Lo zainetto ritenuto sottratto da tre netturbini era in realtà stato dimenticato
NON è infrequente il caso di operatori ecologici, i quali nel corso del servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta”, si imbattano in un qualche oggetto lasciato fuori mastello dall’inquilino dinanzi all’uscio e, ritenendolo un rifiuto, lo inviano direttamente nel compattatore di servizio.
GALEOTTO di questa incredibile storia che ha fatto rischiare il posto di lavoro a tre operatori ecologici, uno zainetto lasciato sbadatamente fuori dall’uscio di casa di una anziana donna che ha ritenuto l’avessero preso i netturbini addetti al servizio raccolta rifiuti.
L’EPISODIO risale al 2003, e si è verificato a Mattinata, dove tre netturbini – MG DV, F. L., M. S. – si sono visti citati in giudizio dal Tribunale di Foggia, denunciati da una utente, con la pesante accusa «perché, in concorso tra loro, al fine di trarne profitto, s’impossessavano, sottraendole dalla cose mobili detenute e di proprietà della denunciante, poste sulla pubblica via e specificamente: di uno zaino contenente libri, occhiali da vista ed un portafoglio contenente carta d’identità, passaporto, carta bancomat». L’ipotesi formulata era di furto aggravato. Un reato che, se comprovato, poneva i tre operatori ecologici in una posizione di grave pericolo giudiziario anche per il mantenimento del posto di lavoro.
NEL CORSO delle indagini condotte dai carabinieri, spuntava anche un filmato nel quale si mostrava, un “involucro” bianco (il colore dello zaino denunciato) poggiato sul cruscotto del mezzo di servizio dei netturbini e ritenuto lo zainetto galeotto mentre in realtà, è stato accertato, si trattava di una busta di plastica contenente un termos e la colazione di uno dei tre operatori.
«UN CASO delicato che tuttavia presentava non poche ombre e suscitava perplessità che sono state evidenziate, nel corso dell’udienza predibattimentale» ha evidenziato l’avvocato Pierpaolo Fischetti, difensore dei tre malcapitati netturbini. All’esito dell’esame della denunciante sottoposta al fuoco di fila delle domande dell’avvocato Fischetti tendenti a definire ogni aspetto della contorta questione, è emerso che i netturbini non hanno sottratto alcunché, ma soltanto ritenuto facente parte dell’immondizia lo zainetto che la stessa proprietaria solo in quel momento si è ricordata di aver dimenticato fuori della porta di casa. Chiarito altresì quel che in concreto era quel fagotto bianco posato sul cruscotto del mezzo usato dagli operatori ecologici.
TRA le altre incongruenze emerse, anche quella della via dove in effetti si è svolto quell’increscioso equivoco, diversa da quella indicata nella denuncia. Tutto considerato, una vicenda kafkiana conclusasi con la remissione in udienza della querela, i tre operatori ecologici scagionati da ogni colpa.
Michele Apollonio

