Lunedì 29 Novembre 2021

La bagarre è finita: si vota

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Si profila l’onda lunga della magistratura

CI SIAMO. Una giornata di sosta e quindi via alle urne elettorali. Il sabato prima del voto: una giornata (e una notte) di riflessione su una campagna elettorale che si è rivelata più una bagarre senza esclusione di colpi che ha messo in luce gli aspetti peggiori della politica locale con pochi bagliori giusto per mantenere accesa quella speranza per definizione “ultima a morire”.

PER LA POSTA in palio (l’avvenire di Manfredonia) e per i provvedimenti giudiziari che hanno colpito il sistema politico-amministrativo locale (scioglimento dell’amministrazione comunale, provvedimenti di incandidabilità e di interdizione di attività commerciali), si riteneva che ci fosse una responsabile, giusta contesa fra quanti si sono proposti alla guida della prossima città. Così non è stato, anche se non per tutti. Si è assistito ad un fuoco di fila di invettive, denigrazioni e delegittimazioni incredibili. Il settore dove si è maggiormente giocato ad annientare il competitor, è stato quello più strutturato politicamente e dunque che “vanta” ascendenze e contiguità nella gestione della città nei suoi vari aspetti economici, sociali, culturali. Sono state messe a nudo situazioni e ruoli in qualche modo responsabili delle situazioni che da un quarto di secolo a questa parte hanno determinato il pauroso arretramento della città a dispetto dello sfarzo elettorale esibito supportato da un evidente notevole investimento finanziario. I numeri disastrosi ne testimoniano la portata.

È RIMASTO ai margini di una bagarre violenta e astiosa, il settore dei “moderati”, quello che presenta candidati del tutto nuovi alla scena politica e dintorni e forse per questo anch’essi, in quanto competitor scomodi, presi di mira, in particolare l’unica donna di questo schieramento perché donna e soprattutto dotata di titoli ed esperienze che tratteggiano orizzonti che altri non sono in grado di immaginare.

UN SOSTRATO di “non politica” intesa nella sua accezione nobile che ha impedito una discussione seria, circostanziata, comparata, costruttiva della realtà di Manfredonia in un momento in cui tutto il Paese è proiettato verso orizzonti radicalmente innovatori. Qui, su queste rive del golfo adriatico, dominano sospetti e timori per irregolarità amministrative che vengono da lontano denunciati in questa campagna elettorale. Un “metodo” che si espande dappertutto. Il Presidente della Commissione nazionale antimafia Nicola Morra, è intervenuto per annunciare di aver riscontrato la posizione irregolare di un candidato consigliere della lista Fratelli d’Italia, fra le cinque che supportano il candidato sindaco Rotice. Lista che si è segnalata per tutta una serie di disavventure nella composizione e nella posizione elettorale. Un caso non isolato a detta del presidente Morra che ha annunciato come i controlli proseguiranno anche dopo il 7 novembre, anche in considerazione delle iniziative giudiziarie annunciate pubblicamente dalla candidata sindaca Giulia Fresca. Presupposti che allungano l’ombra sinistra anche sugli esiti di questa competizione elettorale.

IN QUESTO contesto giudiziario si inserisce la sentenza del TAR Puglia che a conclusione di una lunga e combattuta vertenza giudiziaria, ordina la rimozione della struttura turistico ricreativa “Guarda che Luna” sita sulla scogliera Acqua di Cristo, perché mancante della richiesta autorizzazione paesaggistica.

È OPINIONE corrente che la Magistratura ordinaria in attesa di quella contabile, stia maturando i dovuti interventi per ristabilire quella legalità da tempo invocata e dunque dare sostanza al ristabilimento della condizione morale. In questa operazione, ruolo fondamentale ha la popolazione che attraverso il voto di domenica 7, potrà determinare il cambiamento di cui si parla da mesi. Popolazione che è stanca di assistere e subire le prevaricazioni di una politica che in tutti questi anni non ha fatto altro che soddisfare appetiti personali e di gruppo, trascurando, se non proprio tradendo, le legittime aspettative di una popolazione che ha avuto purtroppo il torto di legittimare col proprio voto quei comportamenti irresponsabili.

L’APPUNTAMENTO di domenica 7 con le urne elettorali, si presenta pertanto decisivo per segnare un fermo e netto spartiacque tra un passato nefando e un avvenire di fiduciosa speranza.

Michele Apollonio

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Comunicati · News

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