Venerdì 19 Agosto 2022

Per una chiesa missionaria: in ricordo di Padre Tonino Decembrino, un grande manfredoniano (di S. Cavicchia)

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Il 12/12/1988 ricevetti la lettera di padre Tonino Decembrino speditami il 30/11/1988 dal Bangladesh, inviata probabilmente anche ad altri, che qui pubblico in suo onore e ricordo. Eravamo amici di infanzia, siamo nati e cresciuti insieme in due abitazioni l’una accanto all’altra in via I Maggio. Molto religioso fin da ragazzo come lo era la sua famiglia, fu ordinato sacerdote nel ’71, missionario Saveriano. Della mia stessa età, nell’88, all’età di 23 anni si recò missionario in Bangladesh dove rimase fino alla sua morte avvenuta nel dicembre 1997 per malaria celebrale; rimase, quindi, missionario per tutta la vita in una terra, un paese, in cui i cristiani erano una piccolissima minoranza e molto numerosi i musulmani. Trovo nella lettera riferimenti all’attuale dibattito sul mondo musulmano e nessi concreti col vivere nella nostra terra, Manfredonia, che ci avvicinano a quel mondo che sembra così lontano, quando racconta il modo in cui i più poveri recuperano le spighe di riso dopo la mietitura, per sopravvivere. Un tempo anche nelle campagne manfredoniane avveniva qualcosa di simile, quando eraconsentito ai più poveri (i terrazzani) di raccogliere dopo la mietitura le spighe di grano sparse nei campi, abbandonate. E che dire del musulmano AtaurRahman, figlio di Dio che vive come un cristiano, vicino e a servizio dei poveri, e che è esempio del bene comune.

Devo confessare che quando sono in crisi o triste rileggo questa lettera e lo ringrazio per il calore che provo dentro il cuore, per il coraggio che mi dà, per l’affetto e la gioia che riprovo nel ricordarci bambini che giocano insieme nella strada, per la forte commozione, per l’idea ed il sentimento intimo e profondo che Dio è unico, è ecumenico, anche se ciascuna religione lo interpreta attraverso i propri testi sacri, anche se a me piace il Cristianesimo, il Vangelo e Cristo incarnato. Questo sento e vedo in Papa Francesco anche quando alza la voce, come avvenuto recentemente: la religione nella sua essenza è un grande valore, una grande speranza, una grande forza interiore, e va rispettata sempre come la libertà, anche se in suo nome sono stati compiuti e si compiono misfatti terribili, così come nel nome della libertà. E non nascondo che così a volte qualche lacrima mi esce spontanea e mi diventa più facile, naturale pregare. Grazie Tonino Decembrino, questo è stato veramente un Buon Natale.

 Silvio Cavicchia

N.b.: È da ricordare la meritevole sensibilità dell’associazione “Mondo Nuovo” di Manfredonia che nel 2010 gli ha conferito il premio Chiara Lubich, alla memoria. Perché non intitolargli una strada, una piazza, una struttura pubblica nella sua città, Manfredonia?

Bangladesh. Mymensingh, Natale ‘88

Carissimo Silvio,

spero che in questi tre mesi in cui non ci siamo più visti né sentiti, voi tutti siete stati bene. Io arrivai in Bangladesh appena nove giorni prima della disastrosa alluvione di settembre. Preghiamo il Signore affinché in futuro ci salvi da simili dolori e perché dia agli uomini di prendere opportuni provvedimenti. Da circa un mese mi sono trasferito al centro nord con il P. Osvaldo. Per ora siamo nella casa parrocchiale, dove anche il Vescovo vive. Ci stiamo muovendo nei villaggi vicini (fino a 50 km!) per conoscere la zona, cercando il posto dove stabilire il nostro centro. Dovremmo prendere una parte di qs.parrocchia. È la rima volta che i Saveriani vanno fuori della Diocesi di Khulna e lo facciamo per incoraggiare questa Diocesi di Mymensingh, nata appena un anno fa.

I cristiani, circa 50mila, sono tutti Mandi: una minoranza etnica fino a quarant’anni fa soli abitatori di questa regione. L’avvento del Pakistan diede ai bengalesi il diritto di entrarvi e con la legge o con la forza o con l’astuzia essi hanno preso in mano praticamente tutta la terra e costretto i Mandi a rifugiarsi in India o ad accontentarsi di una vita povera. Ho visto qualcuno che per sopravvivere toglieva il riso… dalla bocca dei topi. I più poveri appena mietuto vanno nel campo e zappano dove c’è la tana, fino a trovare la loro “dispensa”, cioè la camera dove sono raccolte le spighe di riso. Se fortunati in un giorno trovano fino a 8-10 kg di riso, mentre un operaio ne guadagna 3-4 al giorno.

Ma qui ho visto anche un segno del Regno di Dio che è presente fra gli uomini. A Dakua ci sono 24fam. cristiane, ma c’è anche un AtaurRahman, musulmano, che – sebbene ricco –vive in una capanna di fango e paglia, come un povero. Naturalmente egli potrebbe sistemare meglio se stesso, la moglie e i sei figli; ma egli ha concentrato i suoi obiettivi e tutti i suoi sforzi sulla costruzione di una scuola per ragazze. A sue spese già funzionano 8 classi, in un capannone suo. Ma lui sogna una scuola vera, in muratura, più grande, con annesso ostello per accogliere le ragazze più povere o provenienti da più lontano. A questo nobile scopo egli destina tutto il ricavato dei raccolti dei suoi dodici ettari (una vera proprietà qui) edil suo stipendio di professore di lettere, mentre sua moglie, anch’essa insegnante, col suo lavoro manda avanti la famiglia e fa studiare i figli, di cui due all’università.

AtahurRahman, figlio di Allah, figlio di Dio con la tua vita mi hai fatto capire che la vita da Dio ci viene data per farne dono; che se non si è dono non si è nulla. Benedetto sii tu che cammini nel nome del Signore. Tu sei di incoraggiamento a noi, discepoli del Dio incarnato e crocifisso, che stiamo per diventare tuoi vicini di casa, vicini di cuore.

AtahurRahman è un invito per noi tutti ad essere nel mondo strumenti di Dio e continuazione del verbo fatto carne.

Buon Natale a te ed ai tuoi, specie a papà.

Tonino Decembrino

foto www.saverianibrescia.com

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