Mercoledì 20 Ottobre 2021

Caro Sindaco ti scrivo…

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Della mela che fu all’origine della disperazione dell’uomo. A tanti può sembrare eccessivo l’espulsione dei nostri primi avi dall’Eden, per una semplice mela, specie noi che abbiamo conosciuto altro che mele, rubate nel giardino della nostra società, nella quale c’è gente che ruba perfino a propria insaputa. Eppure, se ci pensiamo bene, vediamo che ancora una volta Dio non ha sbagliato, avendo capito che chi ruba una mela, violando la legge divina, è capace di rubare e rubare ancora. Questo lo sappiamo bene, perché conosciamo l’involuzione della nostra storia, maturata mela dopo mela, decadimento dopo decadimento, al punto che siamo diventati il ventre molle dell’Europa. Però, per favore, non si dica che siamo tutti uguali, perché vi è  tanta gente che ha dato e dà testimonianza della propria onestà e soffre nel vedersi associata a ladri e farabutti, nonostante i costi pagati in una società che non approva l’onestà, isola, deride o detesta chi la pratica, affinché il cerchio immondo della corruzione continui a girare.

         Ancora una volta, oculatamente, è intervenuto il nostro Papa, che ha convocato alle sette del mattino in San Pietro cinquecento rappresentanti politici del nostro Paese e, senza convenevoli, li ha sonoramente bastonati, come fece Gesù che sollevò il bastone contro scribi e farisei, i quali svolgevano, perfino nei luoghi sacri, i loro sporchi commerci. Il Papa ha spiegato loro che nella società c’è gente che vive e lavora onestamente, anche se alcuni possono sbagliare. Ma, ha aggiunto, c’è grande differenza tra chi qualche volta cede al peccato e coloro che peccano nell’esercizio di una funzione pubblica. Questi ultimi non sono semplici peccatori, dal momento che, col loro modo di fare e coinvolgendo altre persone, sono  spregevoli corruttori dell’intera società. A simili persone, che tanto male arrecano al vivere civile, non può essere concesso il perdono divino, perché non sono peccatori, ma infarciti di peccato.

         Alle affermazioni terribili di questo Papa meraviglioso, sono convinto che molti politici, e loro cortigiani, hanno terribilmente sofferto; non per pentimento, ma solo perché temono gli si guasti in mano la solita giostra. Molti altri invece – che pure nella nostra Italia così guasta, seguono la via dell’onestà – hanno gioito di gusto, davvero di gusto.

         Perciò, Sindaco, seguiamo l’insegnamento del Papa e facciamo tutti ogni sforzo per riportare gli orologi della politica al tempo in cui i nostri rappresentanti lottavano insieme al popolo e non avevano ancora abbandonato la strada della moralità. 

         Cordiali saluti.

Italo Magno

italo@italomagno.com

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News · Piazza Duomo

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