Mercoledì 22 Maggio 2024

Piano per il Sud determinante per la produzione, i servizi e le Persone del Sud 

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Franklin D. Roosevelt con la famosissima frase “il mare calmo non ha mai reso il marinaio esperto” intendeva il mare nell’accezione moderna della comunità internazionale: il mare come un mezzo. Un mezzo che unisce i popoli e consente i traffici commerciali.
In tutto questo nella gerarchia dei sette mari del mondo – da quello del Nord America a quello dell’Est Asiatico – nel quinquennio 2014-2018 la movimentazione dei container è cresciuta in tutte le aree, in particolar modo il Mediterraneo ha registrato la performance migliore (fonte SRM) con un 22% in più rispetto ai cinque anni precedenti (più 500% dal 1995).
Come detto da fonti autorevoli, centri di ricerca e Autorità Portuali di Sistema, tutto questo è dovuto ad un profondo cambiamento delle gerarchie del gigantismo navale. Quattro sono gli eventi degni di nota: Evergreen conferma l’ordine a Samsung Heavy Industries per sei portacontainer da 24mila TEU; MSC ordina altre 5 mega portacontainer da 23mila TEU; Cosco progetta maxi navi da 25mila TEU; MSC Gulsun ha registrato l’ennesimo suo record su scala mondiale con 24mila TEU.
In tutto questo il Sud Italia con i suoi porti e quartieri retroportuali che ruolo hanno? Basterebbe che ognuno di noi ritornasse nella propria classe in prima elementare ad osservare la cartina geografica posta su una delle quattro pareti dell’aula.  Il Sud nel cuore del Mediterraneo. In particolare la Puglia ha una posizione strategica e favorevole per l’economia del mare.
Con questo approccio quest’oggi parlerò delle Zone Economiche Speciali (ZES) pugliesi e delle importanti novità emerse nel Piano per il Sud del Min. Provenzano al Congresso della cooperazione produzione e servizi delle cooperative aderenti al sistema della Legacoop Puglia.
È del tutto evidente che la cooperazione in Italia riveste un ruolo decisivo, in particolar modo quelle imprese cooperative che si occupano di logistica. Infatti, l’85% delle imprese manifatturiere affida in outsourcing la logistica. In questo la resa ex-works gioca un ruolo primario sia nell’export e sia nel caso delle importazioni.
Lo sviluppo della logistica in area retroportuale è un’opportunità per valorizzare l’alto potenziale collegato al valore aggiunto delle merci e sviluppare attività di servizi collegate. Il recente Piano per il Sud ed in particolar modo la linea programmatica “Rafforzamento delle Zone Economiche Speciali” fa ben sperare quando espressamente prevede l’istituzione della Zona Franca Doganale Interclusa – sospensione IVA e zero dazi import/export delle merci extra-UE – per ogni ZES e il finanziamento e la realizzazione delle infrastrutture “ultimo miglio” nelle aree retroportuali delle ZES. A questo ovviamente dovranno corrispondere misure di incentivo fiscale (credito d’imposta rafforzato, 100 milioni FSC) e semplificazioni di tipo sia amministrativo e sia fiscale, due esempi: il primo, kit localizzativo degli Enti Locali e il secondo, legge regionale per l’eliminazione dell’IRAP.
Per fare tutto questo è evidente però che bisogna avere sempre come riferimento “la comunità delle persone” che è l’impresa. Questa definizione fa la differenza tra ZES e ZES nel mondo. È provato che delle attuali 5.400 free trade zone (su di una base di 150 Paesi nel mondo) vi sono 100 milioni di lavoratori diretti e di esse il 35% (1.890) sono sufficientemente o completamente utilizzate. Cosa vuol dire utilizzate? Che da green field (prato verde) sono diventate realtà industriali produttive e nella stragrande maggioranza dei casi vi sono incentivi relativi alla Persona (lavoratore ed imprenditore).
Prendete il caso delle 30 (trenta!) free zone degli Emirati Arabi Uniti (prima fra tutte la Jebel Ali Free Zone di Dubai): da un lato, nessuna tassa sul reddito personale e dall’altro lato procedure d’assunzione del personale semplici ed efficienti con, ovviamente, una disponibilità di manodopera (nella maggior parte dei casi: expatries) competitiva, qualificata ed esperta.
A questo deve tendere la Puglia, diventare attraente per tutte le Persone: per chi c’è già e per chi verrà, come avvenne qualche lustro fa con i fratelli armatori Petruzzelli di Trieste.
di Giuseppe Moro, già componente Task Force ZES Puglia

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