Venerdì 23 Luglio 2021

Agiamo Manfredonia: “Progetto Seasif, molte domande sono ancora senza risposta”

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La Seasif Holding Ltd ha fatto pervenire, per tramite di un avvocato, alla nostra associazione una nota informativa avente ad oggetto la proposta di sviluppo industriale da insediare nel territorio tra i Comuni di Manfredonia e Monte S. Angelo. Apprendiamo con gioia che l’azienda abbia deciso di accantonare (si spera definitivamente) il progetto relativo al deposito LNG (Gas Naturale Liquefatto). Tuttavia, in riferimento alle altre proposte illustrate da Seasif, chiediamo, attraverso la presente, ulteriori chiarimenti in merito ai seguenti punti, non affrontati nella suddetta nota. E desideriamo farlo pubblicamente e non privatamente all’azienda, poiché riteniamo convintamente che solo una comunità consapevole sia in grado di decidere del proprio destino.

IMPIANTO PER LA PRODUZIONE DI COMBUSTIBILI E LUBRIFICANTI SINTETICI
Dalle informazioni circolanti, si evince che l’impianto sfrutta il processo Fischer-Tropsch, che utilizza energie rinnovabili per il suo funzionamento. Per quanto interessante, si tratta pur sempre di un impianto per la produzione di idrocarburi (sintetici). Seasif ha sempre parlato di produzione di “biocarburanti” indicati come “e-diesel”. Normalmente per biocarburante s’intende un combustibile ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, olio di palma ecc. mentre, come si evince chiaramente dalle slide, nell’impianto della Seasif non vengono utilizzate biomasse, ma un elettrolizzatore alimentato da fonti rinnovabili che utilizza anidride carbonica e idrogeno per sintetizzare chimicamente gli idrocarburi. In base ai concetti appena esposti non sarebbe più appropriato utilizzare il termine idrocarburi sintetici? Sulla fonte rinnovabile che dovrebbe alimentare l’impianto, Seasif non specifica di che tipo si tratti. Sarebbe opportuno che venisse chiarito anche questo aspetto. Inoltre, Seasif non indica la capacità dei depositi di idrocarburi (che andrebbero ubicati sulla costa e a pochissime centinaia di metri dal centro abitato di Manfredonia) né che tipo di precauzioni intende implementare in riferimento sia alla sicurezza che al rispetto per l’ambiente.

IMPIANTO PER LA LAVORAZIONE DELLA BENTONITE E DEI POLIMETALLI
Dalle poche informazioni avute, sembra trattarsi di un impianto che possa lavorare entrambe le materie prime: “cureranno, in particolare, la sola prelavorazione di questi materiali, attraverso trattamenti di prelavaggio ad acqua (a freddo, senza additivi chimici, senza scarico a mare) a ciclo chiuso, per la separazione e ricompattazione dei diversi materiali grezzi, ai fini del loro rilancio per i destinatari utilizzatori finali.” E’ possibile avere ulteriori chiarimenti in merito? In particolare, trattasi di due impianti distinti e separati oppure no?
Nelle note emesse da Seasif non si evince chiaramente cosa sono precisamente i polimetalli. Dagli approfondimenti tecnici che abbiamo compiuto sulla base delle informazioni attualmente disponibili, sembra verosimile l’ipotesi che si tratti di un impianto per la lavorazione delle terre rare. In letteratura si legge che allo stato naturale, terre rare si trovano mescolati con altri minerali in diverse quantità, e devono quindi essere separati con acidi e solventi organici che risultano dannosi sia per il contesto ecologico ma anche e soprattutto per la presenza di elementi radioattivi. Il processo di lavorazione, che comprende la raffinazione e la purificazione dei metalli, avviene in più fasi e richiede tempi lunghi e strutture adeguate. Le terre rare sono associate a minerali che potrebbero contenere uranio e torio: elementi radioattivi che devono essere trattati di conseguenza. In riferimento alla possibile presenza di elementi radioattivi nella materia prima, la Seasif quali precauzioni intende prendere? È previsto un controllo della radioattività alla fonte? O meglio, Seasif può garantire che i minerali che verranno lavorati a Manfredonia non conterranno elementi radioattivi?

AREE RETROPORTUALI E AREA ASI “EX ENICHEM”
Sarebbe utile sapere se Seasif abbia valutato l’utilizzo delle aree disponibili nell’area industriale “Ex Enichem” gestita dal Consorzio ASI. Quest’area, distante poche centinaia di metri da quella individuata da Seasif, è già attrezzata per accogliere attività produttive. Infatti, tale area è già dotata di piazzali, serbatoi, uffici e capannoni attualmente abbandonati.
Inoltre, sarebbe utile sapere se Seasif abbia valutato l’installazione degli impianti in tali spazi alla luce del fatto che esiste un collegamento ferroviario (al momento in disuso) tra il terminale dei nastri trasportatori e l’interno dell’area “Ex Enichem”.
La Seasif ha dichiarato di non voler interferire con le attività già insistenti nella area portuale e retroportuale di competenza dell’ASI di Foggia. Pur volendo credere alle buone intenzioni di Seasif, l’Associazione AgiAMO chiede che venga spiegato in che modo verranno gestite tali aree al fine di prevenire disguidi ed eventuali conflitti d’interesse tra i vari operatori che usufruiscono di quelle aree.
Sarebbe utile sapere se Seasif è al corrente che i piazzali nei pressi del terminale dei nastri trasportatori vengono quasi totalmente utilizzati per lo stallo delle componenti dei generatori eolici che giungono a Manfredonia via mare.

AgiAMO Manfredonia

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