Mercoledì 21 Febbraio 2024

Un San Valentino anti Energas

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MARTEDI 14 FEBBRAIO 2023: un’altra data che i manfredoniani hanno cerchiato in rosso sul calendario: non già per ricordarsi che è la Festa degli innamorati, bensì che bisogna tornare in piazza per partecipare alla mobilitazione cittadina contro l’Energas. «Innamorati si, ma di Manfredonia, della nostra città e perciò vogliamo manifestare contro chi vuole attentare a questa nostra realtà» ha risposto una giovane ragazza al cronista tv Antonio Castriotta che le chiedeva perché dedica San Valentino alla lotta contro Energas.

«Un gesto d’amore per Manfredonia» è lo slogan esposto sul manifesto d’invito al raduno cittadino fissato alle 9,30 in Piazza Giovanni XXIII per poi muovere per corso Roma, via dell’Arcangelo, viale Miramare, Lungomare Nazario Sauro, Piazza Marconi, Corso Manfredi, per concludersi in Piazza del Popolo. Un appuntamento e una manifestazione su cui sono confluiti i messaggi a partecipare da parte delle istituzioni, degli organismi associativi culturali, sociali, economici, delle scuole di ogni ordine e grado, della chiesa sipontina con un messaggio diretto dell’arcivescovo padre Moscone. In un post il sindaco Rotice ha invitato «tutti a partecipare alla manifestazione del 14 febbraio perché il nostro no arrivi chiaro e forte ai ministeri responsabili di tale decisione».

Sarà quella l’ennesima manifestazione pubblica espressa nell’ormai oltre il ventennio che va avanti la storia di Energas con una accelerazione nell’ultimo decennio nel corso del quale il confronto tra la popolazione manfredoniana e l’azienda Energas che ha progettato il mega deposito costiero di Gpl ai margini del golfo di Manfredonia, si è fatto più stringente e palese. Trasposizione delle ragioni delle parti contrapposte, (c’è stato anche un referendum popolare) sono ormai gli innumerevoli dossier consegnati alle competenti autorità ministeriali contenenti le rispettive ragioni per le quali Manfredonia chiede che non venga realizzato quell’impianto, e l’Energas per sostenere che possa farsi. Una dettagliata, vasta documentazione che evidenzia di tutto e di più dai vari punti scientifici, tecnici, sociali, economici, politici. Tutto quanto necessario per dichiarare la decisione è ormai noto e chiaro. Siamo all’atto conclusivo che spetta al Governo nelle cui competenze la questione ricade. E sarebbe ora che ci sia un pronunciamento che affermi inequivocabilmente cosa fare o non fare. La consigliera comunale Maria Teresa Velente fa presente che «non è più tempo di parole e manifestazioni: Manfredonia si è chiaramente espressa, ora la risposta».

Una esitazione che ha dato la stura a tante congetture che “portano a pensare male ma che…” con quel che segue. La gente, così come organizzata e non, chiede di sapere cosa hanno risposto i referenti governativi del «sindaco Gianni Rotice che si è fatto fotografare con il ministro Savini al quale aveva posto il problema»; e dell’on. Giandiego Gatta al quale i consiglieri comunali 5S Fatone e Totaro avevano chiesto «di fissare un incontro con Picchetto Frattin ministro dell’ambiente del suo tesso partito. Un appello caduto nel vuoto». Un silenzio che i manfredoniani interpretano come presago di eventi bellicosi…

  Michele Apollonio

 

 

 

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