Giovedì 16 Luglio 2026

Cittadini sporcaccioni scoperti e sanzionati

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E arriva il CEAS, Centro di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile

 

Ritenevano di proteggere l’anonimato tra l’immondizia raccolta in un bustone e abbandonato per strada bene in vista. Ma evidentemente non hanno fatto i conti con Rita Valentino, battagliera e tenace assessora alla qualità della vita, che interpreta la delicata e complessa delega con puntiglioso impegno. Come dimostra il blitz effettuato nei confronti di alcuni bustoni ricolmi di rifiuti abbandonati pe strada. Con l’ausilio del personale dell’ASE e di agenti della Polizia locale, sono stati aperti quei bustoni e attraverso l’analisi dei contenuti, sono risaliti ai responsabili di quegli abbandoni fuori norma, individuati e sanzionati a norma di legge. Ad accusarli la loro stessa immondizia abbandonata furtivamente.

«Quello dell’abbandono abusivo dei rifiuti per strada, eludendo il servizio svolto dall’ASE – ha rilevato l’assessora Valentino – è tra i gesti più vergognosi e ignobili che un concittadino può commettere. È da incivili. Offende l’ambiente e l’intera comunità, in particolare la gran parte dei concittadini che osservano le regole. Chi non rispetta le norme vigenti e abbandona i rifiuti illecitamente, verrà individuato e sanzionato. Non permetteremo – assicura – che pochi incivili mortificano il lavoro quotidiano degli operatori del settore, e si facciano beffe del rispetto della stragrande maggioranza dei cittadini che tengono al decoro della città. La città non è – sancisce – una discarica».

L’intervento diretto sui fardelli dei rifiuti abbandonati per individuare gli autori sconsiderati, non è che uno dei tanti sistemi escogitati in quella che si configura come una lotta continua contro l’abbandono in discriminato dei rifiuti che pare non abbia limiti di ogni genere. E tanto nell’abitato quanto sul territorio. Come dimostrano le continue segnalazioni di Giuseppe Marasco, consigliere comunale e comandante delle guardie ambientali volontarie Civilis. È impressionante il ritmo accelerato con il quale vengono abbandonati i rifiuti. «Più che un abbandono – annota Marasco – siamo difronte a veri e propri depositi di rifiuti organizzati anche di evidente origine industriale che arrivano da fuori. Non parliamo poi delle automobili rubate e cannibalizzate abbandonate nei campi e nei corsi d’acqua con gravi pericoli per l’ambiente».

L’abbandono incontrollato dei rifiuti rappresenta fra le criticità più angoscianti che colpisce il decoro urbano e l’integrità ambientale, entrambi beni fondamentali da tutelare. Per tanti aspetti una delle principali emergenze ambientali del territorio che provoca danni al paesaggio, mette a rischio la salute pubblica, aumenta i costi a carico della collettività (evasioni a parte), penalizza l’immagine turistica di Manfredonia.

Un fronte molto ampio e variegato dietro al quale si nascondono attività scellerate riconducibili a modelli mafiosi. Si ricordano le ecoballe depositate in un lido abbandonato sulla riviera sipontina, ma anche in un un’area industriale di Macchia, e rimosse dopo una lunga serie di adempimenti burocratici, per il deciso intervento della stessa Valentino. È incredibile come squadre evidentemente organizzate, riescano a “colonizzare” con tonnellate di rifiuti, campagne, aree pubbliche trasformandole in discariche abusive. Rimuoverle significa impiegare risorse aggiuntive, attivare pratiche burocratiche con tutto quello che ne consegue.

Una lotta e una sfida continua, pressoché giornaliera, nella quale sono impegnati, con l’autorità comunale, i carabinieri forestali, la Guardia di finanza, la Polizia locale. «In questo difficile contesto – evienzia l’assessora Rita Valentino – importante e fondamentale è la collaborazione dei cittadini, delle scuole, delle associazioni, dei commercianti, delle imprese. La lotta all’abbandono dei rifiuti – insiste – assume un significato che va oltre il semplice rispetto delle norme, per assumere connotazioni di civiltà, responsabilità personale e collettiva e dunque amore per il proprio territorio. Si, è una questione culturale, di educazione civica».

Un impegno assoluto nella promozione delle politiche ambientali sostenuto dalla Regione Puglia con un finanziamento per l’istituzione a Manfredonia di un “Centro di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile”. «Un investimento – ha esplicitato il sindaco Domenico La Marca – nelle politiche di educazione ambientale e dunque un impegno per il futuro del territorio e delle nuove generazioni». E l’assessora Valentino: «Dotiamo Manfredonia di uno strumento stabile di educazione e sensibilizzazione ambientale, capace di coinvolgere cittadini, scuole e associazioni».

  Michele Apollonio

 

 

 

 

 

 

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