Lunedì 2 Agosto 2021

Ri-prendi Manfredonia: 3 proposte per occuparsi della Città in zona rossa

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Bellezza e pulizia Vs. disprezzo collettivo

Dal 7 al 30 Aprile la Puglia continuerà ad essere in zona rossa, tra divieti e regole nulla vieta che i Manfredoniani possano riprendersi Manfredonia pulendo la città come sta avvenendo in tutto il mondo con il movimento “Retake”. Le associazioni locali ed i movimenti di quartiere che un anno fa si sono messi all’opera ripulendo intere aree possono sicuramente svolgere l’attività anche questa primavera. E mettersi in rete, misurare gli effetti in positivo sicuramente ha un duplice vantaggio: gratifica chi si occupa con senso di civiltà e di bene comune e riduce lo sfregio perché si è monitorati, anche senza telecamere. È sotto gli occhi di tutti la barbarie della sporcizia ed il degrado urbano fomentato da ignoranza e totale assenza di appartenenza alla comunità, il lockdown e le restrizioni hanno aumentato l’abbruttimento. E non c’entra la politica e la colpa non è dell’Ase o dei commissari. È questione di civiltà. Nei giardini e spiazzi al mattino è un fiorire di cartoni di pizza e bottiglie spaccate, bicchieri abbandonati anche al parco giochi, di cui restano gli scheletri, vandalizzazione collettiva che rendono impraticabile l’utilizzo degli spazi comuni al mattino. Plastica e cartacce disegnano i prati via via che si tosa il verde pubblico. Tutto questo non è riciclo creativo ma disprezzo collettivo. Eppure, in Puglia la street art è legge ed è anche sovvenzionata. È un bel dire: “Manfredonia è bella, rilancio turistico e futuro luminoso”. Manfredonia non ama sé stessa e non vale in questo caso lo “scarrafone bello a mamma sua” che chiude gli occhi rispetto all’incuria ed alla sporcizia. Siamo talmente abituati al degrado che neanche ci accorgiamo se ogni giorno aumenta. Prima, era in periferia adesso è sotto casa nostra. Ed entra anche nelle linde case, peculiarità sipontina “i surizie”. Eppure, anche in questo periodo così difficile tanto si potrebbe fare: raccogliere l’immondizia, pulire e potare giardini laddove la mano pubblica non arriva, trasformare gli sfregi in opere d’arte: Bari e Barletta lo stanno facendo con risultati sorprendentemente positivi. Ci sono esperienze come Orto Domingo, coordinata da Luca Ottomanelli, che hanno trasformato interi quartieri in città. E qui? Mentre le liste e le correnti si animano per la corsa a Palazzo San Domenico, dove è partito il toto-sindaco con nomi blasonati, manca l’azione. Manca nel dibattito e nel fare quella concretezza che renderebbe Manfredonia più civile, più bella, più produttiva. Si lascia che le cose vadano, mentre le attività e quelle piccole cose che ci rendono civili sono lontane dai cittadini e dal dibattito. È scientificamente dimostrato che gli investitori valutano anche la rete dei servizi, il decoro urbano e la sicurezza, basta osservare le esperienze del Nord Europa e dei paesi vicini a noi. Un grosso imprenditore in trattativa qui a Manfredonia, A.T., ha deciso di spostare altrove i suoi interessi proprio per questo motivo. E la responsabilità di chi è? Collettiva. Quindi, ri-prendiamoci Manfredonia, come i cinesi: spazzando ciascuno davanti al proprio portone, un grande flash mob, una volta alla settimana, per attirare turismo, investimenti e generare civiltà in una città decorosa. Il resto arriva.

Michela Cariglia

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