Chi visita Manfredonia non può perdersi Siponto, l’antico cuore pulsante della città. Qui, dove il passato si intreccia con il presente, sorge un Parco Archeologico di straordinaria bellezza, custode di resti di tombe, abitazioni e cimiteri che raccontano storie di secoli lontani. Ma il vero gioiello è la Basilica Paleocristiana, riportata a nuova vita nel 2016 grazie all’ingegno visionario di Edoardo Tresoldi. L’artista italiano ha dato forma a un’opera unica:
una basilica “fantasma” alta 14 metri, realizzata con 4.500 metri di rete metallica. La struttura, leggera e imponente al tempo stesso, richiama l’antica architettura della Basilica senza tradirne l’essenza, sovrapponendosi alle solide fondamenta storiche. Ci sono voluti cinque mesi di lavoro e un’abilità progettuale fuori dal comune per dare vita a questa magia, un’installazione che fonde tecnica e creatività. Il risultato è una visione che lascia senza fiato: una “basilica fantasma” che si staglia contro il cielo di Siponto, restituendo al sito il suo profilo originario con un tocco di modernità. L’installazione gioca con la luce e le ombre, creando un effetto ottico che raggiunge il suo apice al tramonto, quando la struttura sembra emergere da un sogno gotico in cui il tempo e la natura sembrano danzare intorno ad essa, conferendole un’aura quasi spettrale che incanta i visitatori. Scoprire Siponto significa addentrarsi in un mosaico di suggestioni, dove ogni frammento racconta storie di pietre antiche e visioni moderne, in cui il passato non è solo custodito, ma vive e respira attraverso le opere che lo celebrano. La rete metallica di Tresoldi diviene metafora di connessioni tra epoche, culture e sensibilità artistiche. In ogni suo dettaglio, questa struttura racconta la capacità dell’arte di trasformare ciò che è stato in qualcosa di eterno, reinventandolo senza tradirlo.
di Balzano Rosa, Nardini Noemi
4^C Liceo Artistico Multimediale e audiovisivo “Roncalli Euclide Rotundi Fermi”
Progetto “RISCOPRIAMO LA SCRITTURA”


Complimenti alle neo-scrittrici per l’articolo che sintetizza nel titolo . Bene hanno descritto l’intervento e sublimato l’opera di Tresoldi, che ormai grazie al “fantasma” ha superato i confini oceanici. Per i più che ormai conoscono il sito (personalmente l’ho visto sia proiettato su un visore digitale nella stazione di Milano che come poster adesivo sui bus a Londra), leggono come l’arte contemporanea si possa coniugare con la storia e l’arte classica. Abbiamo esempi di altri artisti che sono intervenuti, con dimensioni più ridotte, in altri contesti: Igor Mitoraj (es. con esposizione nell’area archeologia di Pompei);Mimmo Paladino (con installazioni a Pestum o a Firenze-Forte Belvedere). Doverosamente nel ns. caso dobbiamo ringraziare l’arch. Francesco Longobardi, all’epoca della realizzazione D.LL. del parco archeologico, e la d.ssa Anna Maria Tunzi, già direttrice del Museo Archeologico Nazionale sito nel Castello di Manfredonia.