Venerdì 12 Luglio 2024

Ricominciamo… da dove? Una stagione turistica tutta da ricostruire… a Manfredonia

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Il coronavirus ha messo in ginocchio la nostra nazione ed il mondo intero, generando un’emergenza non solo sanitaria, ma anche economica. Uno dei settori più colpiti è quello turistico, soprattutto in Puglia, regione che vede in esso uno dei pilastri della sua economia. Manfredonia, città dalle mille risorse, spesso non espresse come potrebbe, è purtroppo abituata a penare. Già nelle passate stagioni “di mare”, ha subito non pochi danni a causa della questione sollevata dal mal funzionamento del depuratore e dalla presunta acqua non cristallina, oltre al dissesto dell’immagine e delle casse comunali che hanno disorganizzato a dovere i servizi alla città. Con la stagione estiva 2020 ormai imminente, lo scorso 15 aprile il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emesso un’ordinanza, la quale concede l’accesso negli stabilimenti balneari esclusivamente per interventi di manutenzione, sistemazione, pulizia, installazioni e allestimenti delle spiagge, senza esecuzione di modifiche o nuove opere, purché gli stessi siano svolti adottando ogni misura sanitaria precauzionale e previa comunicazione alla Prefettura. Sempre Emiliano sta ipotizzando diverse misure: limite di capienza nelle spiagge, controllata con degli elicotteri e un accordo con i titolari degli stabilimenti per la gestione dei flussi anche nelle spiagge libere. Tuttavia tale ordinanza, vigente fino al 3 maggio (termine di efficacia delle misure stabilite dal DPCM 10 aprile 2020), non da certezze su come si dovrà gestire la prossima stagione estiva. L’ordinanza è stata definita da Giandiego Gatta, vicepresidente del Consiglio Regionale, “estremamente vaga”. Proprio per questa vaghezza e incertezza, i titolari degli stabilimenti del territorio da noi interpellati non hanno avviato alcun lavoro di manutenzione. Del resto chi può sapere come si evolverà il virus nella fase 2? Come sottolinea Patrizia Salice, titolare di Lido Aurora, non è chiara neanche la modalità di comunicazione di tali lavori alla Prefettura: anche in questo l’ordinanza si rivela vaga e fuorviante. Tutti gli operatori all’unisono ritengono assolutamente necessario “pensare a forme di sostegno concrete” ed emettere direttive più chiare. Ad esempio, uno dei punti focali delle richieste da parte degli imprenditori balneari è che la proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2033, proroga stabilita con legge nazionale, venga attuata da tutti i Comuni senza ostruzionismo. La proroga è stata, giustamente, attuata tempestivamente da alcuni Comuni pugliesi dai connotati fortemente turistici, come Bari e Mattinata. Il nostro Comune, invece, dove il turismo è altrettanto importante, non si è ancora espresso in merito, creando ulteriore incertezza sul da farsi. È importante sottolineare che anche il Comune di Mattinata è commissariato come il nostro, quindi ciò non può e non deve giustificare il fortissimo ritardo di Manfredonia. Questa proroga è assolutamente vitale, in quanto essa serve per offrire una prospettiva a lungo termine agli investimenti fatti dall’imprenditoria balneare. Questo è un punto sul quale si sofferma anche Davide Salice, socio del Lido Aurora, il quale sostiene che con una concessione che scade nel 2020 nessuna banca finanzierebbe gli imprenditori balneari. Anche Vincenzo Picardi, titolare di African Beach, Manuel Marzocca di Acquapark Ippocampo e Michele Spagnuolo dello stabilimento La Roca, sostengono di non aver ancora avviato i lavori di manutenzione, rimandati a quando si sarà in grado di valutare l’economicità dell’apertura. Gli addetti del settore balneare reclamano, lecitamente, delle certezze al più presto, dovendo muoversi per tempo per adeguare le strutture al distanziamento sociale e alla sanificazione dell’ambiente. Lavorare con gli stessi costi degli anni passati sarebbe insostenibile economicamente per tale ragione sono necessari sussidi dalla Regione e dallo Stato, sia in termini di liquidità sia in termini di riduzione del canone pagato al Demanio marittimo. È della stessa opinione Giovanni Paternostro, titolare del lido Tricarico, il quale, trovandosi sulla piccola spiaggia di Manfredonia, risentirebbe ulteriormente dell’eventuale distanza di sicurezza tra gli ombrelloni, dovendo praticamente dimezzare l’utenza e i guadagni. Anche lui attende certezze più concrete prima di iniziare qualsiasi tipo di manutenzione e sanificazione. Fortunatamente, qualcosa si sta muovendo: tra l’Assessorato regionale all’Industria Turistica e culturale e il Coordinamento per l’emergenza epidemiologica in Puglia è nata una collaborazione per costruire un modus operandi in vista della fase 2. Questa sinergia è nata dalla constatazione che, sebbene la tutela della salute pubblica sia una priorità assoluta, è strettamente necessario salvaguardare anche gli operatori del turismo e della cultura. È nato così un Manuale per la Ripresa, che ha come scopo quello di tracciare delle direttive per la ripartenza, tenendo sempre conto delle norme sanitarie contenitive del virus. Sarebbe auspicabile che tutte le indicazioni utili vengano divulgate già ai primi di maggio, in modo che gli operatori abbiano almeno un mese per organizzarsi ed essere pronti poi a partire da giugno. Entro i prossimi dieci giorni un gruppo di esperti dovrebbe definire le linee guida, per poi redigere in linea definitiva il Manuale. Inoltre, sono stati raccolti dati dettagliati tramite questionari su una piattaforma informatica implementata dalla Regione Puglia, sugli effetti della pandemia sui settori culturali e turistici in Puglia. Tramite questi questionari l’Amministrazione Regionale saprà indirizzare i propri interventi nella giusta direzione. Infine, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha firmato circa un mese fa un’ordinanza che posticipa al 15 dicembre il pagamento dei canoni e dei diritti portuali. In questo momento più che mai, i nostri operatori turistici e tutto l’indotto, hanno necessità che le istituzioni siano presenti: nazionali, regionali e soprattutto comunali perché da questo brutto incubo ne dobbiamo uscire e se non ci rimbocchiamo le maniche, ognuno per la sua parte, sarà ancora più dura per tutti.

di Giuliana Scaramuzzi

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Commenti

  • Ma voi siete pazzi, al posto di difenderci da questo virus ke ha colpito tutto il mondo voi pensate ad andare al mare? Ma non siete normali, vediamo se vi beccate il virus se volete andare ancora al mare‍♀️‍♀️‍♀️

    Lina 26/04/2020 23:30 Rispondi
  • Ma queste persone che tengono i li in gestione,non si sazziano mai.Adesso pretendono anche i fondi dalla regione, con due persone che fanno lavorare, le spiagge sono di tutti e non solo di persone che c’è l’anno da tanti anni.Se iofossi la regione farei dei controlli di quando guadagnano x tutto l’estate.questi gestori di spiagge guadagnò tanto e lo fanno tutto in nero.(PS)basta di questi politici di turno che x avere qualche voto in più è magare l’ombrellone gratis sposano la causa di questa gente.

    pensionato 26/04/2020 17:31 Rispondi

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