Sabato 6 Marzo 2021

G. Caratù: Su Ase chi non sa taccia, chi è dovuto a conoscere agisca presto

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La nota di Manfredonia che Funziona circa la delibera della commissione straordinaria del Comune di Manfredonia con oggetto “adeguamento statuto partecipate” ha prodotto reazioni che non ci aspettavamo. Alcune scomposte, altre  fuori luogo, altre ancora fumose per distogliere le vere responsabilità.
Voglio innanzitutto rassicurare l’avvocato ex-sindaco Gaetano Prencipe (di cui sono onorato di averne l’amicizia) che la mia lettura della delibera non è stata nè  frettolosa nè superficiale.
Altri, pensando  di essere in campagna elettorale, hanno ritenuto opportuno fare comizi su Facebook andando fuori tema.
Chi doveva rispondere ha ritenuto tacere, o fare lezioni di filosofia senza rispondere alle domande poste. Come l’amministratore unico dottor Rossi che in un suo comunicato afferma  “nessun regalo, ma neanche nessuna rendita di posizione o vassallaggio. Riteniamo che in passato la gestione comprensoriale è fallita…e i piccoli comuni hanno avuto timore di essere schiacciati da Manfredonia”.  Queste le dichiarazioni di Rossi come amministratore unico a.s.e. , che ricordo avere un capitale a quasi totalità derivante del comune di Manfredonia. Dichiarazioni che ci fanno riflettere.
VENIAMO AI FATTI.

La commissione straordinaria con i poteri del consiglio approva sostanziose modifiche allo statuto a.s.e.
Prontamente il comune di Vieste, socio di minoranza, approva. In modo tempestivo e  con grande entusiasmo l’amministratore unico manda una lettera ai comuni dell’ A.R.O. in cui proponeva agli stessi,  in cambio del servizio, di poter diventare per una quota soci dell’a.s.e. e partecipare  paritariamente alla nomina dell’amministratore.
Ricordo chiaramente che nella conferenza stampa di presentazione del dottor Rossi metà del suo tempo è stato impiegato per ringraziare il sindaco di Vieste per la sua partecipazione all’assemblea dei soci e per la nomina dello stesso Rossi. Nonché la bellissima intervista di una nota emittente sipontina al sindaco di Vieste.

Ma la domanda posta ai protagonisti era chiara “avete fatto gli interessi della città proprietaria dell’a.s.e.? Domanda  senza riscontro, anzi qualche bordata nei confronti di McF di pressappochismo e disinformazione, se non altro ancora . È il caso di chiarire, qualcuno prenda sul serio la vicenda che vede  la città impoverita, se non depredata.

Questi i fatti.  Di seguito  esporrò brevemente dei chiarimenti richiesti ed ulteriori domande a cui ora sia Rossi sia la commissione straordinaria devono dare pubbliche risposte.
Già nel 2015 il Consiglio Comunale di Manfredonia con delibera 2 del 23 marzo, autorizzava l’apertura del capitale sociale a.s.e. ai comuni dell’Aro 1 nello stesso anno, come recita la delibera 41 del 22 dicembre del comune di Vieste, con allegati patti parasociali. Quindi i patti parasociali ci sono ed ai soloni di Facebook basta andare sul sito del comune di Vieste per trovarli.

Che senso aveva la delibera della commissione straordinaria, se non quella di spogliarsi della proprietà dell’ a.s.e. anche  in mancanza di una perizia giurata sull’effettivo valore delle quote, è chiaro che il valore sia quello nominale. Ma come si fa a mettere in vendita un bene se non se ne stabilisce il valore? Nella vendita del 1% al comune di Zapponeta (vendita non andata in porto ) nel 2017 una perizia del dott. Spadafranca valorizzava a.s.e oltre 2.500.000 euro. Da allora a.s.e. ha prodotto investimenti per altri 2 milioni di euro.

Il dott Rossi non so dove abbia maturato la convinzione che i comuni piccoli si sentano schiacciati dal comune di Manfredonia, da grande esperto sa che dentro ARO 1 ogni sindaco ha un voto, indipendentemente dagli abitanti, mentre i costi si dividono per abitante. A me pare il contrario, che lo schiacciato sia il comune di Manfredonia.

Circa la corte che Rossi fa ad i piccoli comuni nella sua missiva, ed i suoi ringraziamenti al comune di Vieste, non so forse essendo part-time non ha avuto tempo di leggere i bilanci. Il comune di Vieste deve all’a.s.e. 560mila euro per servizi erogati e non pagati, ed anche per attrezzature non restituite ad ase. Come lo stesso avvocato Mansueto, incaricato del recupero, afferma nella sua relazione “il rischio che a.s.e. soccomba è remoto “.

Rossi Non sa che il comune di Zapponeta deve 150 mila euro, anche questa con azione di recupero.  Totale  710 mila euro regolarmente in bilancio approvato anche dai commissari, se questa somma non venisse recuperata  o in parte transata  la città di Manfredonia  se ne dovrà far carico schiacciata da insolvenze  di altri.

Inoltre forse non sa che il comune di Manfredonia ha versato nelle casse a.s.e. 5,5milioni  di euro somma per la quale il comune di Manfredonia ha dovuto accendere un mutuo trentennale alla cdp, danaro che pagheranno i nostri figli e che incide pesantemente sul minacciato dissesto finanziario comunale. Prima di parlare di piccoli comuni trattati come vassalli o di osannare Vieste ci dica come intende rientrare delle somme.

Il resto lo lasciamo ai filosofi. Come mai non è on Line la delibera della sua nomina  ( è una questione di trasparenza).

Le stesse domande le pongo anche al collegio sindacale che ha il controllo di legittimità,  collegio altamente rappresentato dal presidente dell’ordine dei commercialisti, c’è una perizia? I crediti vantati sono stati riscossi? E non ultimo ma il più importante lo staff tecnico del controllo analogo del comune di Manfredonia, possibile che nulla avete eccepito? In precedenza eccepivate anche sulle inezie. Il vostro non è un controllo politico ma tecnico. Per  conoscenza questa battaglia la conduco da anni, sui 5.5 milioni di euro di indebitamento abbiamo combattuto ed  ora non intendiamo mollare.
Finora non è stata ceduta nessuna quota siamo in tempo per evitare il disastro.

Manfredonia  non può  pagare  per  altri comuni che  hanno usato  ase come  gli  pareva.

McF
Giovanni Caratù

Redazione G.
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Comunicati · News

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