Martedì 26 Ottobre 2021

L’e-commerce diventerà ancora più dipendente dall’intelligenza artificiale nel 2021?

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Ogni mattina, quando apriamo il nostro PC o telefono e ci affacciamo sonnacchiosi a quello che è accaduto nel mondo durante la notte, iniziamo a essere tracciati. No, il nostro non è un articolo complottistico: è semplicemente la verità.

I nostri device sono soggetti a monitoraggio da parte dei siti che visitiamo, grazie ai famosi cookies che accettiamo con fastidio una volta che carichiamo una pagina nuova. E che servono a definire quali siano le nostre abitudini per farci ricevere informazioni e contenuti in linea con i nostri gusti.

 

I motori di ricerca, i grandi “spioni”

Niente di male, in fondo. Anzi, è anche abbastanza logico che se io effettuo una ricerca su un motore chiedendo informazioni su come “giocare a Book of Ra gratis” per esempio, il mio profilo (che ricordiamo, è anonimo ma comunque unico) verrà etichettato nel motore di ricerca come una persona a cui interessano i casinò online, e nello specifico, le slot machine di nuova generazione. Quindi, i suoi algoritmi invieranno al mio profilo news, contenuti e promozioni pubblicitarie connesse con questo settore.

L’intelligenza artificiale di questi sistemi è sicuramente abbastanza sviluppata da non scambiarci per egittologi, e per riconoscerci per quello che siamo: ovvero, persone che amano divertirsi a giocare alle slot machine online. Questa è la grande premessa che ci spiega perché l’AI è destinata a svilupparsi sempre più in base ai nostri comportamenti sul web, specie per quanto riguarda i portali di e-commerce.

Specchio, specchio delle mie brame…

Non c’è bisogno di essere la strega Grimilde per capire che, incrociando i dati delle nostre ricerche passate e acquisti, possiamo sviluppare un modello che prevederà con una certa precisione quali sono i nostri interessi – e così offrirci proprio quell’oggetto che stavamo cercando nel momento in cui ci serve, con una precisione che ha del magico.

La possibilità tecnica dei sistemi di raccogliere e mettere in relazione sempre più dati fa poi il resto: portali come Amazon investono moltissimo in tecnologia proprio a questo scopo: riuscire a individuare i nostri pattern di acquisto, e soddisfarli nel modo migliore e nel minor tempo possibile. E hanno sistemi talmente sviluppati che l’azienda li offre anche come servizio a terze parti.

Conoscendo i nostri gusti, sarà quindi facile proporre l’oggetto che fa per noi con uno sconto adatto, sia quando visitiamo il sito che tramite una mail che guarda caso ci propone proprio un oggetto simile a quello che avevamo ricercato o correlato con quello acquistato qualche giorno prima.

Il servizio cliente-robot

Un’altra tendenza dei siti di e-commerce è quella di ridurre il più possibile il personale “umano” sostituendolo con più comodi sistemi automatizzati. E la programmazione intelligente di questi sistemi per gestire le richieste di informazioni e gli eventuali reclami  permette di rispondere al cliente immediatamente, magari via chat, senza che questo sospetti che sta effettivamente “parlando” con una macchina. O meglio, parlando con un chatbot.

In base alle parole usate dal cliente, il sistema è in grado di riconoscere la necessità, e quindi di gestire la conversazione instradando il cliente verso la risorsa o l’informazione che gli serve.

O se proprio la richiesta è incomprensibile, a passare la palla a un collega umano, di cui per fortuna c’è ancora bisogno.

In sintesi

  • Specchio, specchio delle mie brame…
  • Il servizio cliente-robot
  • I motori di ricerca, i grandi “spioni”
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Dal Mondo

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