Martedì 16 Aprile 2024

Porti, il governo rilancia l'Authority unica Basso Adriatico-Ionio

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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi ha tolto dal limbro in cui era finita per 20 anni, la legge di riforma 84/94 dei porti.
Con questa bozza-proposta, il ministro persegue l’obiettivo di ridurre il numero delle Autorità portuali (24), le quali di fatto verrebbero sciolte e conferite in 8 super Authority chiamate Apl – Autorità portuale e logistica di interesse strategico – che sono: Alto Adriatico (Venezia e Trieste), Medio Adriatico (Ravenna e Ancona), Basso Adriatico-Ionio (Manfredonia, Taranto, Bari e Brindisi), Alto Tirreno (Genova, Savona e Spezia), Medio Tirreno (Livorno, Piombino, Marina di Carrara e Civitavecchia), Basso Tirreno (Napoli, Salerno e Gioia Tauro), Sardegna (Cagliari e Olbia), Sicilia (Palermo, Augusta, Messina e Catania).

All’interno di questo schema i due sistemi che sulla carta rappresentano la “punta di diamante” della portualità italiana sono Nord Tirreno e Alto Adriatico, che si muoverebbero sul mercato di destinazione finale del Centro Europa con una scala di attività e con livelli di efficienza in grado di competere con i colossi portuali nord europei. Uno schema coerente con la strategia della Ue che ha individuato i porti inclusi nelle reti (Ten-T) e nei corridoi europei.

Altri punti poi sono previsti dalla bozza ministeriale: le Apl possono approvare il Piano integrato logistico (Pil) con definizione delle scelte infrastrutturali, logistiche e territoriali dell’intero distretto. Il Pil costituisce automaticamente variante urbanistica nel territorio delle regioni interessate. In via esclusiva, svolgono anche la gestione del demanio marittimo.
Altro aspetto da non sottovalutare: le Apl possono acquisire partecipazioni all’estero. Nel contempo, cambiano gli organi di governo delle Authority. Nella bozza di Lupi, infatti, vengono eliminati i Comitati portuali e sostituiti con un Consiglio direttivo: il quale opera in sinergia con il presidente, nominato con decreto ministeriale, d’intesa con i presidenti delle Regioni interessate. Il Consiglio – oltre al presidente, che avrà un ruolo similare a quello di un amministratore delegato – sarà composto da 4 persone: un componente del ministero, un membro della Capitaneria, uno delle strutture portuali-interportuali e uno designato da ciascuna Regione del distretto. È’ prevista infine una Commissione consultiva, composta da 6 rappresentanti rispettivamente dei lavoratori, armatori, industriali, spedizionieri e agenti marittimi, autotrasportatori e imprese ferroviarie. In ultima istanza, l’Apl è sottratta a tutte le regole della pubblica amministrazione.

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Commenti

  • Auspicando un cambio di rotta… per il nostro porto affinchè finalmente possa dare un contributo fattivo agli scambi commerciali marittimi/terrestri della nostra capitanata e + in generale per la nazione Italia la quale non bisogna dimenticare e una penisole collocata nel mediterraneo su cui si affacciano molti paesi.
    Unitamente si vuole sperare anche nella presenza, finalmente, di risorse umane specialistiche… senza delel quali anche tale innovazione a nulla servirebbe !!!!

    semprevigile 18/01/2014 19:16 Rispondi

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