Il Manfredonia si ritrova nel momento più importante della stagione. I quattro risultati utili consecutivi delle ultime giornate hanno ridato fiducia ai ragazzi. Anche Mister Franco Cinque ha finalmente una rosa
stabile, senza l’andirivieni degli ultimi mesi che hanno creato più di un disagio a tutto il gruppo. La difesa, consueto punto di forza del tecnico sipontino, è tornata solida e granitica come nella scorsa stagione. Dopo tre partite a reti inviolate, con il giovane Ruggiero Sapri provvidenziale in qualche circostanza, a Gravina due disattenzioni hanno mandato i sipontini sotto di due reti. Nella ripresa la squadra, aiutata dai cambi di mister Franco Cinque, ha preso il “pallino” del gioco e dopo aver accorciato le distanze con Elia Gianpà, in pieno recupero ha trovato il meritato pari con una prodezza balistica di Antonio Caputo (l’avesse fatta in serie A se ne sarebbe parlato per una settimana!). Un punto della voglia, della determinazione e della ostinazione che sono le caratteristiche fondamentali per risalire la classifica. Il punto ha avuto un valore maggiore anche in considerazione delle sconfitte di Ugento, Acerrana, battuto dal Francavilla in Sinni che “ha messo le ali”, e di Angri sconfitto in casa del Brindisi, per la prima volta non ultimo. Le ultime sei avversarie della stagione danno buone speranze al Manfredonia visto nelle ultime giornate. La salvezza diretta è lontana, quasi inarrivabile. Da tredicesima, prima delle squadre ai playout, la sfida potrebbe anche non giocarsi visto il distacco dalla sedicesima, oggi sono nove punti di distacco tra Acerrana e Angri. Arrivare quattordicesima darebbe il non trascurabile vantaggio di fare l’unica sfida-spareggio al Miramare. Vincere le tre “finali” casalinghe contro Ischia, Acerrana e Brindisi potrebbe portarci davanti all’Ugento che ha un calendario, sulla carta, più complicato. Se a questi punti se ne aggiungessero altri da Casarano, Palma Campania e Martina Franca, all’ultima del 4 maggio, le prospettive potrebbero diventare molto interessanti.
Antonio Baldassarre
