Martedì 16 Aprile 2024

Assessore cercasi

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PUNTO e accapo. Ad un anno e mezzo dal suo insediamento il sindaco eletto Gianni Rotice è alle prese con la ricerca di un nominativo cui affidare l’assessorato dei lavori pubblici. Come è infatti noto, con le dimissioni strillate e teatrali con tanto di risonanza televisiva nazionale, di Lucia Trigiani, quella poltrona è rimasta vuota. Un passaggio veloce e anonimo peraltro, protrattosi per poco più di un paio di settimane, che andava a colmare il vuoto prodottosi dopo la cacciata di Angelo Salvemini (anche questa teatrale e avvelenata) scelto da Rotice nelle fila delle sue liste. Destino di un assessorato indubbiamente sensibile, oberato da problemi operativi impegnativi? Neanche per sogno. L’uno e l’altro caso, al netto delle cause dirette che poco o niente hanno a che fare con la politica, sono ascrivibili a grossolani gossip che in ogni caso hanno messo in luce la scarsa qualità e le incongruenze del governo “roticiano”, e il mistero che grava sulla compagine amministrativa annidata su Palazzo San Domenico, che il “furor di popolo” boccia clamorosamente.

L’ACCAPO della faccenda assessorato vacante, è dato dai tanti interrogativi che si vanno sommando per la successione. L’incertezza regna sovrana. Le soffiate dei bene informati circa i nomi dei papabili, si accavallano in una sequenza infinita di conferme e smentite di intrighi che affondano in schermaglie che si sarebbero protratte in tutto questo tempo nell’ambito del comando Rotice. Tra queste anche quella dal marcato sapore provocatorio, che vorrebbe l’artefice del teatrino Trigiani (rivelazione dei retroscena personali alla emittente tv che è poi intervenuta a montare il caso) sarebbe un personaggio interno alla compagnia comunale segretamente (ma non tanto) spasimante per un posto in giunta. Si vedrà. Una variazione sul tema. A Manfredonia può succedere di tutto.

MA C’È chi non ci sta e sbraita. «Lo sfacelo della vita amministrativa, l’improvvisazione di una classe politica inadeguata, gl’inciampi e le brutte figure, le ribalte di vergogna nazionale, l’altare e la polvere per consulenti che si alternano ai tavoli tecnici senza averne titolo, i lavori pubblici come una giostra da cui gli assessori salgono e scendono (ed è di nuovo altro giro, altra corsa…), conflitti d’interesse mai risolti e presenze imbarazzanti a sostegno della maggioranza, superficialità nella emanazione dei provvedimenti, bandi di concorso annunciati pubblicati e ritirati mestamente, il verde pubblico e il decoro urbano in stato di putrefazione, e poi, e poi, e poi…» scrive il Pd in una nota.

«È ORMAI chiaro – incalza – che il governo cittadino è del tutto incapace di affrontare le sfide e la complessità del tempo. Senza contare che poco o nulla ci è dato sapere sulle magnifiche sorti che si profilavano all’orizzonte del PNRR, un’opportunità di sviluppo di assoluta unicità che, man mano che il tempo passa senza che niente accada, appare sempre più come un treno perso. Dopo un anno e mezzo la città è decisamente stanca di questa maggioranza, e non è difficile cogliere la stizza di tanti e la delusione anche di coloro che con più foga l’avevano sostenuta».

SOTTO ACCUSA Forza Italia, partner politico del governo Rotice, che in questo contesto ci ha già rimesso due consiglieri passati nelle fila di Rotice. L’idillio Rotice-Gatta è finito da tempo. Separati in municipio a danno di una Manfredonia sempre più allo sbando.

   Michele Apollonio

 

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