Giovedì 23 Maggio 2024

Vieste: arresti per i Notarangelo. Eseguite tre misure cautelari per armi e droga

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I Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di tre soggetti di Vieste, accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di cocaina e porto abusivo di arma da fuoco.

Le indagini, condotte attraverso attività tecnica ed innumerevoli servizi sul territorio, hanno consentito di accertare una serie di episodi di spaccio di cocaina verificatisi a Vieste nel gennaio del 2015: il fiorente giro d’affari di circa 20.000 euro al mese era gestito dal venticinquenne NOTARANGELO Danilo, figlio di un cugino del capo clan NOTARANGELO Angelo, ucciso in un agguato il 26 gennaio 2015 e dal trentaseienne CALABRESE Michele, rivenditori per vari pusher della zona.

Sin dalle prime fasi delle indagini sono stati acquisiti determinanti elementi probatori a carico degli indagati riuscendo a monitorare le varie fasi dell’attività illecita, dalla fase dell’approvvigionamento, “sta figliando una scrofa” era il gergo utilizzato per intendersi che stavano arrivando i fornitori, alla fase dello smercio al dettaglio.

Sono poi emersi elementi di reità in relazione anche al possesso di armi semiautomatiche da parte del ventottenne NOTARANGELO Bartolomeo Pio, anch’egli figlio di un cugino del defunto NOTARANGELO Angelo, e di NOTARANGELO Danilo.

A riscontro di ciò, nell’aprile del 2015 quest’ultimo veniva arrestato dai Carabinieri di Vieste poiché trovato in possesso di una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa.

Nella circostanza I Carabinieri della Tenenza di Vieste, procedevano ad una perquisizione personale in strada a suo carico, rinvenendo, agganciata alla parte anteriore della cintura dei pantaloni, all’altezza della fibbia, una pistola marca Beretta 7.65 con matricola abrasa, con cane armato, colpo in canna e completa di caricatore con sette cartucce.

I tre, dopo le formalità di rito, sono stati associati alla Casa Circondariale di Foggia.

Articolo presente in:
Capitanata · Cronaca · News

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