Martedì 26 Ottobre 2021

Il rebus delle liste elettorali

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SONO ANCHE PIACEVOLI a vedersi: fantasiosi e variamente colorati. Ma l’attrazione si ferma lì, non si può andare oltre perché dietro i simboli c‘è solo il candidato sindaco di riferimento. Non c’è altro. Ci dovrebbero essere infatti i nomi di chi aderisce a quei simboli, dei candidati allo scranno consiliare comunale. Non fa eccezione lo schieramento dell’ultimo arrivato nel gruppo degli aspiranti sindaco. Una coalizione definitasi “Manfredonia 2050” dotata di ben sette liste che hanno indicato “unanimemente e convintamente” Raffaele Fatone come candidato sindaco, e Leonardo Taronna come coordinatore. E dunque: Fatone sindaco, Movimento 5 stelle, Società sviluppo e solidarietà, Manfredonia che funziona, Città protagonista, E885 Manfredonia ri-nasce, Manfredonia al centro.

UN RAGGRUPPAMENTO consistente, almeno nel numero delle sigle. Meno densità ci sarebbe nel loro interno. Nessun accenno vien fatto ai componenti. I susurri elettorali rivelano tuttavia presenze e sostegni di vecchia data, che hanno fatto parte “incondizionata”, prolungandone l’agonia, dello scellerato schieramento politico-amministrativo responsabile della catastrofe comunale. Gli stessi che oggi dicono di «dare a Manfredonia una innovativa prospettiva di governo, forte, competente, responsabile in piena discontinuità con il passato».

SEI LE LISTE annunciate per sostenere la candidatura di Gaetano Prencipe: la propria, Molo 21, Progetto popolare, Italia in comune, Est, e la non ancora definita lista civica del PD. Anche qui le reminiscenze del passato sono forti e numerose. Lo stesso indicato candidato sindaco ha avuto una esperienza che ha dato inizio al corso politico-amministrativo conclusosi con lo stop imposto dallo Stato con lo scioglimento dell’ultima trance della filiera amministrativa di sinistra. Un suo tentativo nel 2015 di tornare a Palazzo San Domenico naufragò sia pure a suon di voti. Un tentativo di riprendere il discorso interrotto?

L’ombra lunga e pesante del passato non pare accenni a mollare, anzi cerca sotto mentite sembianze, peraltro ben individuate, sparpagliate qua e là, di ripresentarsi al banchetto elettorale sotto la falsa bandiera del “rinnovamento”. La verità si svelerà alla presentazione ufficiale delle liste che al momento sono un rebus. Solo allora si verificheranno le tante belle proclamazioni di “distacco dal passato, cambiamento, rinnovamento” e via di questo passo. La formazione di consiglieri comunali che dovrà fare da contraltare al sindaco, è per tanti versi più importante del primo cittadino. Le esperienze dei passati consessi consiliari, offrono esempi chiari ed eclatanti delle funzioni spettanti al consigliere comunale. Funzioni che comportano responsabilità politiche, amministrative e personali.

La prossima assise comunale di Manfredonia (sindaco, assessori, consiglieri) dovrà barcamenarsi in una situazione oltremodo difficile e delicatissima. Sono in gioco decisioni importanti di vario ordine. Occorreranno pertanto persone ben preparate consapevoli delle decisioni da adottare. Le rose della campagna elettorale una volta arrivate a Palazzo San Domenico, evidenzieranno le amare spine.

Michele Apollonio

 

 

 

 

 

 

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