Mercoledì 4 Agosto 2021

L’Abbazia di San Leonardo: sulla strada della storia

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Per secoli, dal Medioevo sino ai nostri giorni, la strada che oggi ha assunto l’anonima sigla di “SS89”, fu percorsa da migliaia di pellegrini provenienti da tutta la cristianità̀, diretti alla grotta dell’Arcangelo Michele. Ad essi si aggiunsero i cavalieri crociati in procinto di imbarcarsi per le crociate, guerre combattute tra l’XI ed il XIII secolo, promosse dalla Chiesa cattolica volte alla riconquista della Terra Santa dal dominio islamico. Uomini sfiniti dal lungo viaggio per mare, raggiungevano con una breve digressione le pendici della montagna e vi sostavano prima di affrontare l’ascesa e poi di nuovo riprendere il lungo cammino verso nord. Sorsero così lungo la strada e anche nella piana di Siponto numerosi ostelli per ricoverare gli stanchi viandanti, affidati alla gestione di Ordini religiosi e cavallereschi. Dopo secoli, quasi tutti scomparvero. Uno solo ne sopravvive, coi resti delle fabbriche conventuali in rovina e la chiesa integra nonostante, o forse grazie alle manomissioni subite: quello intitolato a San Leonardo, che dalla località̀ in cui sorge, una lieve ondulazione del terreno presso il corso di un antico torrente, il Candelaro, è detto “in Lama Volara”; ma per lo più̀ è conosciuto come San Leonardo di Siponto. Pochi complessi medievali possono vantare una documentazione tanto ricca ed esauriente, estesa per l’arco di cinque secoli, quanta ne possiede San Leonardo di Siponto. Il Cartularium, nutritissimo fondo di documenti rivenienti dal suo archivio, conservato oggi nell’Archivio di Stato di Napoli e pubblicato sin dal 1913 dal Camobreco, permette di seguire le vicende del monastero dal 1113 al 1499. Un luogo sacro, affascinate e che infonde pace e benessere a chi ci stanzia. Abazia molto frequentata da gente del posto e dai turisti che non possono non fare tappa in questo meraviglioso luogo che racconta la nostra storia e che, grazie al suo meraviglioso portale romanico, lascia chiunque, sempre ed ogni volta sbalorditi per tanta bellezza e l’altissimo livello artistico. Un luogo che ci ha fatto raccontare anche storie terribili per via della grande e veloce strada che la costeggia che ha purtroppo contato diverse vittime che incautamente hanno cercato di attraversarla. Proprio questi terribili episodi hanno sollecitato le autorità competenti, nel 2017, nel dare priorità di attuazione al progetto di potenziamento e messa in sicurezza della SS.89 “Garganica”, nel tratto sprovvisto di guard-rail centrale tra l’aeroporto di Amendola e Manfredonia. Un progetto di ampio respiro di oltre 100 milioni di euro che prevede il rifacimento del cavalcavia sul fiume Candelaro e dello svincolo per San Giovanni Rotondo, oltre alla realizzazione di diversi nuovi svincoli tra cui quello “prioritario” di San Leonardo di Siponto. Tuttavia, il progetto originale, nella sua prima stesura, non teneva conto di un’antica cisterna situata dalla parte opposta della strada rispetto al complesso abaziale, non censita dall’Anas, ma che costituiva parte integrante del complesso medievale che ne contava quasi una decina, quasi tutte collegate tra loro. L’associazione culturale “Guilielmus per la rinascita di San Leonardo” segnalò prontamente al Comune di Manfredonia il problema. A seguito di alcuni incontri appositamente convocati tra Anas, progettisti dell’opera e Comune di Manfredonia, coadiuvato dal presidente dell’Associazione l’arch. Antonello D’Ardes, è stato possibile ottenere la rimodulazione del progetto originale che prevedeva di mantenere l’asse stradale nella medesima posizione a ridosso della cancellata dell’abbazia. Invece, la proposta della Guilielmus, fatta propria dai progettisti romani dell’opera, ha consentito non solo di salvare l’antica cisterna ma, soprattutto, di dotare l’abbazia di un’ampia fascia di verde di mitigazione per limitare gli effetti indesiderati della presenza della superstrada a pochi metri dal monumento, dotandola di nuove aree filtro che potranno essere adibite a parcheggio o arredo verde. In sintesi, il progetto da semplice messa in sicurezza della strada statale, nell’ambito di San Leonardo, ha acquisito una valenza diversa per divenire un vero e proprio progetto di valorizzazione paesaggistico di uno dei monumenti più importanti per la nostra regione. Conclusa la fase di “ascolto” degli enti competenti (conferenza di servizi) nel prossimo mese, entro fine anno o al massimo nei primi mesi del prossimo anno, i lavori saranno finalmente appaltati.

Raffaele di Sabato

 

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