei non si arrende a rimanerne lontana.

Lezioni di vita e di cinema a Mònde sono state condivise con gli studenti delle scuole medie e superiori della città grazie ai matinée “Ti racconto la mia terra”, a cura di MAD – Memorie Audiovisive della Daunia e dell’Assessorato alla Cultura, Turismo, Istruzione del Comune di Monte Sant’Angelo, e “Educare al Cortometraggio – Viaggio nel mondo del cinema breve” a cura del regista vincitore del David di Donatello Giulio Mastromauro. “Tracciare le linee guida con le nuove generazioni, per aiutarle a scoprire e riscoprire la storia e le storie attraverso l’audiovisivo e il cinema, è un compito molto importante”, ha evidenziato Mastromauro. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di riflettere sul tema dell’identità e sull’appartenenza ad un territorio e su come quest’ultimo possa essere raccontato anche attraverso i nuovi mezzi dell’audiovisivo.

Nonostante la pioggia e il freddo, che hanno avvolto Monte Sant’Angelo in un’atmosfera magica durante i tre giorni di Mònde, è stato possibile percorrere uno dei due cammini in programma, organizzati in collaborazione con l’Associazione Monte Sant’Angelo Francigena e MooVeng. L’archeologo Giuseppe Rignanese ha accompagnato i presenti lungo il sentiero della Madonna degli Angeli, tratto terminale della Via Francigena da poco ripristinato dal Parco Nazionale del Gargano, andando alla scoperta della complessa storia del territorio, fatta di stratificazioni e intrecci di popoli.

Il battistero di San Giovanni in Tumba ha ospitato la performance “Le voci delle piante – Passeggiata teatrale sui miti delle piante e degli alberi” a cura delle attrici Irene Boncompagni e Sarah Paroletti con la voce narrante di Valentina Petrioli. Un viaggio alla scoperta degli usi officinali antichi e moderni delle piante attraverso la loro storia mitologica, con testi (firmati da Silvia Pietrovanni) tratti dalle “Metamorfosi” di Ovidio e da studi sulla cultura popolare.

L’esperienza del cammino a “Mònde” è stata vissuta anche attraverso la proiezione in anteprima nazionale della prima puntata di “3 Caminos”, la nuova serie diretta da Norberto López Amado e Iñaki Mercero, prodotta da Amazon Prime Video (per la produzione esecutiva di Ficcion Producciones) e dedicata al Cammino di Santiago di Compostela. La serie, composta da otto episodi, racconta la storia di cinque amici di diverse nazionalità uniti dal Camino de Santiago. A raccontare l’esperienza sul set in piena pandemia, le storie di amicizia e la bellezza dei paesaggi è stato il protagonista italiano Andrea Bosca.

Il valore immateriale dei paesaggi e delle comunità che li abitano è stato il tema portante dell’incontro con Andrea Mura, regista di “Transumanze” (prodotto da Ginko Film) e con la direttrice della fotografia Chiara Andrich. Il documentario narra la grande migrazione dei pastori sardi nella Toscana degli anni ’60, una storia italiana poco conosciuta di lavoro, conflitti sociali ed emancipazione nel passaggio dalla mezzadria all’industrializzazione. Un racconto corale che è scoperta del paesaggio, delle campagne, di un’attività ancora profondamente radicata nelle pratiche della pastorizia alle prese con le sfide della contemporaneità.

A Mònde non sono mancati momenti di spettacolo in linea con il tema. Come il cammino musicale tra Balcani, Africa e Puglia con il “Quartetto Immateriale”, che ha visto il Maestro Cesare Dell’Anna alla tromba, Ekland Hasa al piano, Gino Semeraro alla chitarra, accompagnati dalla bellissima voce del senegalese Talla Ndiaye.

Food Sound System” è stato, invece, lo spettacolo di cucina, musica dal vivo, teatro e video portato in scena da Donpasta, che con questa performance racconta alcuni dei valori più importanti che accomunano gli abitanti del Sud. “L’amore per la cucina e la convivialità sono due cose per me vitali, anche se intangibili, che mi hanno fatto riflettere su quanto sia importante raccontarci, raccontare le nostre origini, il nostro modo di funzionare che è un modo nobile di stare al mondo”, ha spiegato Donpasta.

Ai momenti di dibattito, condotti in maniera brillante dal giornalista Felice Sblendorio, è intervenuto anche Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento del Turismo e dell’Economia della Cultura della Regione Puglia, che ha sottolineato la necessità di riconnettere il Sud al resto d’Europa. “Abbiamo le radici affondate nel Mediterraneo e la testa nell’Europa, dobbiamo unire i territori, ricostituire il senso di comunità e ripartire”, ha sostenuto Patruno.

Una delle novità della 4^ edizione di Mònde è stato il mercatino dell’artigianato ospitato all’interno della sala conferenze della Biblioteca “C. Angelillis”, perché la custodia dell’immateriale passa anche attraverso le mani degli artigiani.

“Sicuramente alla prossima edizione di Mònde sarà dato maggiore spazio ai custodi del saper fare e del sapere, come, ad esempio i nostri cantori”, ha anticipato Luciano Toriello.

“Mònde-Festa del Cinema sui Cammini” è un’iniziativa di Apulia Film Commission e Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Turismo, a valere su risorse di bilancio autonomo della Fondazione AFC e risorse regionali POC 2007/2013 e del Piano straordinario “Custodiamo la Cultura in Puglia 2021”, prodotta nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network 2021, con il contributo del Parco Nazionale del Gargano e del Comune di Monte Sant’Angelo. Soggetto ideatore e organizzatore della manifestazione, per la Direzione artistica di Luciano Toriello, è MAD – Memorie Audiovisive della Daunia. Con il patrocinio di Università degli Studi di Foggia. Si ringrazia l’Archivio Storico Istituto Luce-Cinecittà. L’evento è realizzato in collaborazione con: “Monte Sant’Angelo Francigena”, “MooVeng”, “Colibrì”.

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Capitanata · Comunicati · News

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