Venerdì 1 Marzo 2024

L’AGESCI Zona Daunia in piazza con “LIBERA” il 21 marzo scorso

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A Foggia, il 21 marzo 2016. Per la XXI° Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia, anche l’AGESCI – ZONA DAUNIA, con i gruppi Fg 3.8 e Manfredonia 1, era presente insieme a LIBERA nelle strade della città per celebrare il ricordo di chi, da vittima, ha perso la vita per la dilagante illegalità-ci dice Patrizia Delli Carri del gruppo scout foggia 38-.

Noi scout abbiamo dato una grossa mano per accogliere le centinaia di persone che hanno raggiunto Foggia da tutta la Puglia, e non solo, per partecipare alla manifestazione. Sono giunti in Via Galliani una trentina di pullman colmi soprattutto di giovani e di studenti.

Un’emozione grande è stato vedere due pullman che giungevano dalla provincia di Taranto con a bordo ragazzini di I anno di scuola media inferiore, carichi di entusiasmo e armati di striscioni hanno raggiunto il resto del corteo che aspettava di partire davanti alla Villa Comunale. Vederli cosi piccoli e già consapevoli dell’importanza della legalità…..non ha prezzo-continua Patrizia-.

Il corteo si è concluso in Piazza Umberto Giordano dove è stato letto, su un palco, un lungo elenco delle vittime di mafia; nel leggerlo si sono alternati autorità, volontari e parenti delle stesse, riconoscibili per la voce tremolante nel pronunciare i nomi dei loro cari. La lettura dei nomi è stata affiancata da un maxischermo in costante collegamento con Messina dove era in corso la manifestazione nazionale e da dove è giunta forte la voce di don Ciotti per la Giustizia.

Vedere una piazza gremita di gente, soprattutto giovani, in fervore per la manifestazione è stata una calda carezza per il mio cuore foggiano che negli ultimi mesi è stato scosso dai frequenti episodi criminali che hanno colpito in nostro territorio dando conferma a una pericolosa presenza mafiosa. Se ci crediamo…..INSIEME….possiamo farcela nel… “Cercare di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’abbiamo trovato”! (Baden Powell)-conclude la capo scout Patrizia -.

Siamo nella biblioteca del Liceo Lanza di Foggia  dove a conclusione della manifestazione di Libera si svolge un WORKSHOP sulla LEGALITA’-chiosa Maria Ciuffreda del gruppo scout Foggia 38-. Dopo la commovente  testimonianza di Alessandro Tedesco, figlio di un carabiniere ucciso dalla mafia nell’ottobre del 1989 a soli 40 anni,  perché stava svolgendo delle indagini sulle infiltrazioni della Sacra Corona Unita nell’Italsider di Taranto e quindi stava facendo il suo dovere, parte il gioco di ruolo condotto dall’Agesci della Zona Daunia  “Alla ricerca della legalità perduta” –continua Maria -. Io, per l’occasione Sindaco neo-eletto della cittadina di Corruttopoly, in cui imperversano corruzione e illegalità, convoco a raccolta tutti i cittadini (una nutrita rappresentanza di studenti provenienti da tutta la Puglia) per coinvolgerli nella battaglia per la legalità. Onesti e Corruttori cominciano a confondersi, nella sala c’è un gran fermento e alla fine gli onesti riescono a scovare i corruttor.

Gennaro Tedesco, giornalista, un passato da scout nel gruppo del San Giovanni Rotondo 1, testimonia la difficoltà di fare il giornalista quando si decide di raccontare e denunciare le situazioni di mala politica, di infiltrazioni mafiose, di corruzione,   quando si decide di convivere con la paura, ma nello stesso tempo con la certezza di fare la cosa giusta, quando lo schierarti con gli onesti per vincere la battaglia contro i corrotti mette a rischio la tua  vita.

Questo intenso pomeriggio dove il gioco e le testimonianze si sono mescolati, dove ci auguriamo si siano costruiti i ponti della memoria per creare i luoghi d’impegno, si chiude con un monologo del CUT (Centro Universitario Teatrale)  di Foggia sull’imprenditore foggiano Giovanni Panunzio, ucciso nel novembre del 1992 dalla mafia, perché non aveva ceduto ai suoi estorsori. Un monologo denso di pathos che ci pone davanti il dilemma di un uomo che per tre anni ha combattuto convinto di sfiaccare i suoi estorsori, perché lui, che aveva ancora le mani piene di calli, perché aveva dedicato una vita al lavoro pensando al futuro dei propri figli, non poteva permettere a questa gente di impedirgli di guardarli negli occhi, perché aveva ceduto alla loro legge. Il dilemma di Giovanni Panunzio terminò il 6 novembre del 1992 alle ore 22.40, quando un balordo, si sicuramente un balordo, pose fine alla sua vita fatta di sacrifici e lavoro per un futuro migliore dei propri figli-conclude Maria Ciuffreda Capo scout FG 3.8-

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