Venerdì 23 Aprile 2021

Molo21: “Educare in comune”: un’occasione per la nostra città“

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A causa della pandemia sanitaria legata al covid-19, la situazione sociale, economica e culturale in numerose comunità è nettamente peggiorata: studi nazionali evidenziano che gli effetti sull’economia e la chiusura di molti servizi hanno inciso sulla povertà economica e acuito le disuguaglianze e i divari che sono alla base della povertà educativa.

 

In siffatta situazione un bambino/a o un adolescente è  di fatto privato del diritto all’apprendimento in senso lato, delle opportunità culturali ed educative, del diritto al gioco, dell’accesso, in generale, a beni e servizi dedicati, ad opportunità di apprendimento e di fruizione non formale di cultura e arti, necessari alla crescita.

 

La povertà educativa è un fenomeno multidimensionale, le cui cause derivano dunque anche dalla povertà di relazioni, dall’isolamento e dalla cattiva alimentazione e cura della salute. In particolare, la dimensione emotiva della socialità, del costrutto valoriale e della capacità di relazionarsi con le realtà di riferimento, sia esterne che interne, è insidiosa, quanto e più di quella economica.

 

Tale forma di povertà non è solo causa dello svantaggio sociale (ed economico) ascrivibile alla famiglia di origine, ma è interrelata al divario socio-territoriale e alla dimensione qualitativa della comunità educante di riferimento.

 

Il Dipartimento per le politiche della famiglia, in tal senso, promuove l’attuazione d’interventi progettuali, anche sperimentali, per il contrasto alla povertà educativa e il sostegno delle potenzialità fisiche, cognitive, emotive e sociali delle persone di minore età, al fine di renderle attive e responsabili all’interno delle comunità di appartenenza e promuovere il rispetto delle differenze culturali, linguistiche, religiose, etniche e di genere esistenti.

 

A tal fine, il bando “Educare in Comune” propone azioni di intervento a livello comunale per restituire importanza e protagonismo agli attori locali della “comunità educante”, per sperimentare, attuare e consolidare sui territori modelli e servizi di welfare di comunità nei quali le persone di minore età e le proprie famiglie diventino protagonisti sia come beneficiari degli interventi, sia come soggetti attivi d’intervento.

 

Per “comunità educante” si intende la rete di solidarietà territoriale costituita da tutti coloro che partecipano con responsabilità, in maniera sinergica e con la stessa cultura pedagogica, alla crescita dei minori. Una pluralità di adulti di riferimento – che va dai genitori, alla scuola, al sistema economico, giuridico e culturale, al terzo settore (comprese le istituzioni religiose e il mondo dello sport) – che, a vario titolo, si adopera per tutelare e valorizzare la dimensione sociale del processo educativo.

 

Gli interventi promossi per ciascuna delle aree tematiche devono garantire un complessivo ed organico approccio multidisciplinare: famiglia come risorsa, relazione e inclusione, e cultura, arte e ambiente.

 

Possono partecipare i comuni, in qualità di unici beneficiari del finanziamento, singolarmente o in forma associata anche in collaborazione con enti pubblici e privati.

 

Le proposte progettuali devono avere una durata di 12 mesi e il contributo minimo per progetto è pari a € 50.000, mentre il contributo massimo per progetto è di € 350.000. La quota di co-finanziamento da parte del Dipartimento per le politiche della famiglia è del 100%.

 

Per la nostra città presentare una proposta progettuale in tal senso e, perché no, vincerla significherebbe una boccata d’ossigeno per un settore (come quello dei servizi sociali) che da anni affronta difficoltà enormi presenti nella nostra Comunità.

 

In questo contesto evidenziamo l’importanza dei finanziamenti (europei, nazionali e regionali) per gli Enti Locali e in particolare per il futuro della nostra comunità, atteso che saranno quasi sicuramente l’unica fonte di sviluppo, in considerazione della grave situazione economica in cui versa il nostro Ente.

 

In virtù di quanto innanzi esposto, invitiamo la Commissione Straordinaria del Comune di Manfredonia, singolarmente o in forma associata anche in collaborazione con enti pubblici e privati che si occupano di tale tema, ad attivarsi affinché non si perda questo importante contributo da destinarsi alle famiglie più bisognose.  

 

Noi di Molo 21 sentiamo il dovere di impegnarci per elaborare un progetto avente ad oggetto il tema del contrasto alla povertà educativa e metterlo al servizio della nostra comunità.

 

A tal fine, invitiamo tutti a collaborare per realizzare insieme una proposta progettuale da sottoporre all’attenzione del Comune di Manfredonia e degli altri possibili soggetti proponenti.

 

Noi ci stiamo già lavorando!

 

Ora più che mai c’è bisogno di rimboccarsi le maniche e remare, tutti insieme, verso un obiettivo ben definito: il bene della nostra comunità.

Redazione G.
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