Lunedì 27 Maggio 2024

Spezzato “L’ulivo della pace”

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Inqualificabile atto vandalico contro l’albero che ricorda il sindaco Vassallo

PER CINQUE anni è rimasto intoccato a fare bella e gratificante mostra di sé “L’ulivo della pace” come era stato definito l’esemplare di ulivo piantato in una piccola aiuola all’ingresso del molo di levante del porto storico di Manfredonia. Cinque anni che hanno sostenuto la speranza che rimanesse intoccato e rispettato non foss’altro per il valore etico che rappresentava. Quell’alberello era stato piantato con un semplice ma significativa cerimonia, agli inizi di settembre del 2017 a ricordo, come spiega una targa posta alla base della pianta, di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica nel salernitano, “testimone di buona politica” e per questo assassinato nel settembre del 2010 per mano della camorra. Un sindaco segnalatosi per la sua generosa e fattiva attività in favore del territorio e della gente tanto che è stato confermato alla guida della città per ben quattro mandati interrotti solo dalla sua barbara uccisione. Un esempio adottato dall’associazione culturale e politica “Manfredonia Nuova” che gli ha anche dedicato un convegno commemorativo.

A scoprire la ferita inferta all’Ulivo della pace, Michele Conoscitore, pescatore come Vassallo. «Un atto vandalico inqualificabile – ha commentato nel denunciare l’episodio – messo in atto nel volgare disprezzo per ciò che rappresenta: la natura, la bellezza del creato, la legalità, la buona volontà degli uomini».

Naturalmente il vile gesto nei confronti di un alberello indifeso, ha toccato la sensibilità degli ambienti marinari e culturali della città. Di tali sentimenti di condanna del vile gesto, si è fatta interprete la capogruppo consiliare di “Manfredonia Nuova”, Giulia Fresca: «Lo spregio – ha affermato in una nota – ai danni di un simbolo di pace, deve richiamare alla mente il sacrificio di quegli uomini delle Istituzioni che hanno perso la vita pur di perseguire la legalità e la giustizia. Autorevole testimonianza l’ha data recente visita del Procuratore Nicola Gratteri a Manfredonia – ha soggiunto – da me fortemente voluta per offrire una certificazione diretta dei rischi inenarrabili che uomini esemplari come il sindaco Vassallo, corrono nello svolgimento del proprio lavoro a tutela della libertà e della giustizia».

Nell’invitare il sindaco Gianni Rotice a «porre la dovuta attenzione per il rispetto, la tutela, la valorizzazione e la conoscenza di tutti i luoghi simbolo della città» ha altresì auspicato che «l’ulivo dedicato a Vassallo diventi il simbolo di unione contro l’illegalità e il crimine organizzato».

  Michele Apollonio

 

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