Giovedì 16 Luglio 2026

“Cronache sipontine”, il racconto di una città che non dimentica

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Il 4 marzo Michele Apollonio ha compiuto 90 anni e Manfredonia ha, forse senza saperlo, festeggiato uno dei suoi figli più fedeli, uno di quelli che alla città hanno dedicato non solo il tempo ma l’intelligenza, la curiosità e quella rara capacità di guardare le cose con occhi insieme distaccati e appassionati che è la cifra dei grandi giornalisti. Collaboratore per anni della Gazzetta del Mezzogiorno, della Rai, dell’Ansa e di numerose testate nazionali e locali, Apollonio non ha mai smesso di scrivere e ancora oggi, puntualmente, porta la sua firma su ManfredoniaNews, come se novant’anni fossero soltanto un numero e la notizia continuasse ad aspettarlo ogni mattina. Per festeggiare questo traguardo straordinario ha scelto di fare quello che i giornalisti sanno fare meglio: ha messo insieme le parole. Ha raccolto in un volume edito da Apulia Aeditua una piccola scelta dei suoi tantissimi articoli, li ha titolati Cronache sipontine, tra la fine del Novecento e gli albori del Duemila e ha consegnato ai lettori un pezzo di storia viva della città, quella storia minuta e concreta che i libri ufficiali tendono a trascurare ma che è l’ossatura vera di ogni comunità. Gli articoli raccolti vanno dal 1997 al 2002 e spaziano su un ampio orizzonte tematico: il lavoro, lo sviluppo economico, le questioni sociali, la salvaguardia del territorio, le tradizioni locali, la politica. Tutto ciò che una città respira ogni giorno, raccontato però con quello stile forbito ed elegante che da sempre contraddistingue Apollonio e che trasforma la cronaca in qualcosa di più, in un racconto a puntate che risveglia ricordi lontani ma soprattutto rispolvera problemi antichi che, a distanza di un quarto di secolo, aspettano ancora una risposta. Tra le pagine del volume, infatti, riaffiorano vicende che chi ha memoria le ricorda bene e chi non ce l’ha farebbe bene a conoscere. Come la questione della bonifica della piana di Macchia, che nel 2000 diventò pomo della discordia quando il sindaco di Monte Sant’Angelo propose di insediarvi le industrie del Contratto d’area, aggravando una situazione già pesante a causa dell’impianto Enichem, in quegli anni già chiuso ma non ancora smantellato, che gravava come un’ipoteca su quella meravigliosa piana impedendo ancora una volta di immaginare per quella zona un futuro turistico degno delle sue potenzialità. Una storia di occasioni mancate che suona dolorosamente attuale. Ma la forza di questo libro non sta solo nel valore documentale, nella capacità di restituire fedelmente un’epoca. Sta in quel pizzico di poesia che Apollonio sa infilare persino negli articoli di cronaca, in quella voce riconoscibile che non è mai fredda registrazione dei fatti ma è sempre, come scrive bene il prefatore Armistizio Matteo Melillo, “coscienza critica e storica della città”. Una definizione che vale più di qualsiasi elogio. La redazione di ManfredoniaNews augura a Michele una vita lunga e lastricata di storie da raccontare.

Mariantonietta Di Sabato

Articolo presente in:
News

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