Giovedì 29 Febbraio 2024

Coord. Ambiente e Salute Manfredonia: "Dall’Enichem all’Energas, la stessa logica"

0 0

Il 26 settembre del 1976 Manfredonia ha vissuto una delle esperienze più tragiche della sua storia a causa dello scoppio della colonna dell’arsenico dell’EniChem che riversò sulla città tonnellate e tonnellate del micidiale veleno che si è aggiunto a quello rilasciato nel normale funzionamento.

Il 26 settembre 2016 in occasione del quarantennale del tragico evento il Coordinamento Ambiente e Salute Manfredonia e la Commissione Scientifica per lo studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione di Manfredonia, insieme all’Amministrazione Comunale, organizzano una serie di eventi per ricordare e onorare i tanti morti per malattie tumorali e non e disegnare un nuovo modello di sviluppo.

Nell’ambito della programmazione economica nazionale per lo sviluppo del Sud, alla fine degli anni 60, la scelta di ubicare un colosso chimico senza futuro, vicinissimo alla città di Manfredonia, nella così detta “piana degli ulivi”, un’area di grande valenza agricola, ambientale e turistica, è stata fortemente penalizzante per il nostro territorio.

Esso, Infatti, ci ha lasciato solo una pesante eredità, sia sul piano del mancato sviluppo economico, sia per il pesante inquinamento del suolo, del mare, dell’aria con la conseguenza di malattie che la popolazione sta ancora oggi vivendo tragicamente sulla propria pelle e che la commissione attraverso l’indagine sta confermando.

La città allora, segnata da una forte disoccupazione ed emigrazione, subì il ricatto occupazionale, avendo in cambio “pane e veleno” con la connivenza delle istituzioni, ASL, sindacati, e apparati tecnico-scientifici che non hanno vigilato sul devastante impatto ambientale integrale.

Manfredonia, alla fine degli anni 80, divenuta consapevole di essere stata oggetto di una politica industriale coloniale, senza alcun rispetto del diritto alla vita e alla salute degli operai e della popolazione, tenuta all’oscuro dei rischi cui andava incontro, attraverso una lotta popolare tenace ed eroica ha evidenziato l’incompatibilità economica, ambientale e psicologica con la fabbrica, determinandone la chiusura.

ORA COME ALLORA il nostro territorio sta per subire un nuovo attacco: l’installazione, da parte della multinazionale Q8 rappresentata da ENERGAS, di un mega deposito di 60 milioni di litri di gas GPL in località Santo Spiriticchio, situata nelle immediate vicinanze della città, a pochi chilometri dall’Oasi Lago Salso e contigua al Parco del Gargano.

ORA COME ALLORA Energas promette lavoro e sviluppo, mentendo, però, perché i posti previsti dal progetto presentato sono 76 di cui pochissimi per le maestranze di Manfredonia, ma ne cancella tantissimi nella pesca, agricoltura e turismo, ignorando le vocazioni del territorio da cui, solo, può scaturire uno sviluppo vero e duraturo.

Tale progetto, presentato nell’ambito del Contratto d’Area già nel ’99 e fallito grazie alla lotta di cittadini e cittadine di Manfredonia e della provincia, è oggi riproposto ampliato e ancor più devastante in una zona di pregio ambientale per la sua biodiversità (ZPS E SIC) e di rilievo culturale per i reperti archeologici che custodisce.

La pericolosità dell’impianto, legata al rischio di incidente rilevante, è amplificata dalla sismicità della zona e dalla vicinanza alla base Nato di Amendola, cui vanno aggiunti i possibili incidenti nel trasporto via mare, su gomma e su ferrovia (Viareggio docet).

Energas, inoltre, userà per il trasporto del gas gli stessi strumenti tecnici utilizzati per l’ammoniaca dall’EniChem. Non possiamo dimenticare poi, il rilascio di ammoniaca che ha provocato panico e fuga dalla città, priva di vie di uscita, dell’intera popolazione.

Il processo di riscaldamento del gas attraverso lo scambiatore di calore, che usa l’acqua del mare in entrata e uscita presso il molo industriale, in quel tratto di mare del golfo già sacrificato ai cicli della chimica e della “bonifica”, comprometterebbe negli anni la vita della flora e della fauna con gravi ripercussioni ecologiche ed economiche nel comparto pesca.

La lotta dei cittadini e cittadine di Manfredonia contro l’Enichem è intervenuta a posteriori a rimediare alle ricadute fortemente negative sull’economia, sull’ambiente, sulla vita e salute degli operai e della popolazione.

Se la lezione dell’esperienza dell’EniChem e della lotta per la sua chiusura deve avere un senso, ORA COME ALLORA Manfredonia deve levare alta la sua protesta contro L’Energas per PREVENIRE un nuovo scempio del territorio, i danni all’economia, alla salute e scongiurare la convivenza con il rischio di incidente che comprometterebbe il benessere psicologico della popolazione e qualora si verificasse, cancellerebbe ogni forma di vita nel raggio di decine e decine di Kilometri.

Il Coordinamento Ambiente e Salute Manfredonia, laboratorio politico, nato per contribuire all’indagine partecipata, condotta dalla Commissione epidemiologica e per sostenere le ragioni del diritto alla vita e alla salute e prefigurare un diverso modello di sviluppo per la città di Manfredonia, e di tutta la provincia, esprime pertanto un NO deciso e convinto al progetto ENERGAS.

 

                                    Il Coordinamento Ambiente e Salute Manfredonia

Articolo presente in:
News

Commenti

  • Ce ne avete messo di tempo per schierarvi

    Manfredoniano 22/09/2016 15:35 Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *